11 settembre, 2006

A CHI GIOVA?

MF Online
Telecom verso lo split mobile-fisso, accordo con Murdoch per film su Alice

11/09/2006 19.30


Il tanto atteso Cda di Telecom Italia ha deliberato all'unanimità sulla riorganizzazione del gruppo attraverso la creazione di due società distinte, una per la Rete e una per il Mobile. Sulla vendita di alcuni asset, invece, non è stata presa alcuna decisione. Ma il management si è riservato di esaminare le opportunità di valorizzazione delle attività di rete e del business di comunicazione mobile che si presenteranno.

Telecom Italia si focalizzerà così sui servizi a banda larga e sul settore media in Italia e Europa. Il Cda ha, in pratica, "condiviso e fatta propria" l'opzione strategica di accentuare la focalizazione su questo business. In particolare, la riorganizzazione passerà attraverso "la separazione da Telecom Italia del business di comunicazione mobile nazionale, mediante conferimento del corrispondente complesso aziendale in una società controllata, anche di nuova costituzione".

Inoltre, allo stesso modo, ci sarà "la separazione da Telecom Italia della rete d'accesso locale wired mediante conferimento del corrispondente complesso aziendale in una società controllata, anche di nuova costituzione, con mandato al presidente di individuare le eventuali ulteriori attività idonee a integrare il suddetto complesso aziendale". Quindi, la nuova Telecom si articolerà in tre società, oltre alle attività che già sono in capo a TI Media. Il business dei cellulari in una società, la rete locale d'accesso in un'altra e tutto il resto in Telecom Italia.

Scelta che, a detta del presidente del gruppo, Marco Tronchetti Provera, "serve a essere più flessibili" e presa "al fine di ottenere piena trasparenza", rispondendo così alle richieste delle autorità europee e "per aumentare e rafforzare la nostra presenza a livello internazionale". E circa all'ipotesi di cessione di Tim, il numero uno di TI ha assicurato che per ora verranno create "una newco per il mobile e un'altra per il local loop", società "controllate al 100% da Telecom". E Tronchetti Provera ha smentito pure di avere ricevuto offerte per Tim e Tim Brasile, dicendo che le uniche che conosce sono quelle lette sui giornali.

Ma le novità non finiscono qui: è stato infatti siglato un accordo con la 20th Century Fox, della News Corporation di Rupert Murdoch, per offrire i film della Fox su "Alice Home Tv", il servizio di tv via Internet (Iptv) di Telecom. L'accordo si inserisce nell'obiettivo di "rendere sempre più ricca l'offerta di contenuti disponibile attraverso Internet".

Le perplessità della comunità finanziaria

Approvata, quindi, la "societarizzazione" dei business mobile e della rete d'accesso fissa. Questa mossa, però, sarebbe solo propedeutica per concludere accordi separati per singolo ramo: nel campo media, ad esempio, è già arrivata una partnership con Murdoch, mentre la controllata nella rete fissa potrebbe approdare in Borsa. Il nodo è quello della telefonia mobile: che fare dopo lo scorporo?

Il mercato attribuisce a Tronchetti Provera, a dispetto della smentita arrivata quest'oggi dallo stesso presidente, l'intenzione di vendere, sicuramente Tim Brasil e probabilmente la stessa Tim. Di certo per Telecom c'è la necessità di fare cassa per ridurre l'indebitamento, da tempo ancorato sopra i 40 miliardi di euro, e questa sarebbe la strada più semplice.

Intanto oggi Standard & Poor's ha messo i rating di Telecom Italia BBB+ a lungo termine e A-2 a breve in Creditwatch ora con implicazioni negative. La decisione ha fatto seguito proprio alle indiscrezioni sulla drastica riorganizzazione delle attività di telefonia fissa e mobile del gruppo.
"Probabilmente non riusciremo a chiudere la fase di CreditWatch nel brevissimo termine, finchè non otterremo precise informazioni sul prossimo profilo operativo e finanziario di Telecom Italia e sulla sua struttura azionaria a lungo termine", ha spiegato S&P, precisando di non poter anticipare l'entità di nessun ulteriore intervento sui rating.

"In questo momento non può essere escluso nessun esito", ha concluso l'agenzia. Posizione di attesa, invece, da parte dell'agenzia di rating internazionale Fitch. "Al momento", hanno osservato dalla sede londinese, "l'outlook della società è stabile". Gli stessi giudizi dei broker internazionali sul titolo Telecom Italia questa mattina erano quasi tutti improntati all'ottimismo.

