27 giugno, 2009
SINTESI 1° INCONTRO X RINNOVO CCNL – 25 GIUGNO 2009 – ROMA
Come in ogni primo incontro, la forma la fa da padrona.
ASSTEL, con il suo presidente Guindani, il suo prossimo sostituto Stefano Parisi e il Direttore generale Raffaele Nardicchione, ha presentato la situazione del settore.
Se volessimo sintetizzare il messaggio che ci hanno voluto trasmettere, si può dire che siamo in piena crisi, quasi sull'orlo di un precipizio e che solo abbassando il costo del lavoro si può uscire dalla crisi.... un ritornello abbastanza usuale di questi tempi...Se volessimo polemizzare potremmo dire che la Cgil l’aveva detto da tempo....
Essendo la realtà più articolata, vediamo nel dettaglio: Il settore cresce, sia in termini di ricavi che in valore, seppur in misura minore del passato; gli investimenti sono al palo sia sul fisso che sul mobile, i prezzi per il consumatore sono calati, risultando inferiori ai prezzi del 2000, il mercato del mobile è saturo; il regolatorio (AGCOM) svolge un'azione incisiva tutta a difesa dei consumatori e questo fatto viene visto positivamente da ASSTEL (ma mi piacerebbe sentire che ne pensano i rappresentanti delle singole grandi aziende); le attività di customer care (call center), di cui la stragrande maggioranza date in outsourcing, producono fatturati per 1 miliardo di euro; sul futuro della rete poche parole, forse perché si tratta di un tema dalla forte valenza aziendale (telecom) e su cui le opinioni sono troppo distanti.
In questo quadro, ASSTEL non è in grado di analisi di prospettiva, ma il messaggio di una grave situazione economica ed industriale è stato lanciato.
Sul tema contrattuale Guindani ha “solo” ribadito che verrà applicato l'accordo interconfederale del 15 aprile 2009 (in applicazione dell'accordo quadro del 22 gennaio 2009 non firmato dalla CGIL).
I 3 segretari hanno risposto all'analisi di ASSTEL con sfumature parzialmente diverse, ma mi pare che tutti abbiano rimesso al centro il lavoro come leva per far crescere tutto il settore; ovviamente non sono mancati cenni sugli investimenti e sulla ricerca di nuovi spazi e nuovi servizi commerciali.
In particolare mi ha colpito la dichiarazione di Giacomassi (CISL) che ha sollecitato tutti ad una riflessione seria sulla validità del concetto di crescita, intesa da tempo e solo come crescita dei ricavi e/o del PIL: è stato cioè riproposto il tema dello sviluppo qualitativo e non solo quantitativo, se vogliamo banalizzare, dello sviluppo sostenibile anche all'interno del settore delle TLC; ragionamento non solo valido in termini puramente economici, ma anche in prospettiva di nuovi paradigmi vertenziali.
Tema in parte legato alla riflessione di Genovesi (SLC/CGIL) che ha impostato il suo ragionamento di critica all'analisi di confindustria/ASSTEL, cercando di far capire che l'importanza in questa fase di enorme possibilità di crescita e sviluppo (basti pensare al fatto che solo il 50% delle famiglie hanno il computer, mentre la media europea è del 74%... ed è evidente lo stretto legame tra computer e settore TLC. Peraltro il settore si caratterizza per la continua perdita di investimenti in ambito internazionale e dal fatto che, eccetto telecom, i grandi gestori sono in mano a società straniere....!!!) non è solo quanti adsl o voip si vendono, ma dove restano le “intelligenze”, criticando la mancanza di ricerca e le strategie portate avanti nel settore, in particolare da Telecom (vendita di TILS, abbandono dell'IT e delocalizzazione di alcune attività di customer care).
La nostra posizione di fondo – da tutti ripresa seppur con sfumature diverse – è chiaramente opposta a quella di confindustria: come ridare fiato al settore? Come ci possiamo dimenticare di esercire un servizio essenziale e strategico per il paese? E quindi come non parlare di “sistema paese”? E ancora come non dare risalto al ruolo dei lavoratori di tutto il settore?
Non ci siamo dimenticati delle decine di migliaia di lavoratori che operano nei call center, esempio concreto di politiche industriali virtuose e che non sopravvivono se si rincorre la semplice riduzione dei costi (dumping contrattuale), come dimostra la forte e clamorosa presa di posizione di ASSOCONTACT (associazione di categoria di confindustria che raccoglie le grandi aziende di call center in outsourcing) nel momento in cui poste italiane (azienda pubblica !!!!) fa una gara di appalto al massimo ribasso con una proposta complessiva più bassa anche del solo costo del lavoro della commessa.... e questo proprio perché se la rincorsa è sui costi e quindi senza regole che valgono per tutti, alla fine tutti sono spacciati.... nel mondo c'è sempre qualcuno disposto a lavorare per un euro in meno....
In sintesi: alla foglia di fico della crisi che giustifica la cassa integrazione e i licenziamenti e ora anche la riduzione dei salari e dei diritti, abbiamo contrapposto un ragionamento a 360° sul settore e sul sistema paese come unica chiave di lettura delle nostre scelte.
Scelte che si trovano nelle piattaforme che sono state illustrate, con delle stonature sinceramente fuori luogo quanto inutili, in particolare sulla bilateralità e su un velato “giustificazionismo della crisi” che in alcuni interventi è venuto fuori.
Nel complesso un incontro in cui “industrialmente” esiste molta più unità di quella contrattuale, vista la nota presenza di piattaforme separate tra noi e la cisl. Cisl che continua a non dire nulla sull'aumento salariale richiesto. Ci siamo aggiornati al 16 luglio pv.