Merrill Lynch ha ribadito il rating di buy sull'azione, come Dresdner Kleinwort (target a 2,80 euro), Intermonte (target a 2,80 euro) ed Euromobiliare sim (target a 2,6 euro), mentre il Credit Suisse ha un rating di outperform con un target a 2,5 euro. Pure Exane, anche se si è detta convinta che la seperazione tra mobile, con la vendita anche di Tim Brasil, e fisso vada contro l'attuale tendenza dell'industria delle tlc e contro la recente strategia adottata dalla stessa Telecom, che consiste nell'integrazione tra fisso e mobile, ha confermato outperform (farà meglio del mercato) sull'azione.

Inoltre, lo split delle attività invalida le sinergie legate all'integrazione avviata con l'opa di circa un anno fa lanciata su Tim. Questa banca d'affari ha ipotizzato per Telecom un valore tra 2,7 e 3 euro per azione (il titolo, oggi sospeso, venerdì ha chiuso la seduta a 2,2580 euro), basandosi sui numeri legati al progetto di riorganizzazione ipotizzati dalla stampa in questi giorni.

Più caute Goldman Sachs: Telecom Italia resta nella Pan Europe sell (vendere) list e Morgan Stanley (equal-weight con target a 2,4 euro), secondo cui continua il peggioramento tendenziale dell'attività fissa e la trasformazione della società telefonica italiana in una "media company" non può compensare affatto il calo del business del fisso. Il settore media è infatti troppo piccolo.

A rischio è poi la reputazione del management che fino a un anno fa vantava la convergenza acquistando le minoranze di Tim e pagando un prezzo ormai non più riscontrabile. Infine, secondo Morgan Stanley, l'acquisizione di Tim da parte di un operatore straniero sarebbe problematica per motivi politici. Il broker prevede quindi un aumento della volatilità su Telecom, precisando che non è affatto garantita la creazione di valore da operazioni di ingegneria finanziaria.

Tuttavia, ha osservato Merrill Lynch, "se Telecom vendesse Tim Italia e Tim Brasile per 47 miliardi di euro, la cifra sarebbe superiore di circa 10 miliardi di euro rispetto al fair value da noi calcolato". In questo caso Merrill Lynch alzerebbe il target price su Telecom da 2,40 a 2,90 euro. In caso, inoltre, di scorporo di Tim con successiva cessione per un EV invece pari a 35 miliardi di euro, Olimpia beneficerebbe di un cash per circa 2,9 miliadi di euro, secondo le stime di Intermonte, azzerando il debito.

"Anche se l'impatto sulla somma delle parti sarebbe praticamente nullo", hanno calcolato a una primaria sim milanese, "riteniamo che il titolo TI tratterebbe a un valore più vicino all'attuale target price a 2,8 euro portando pertando la sommma delle parti di Pirelli a un valore di circa 0,91 euro. Non escludiamo tra l'altro l'ipotesi di un dividendo straordinario di Olimpia in Pirelli che permetterebbe la riduzione dell'attuale debito di quest'ultima pari a 2,3 miliardi di euro".

Sui candidati che potrebbero rilevare Tim, la merchant bank ha indicato i fondi di private equity. Mentre Standard & Poors vede più probabile una "compagnia assicurativa", in base all'idea che "gli asset che generano flussi di cassa prevedibili siano di interesse dei gruppi assicurativi". I fondi di private equity, invece, non sarebbero "degli acquirenti naturali, in quanto non interessati ad attività che hanno già esaurito la crescita e che sono già altamente indabitate".

In ogni caso è difficile l'acquisizione di Tim da parte di un fondo private equity in quanto eccessivamente oneroso l'esborso, a detta del Csfb. In base a un rapporto debito-equity, pari a 5, è stato stimato un ricorso al debito per 25 miliardi di euro, che corrisponderebbe a un'operazione di un'entità finora mai realizzata. Più facile, invece, data la dimensione dell'operazione e la strategicità dell'asset, l'interesse di un grosso operatore tlc.

In questo senso si è parlato dell'interesse della spagnola Telefonica, che questa mattina non ha fatto commenti circa queste voci, ricordando solo che nei mesi scorsi ha limitato i suoi investimenti per acquisti a 1.500 milioni di euro lordi fino a dicembre 2007. Non si esclude quindi un bid da parte di France Telecom o Deutsche Telekom.

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