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24 giugno, 2009
CONTRATTI
BLOG DI BRUNO UGOLINI
I contratti e il salario che divide
L’allarme economico reiterato dall’Ocse è connesso a un drammatico allarme sociale. L’occupazione cede e le retribuzioni sono bloccate (uno spostamento dello 0,1% nell’ultimo trimestre). I giornali danno risalto a “esempi” come quelli della British Air dove si chiede ai lavoratori la rinuncia a un mese di salario. E’ la linea della sospensione della paga. Non si invoca tanto in Italia: semmai si punta sulla moderazione salariale, come se da qui passasse una spinta all’economia e ai consumi. E sembra che proprio su questo aspetto si possa fondare l’imminente scontro sui rinnovi dei contratti.
Qui tutto parte dal nuovo sistema concordato dalla Confindustria solo con Cisl e Uil. Uno dei primi appuntamenti interessa i metalmeccanici. Sembrava che si potesse raggiungere una specie di compromesso sindacale unitario teso a risolvere la sola partita salariale, per rinviare il resto al futuro. Non è andata così. Forse anche sotto l’influsso di un documento riservato della Confindustria teso a rivendicare una stretta osservanza agli accordi presi, negando ogni autonomia alle categorie. Fatto sta che ci saranno due piattaforme: una Fiom e una Fim-Uilm. Queste ultime rivendicheranno un aumento di 113 euro in tre anni (nonché un fondo di solidarietà per i lavoratori vittime della crisi).
Susanna Camusso (Cgil) ha ricordato che l’ultimo contratto aveva ottenuto 127 Euro in trenta mesi. E sembra difficile immaginare aumenti integrativi azienda per azienda.
La questione salariale del resto sembra coinvolgere anche categorie dove permangono solidi i legami unitari. E’ il caso dei lavoratori elettrici. Alberto Morselli e Carlo De Masi, dirigenti dei sindacati di categoria, hanno spiegato i dissensi in interviste al “Diario del lavoro” (quotidiano on line).
Esce da questi testi la fiducia della Cisl – già affermata al Congresso – in una prioritaria richiesta riferita agli organismi di “partecipazione”. Il salario verrà dopo. Ed è probabile che simili scenari possano attecchire in altri comparti (vedi alimentaristi, tessili, chimici, edili) dove sembrava possibile una piattaforma unitaria. Mentre rimane diversa la situazione tra i sindacati dell’industria alimentare che procedono per ora senza intoppi verso lo sbocco contrattuale, reso più facile anche dalle condizioni del settore. Del resto anche nel settore pubblico è stato appena siglato il contratto per i lavoratori degli enti locali. Altrettanto nella sanità dove invece un incredibile Renato Brunetta si oppone vigorosamente alla firma unitaria. Esempi che dimostrano come la Cgil ricerchi le intese mentre altri puntano sulla spaccatura.
La scelta di porre in qualche modo un freno alle spinte salariali è spiegata, specie in casa Cisl, con l’esigenza di soddisfare (oltre alle voglie di partecipazione), le richieste dei non garantiti, i precari, i circa due milioni che non hanno protezione e non sono riconosciuti da Silvio Berlusconi. Ha detto un segretario della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, che costoro hanno il problema della prima e non della quarta settimana. Verissimo. Ma come mutare questo stato di cose? Sarebbe necessaria, come in altri tempi, una mobilitazione straordinaria dell’intero Paese. Non il sacrificio temporaneo dei salariati fissi.
Pubblicato da Bruno Ugolini a giovedì, giugno 18, 2009
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19 giugno, 2009
18 giugno, 2009
VERBALE SUL MANCATO ACCORDO DI STAMANI
16 giugno, 2009
ARTICOLO 21 della carta costituzionale.
RICEVIAMO E PUBLICHIAMO CI AUGURIAMO UN SOSTEGNO ANCHE DALLE SEGRETERIE NAZIONALI A QUESTO ENNESIMO SOPRUSO
Cari Compagni ed Amici,
di "Discutiamo", vi seguo sempre con interesse,
grazie per le belle foto della manifestazione di venerdì scorso.
Volevo dirvi, anche, che, oggi, al rientro al Centralino dove sono sicuramente
un esubero(2 5 livelli su 2) ho trovato una bella sorpresa. Una lettera
di conestazione disciplinare: attraverso l'articolo pubblicato su Zeus
News "Quattro domande ad Antonio Migliardi" avrei seminato la sfiducia
tra i lavoratori e il pubblico, denigrando il capo del personale.
Ve loscrivo perchè, aldilà di tutte le differenze, a voi come a me, stanno a
cuore soprattutto la libertà di espressione e i diritti dei lavoratori.
Un abbraccio, vostro
Pier Luigi Tolardo
QUATTRO DOMANDE AD ANTONIO MIGLIARDI
13 giugno, 2009
Se qualcuno volesse condividere le foto che ha fatto, ce le invii in mail e provvederemo ad inserirle.
TELECOM: RIUSCITA SCIOPERO E MANIFESTAZIONE E’ SUCCESSO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ringraziano le lavoratrici e i lavoratori di Telecom Italia, delle aziende esternalizzate, di Sparkle, per l’adesione allo sciopero del 12 giugno e per la riuscita manifestazione nazionale a Roma.
L’adesione allo sciopero è stata a livello nazionale tra il 65 e il 70% confermando i livelli di partecipazione della passata mobilitazione di marzo. In particolare le adesioni sono state intorno al 75-80% nelle aree operative di customer e di Open Access. Buona la partecipazione anche delle aree di vendita e supporto.
L’azienda deve ora dimostrare il proprio senso di responsabilità, richiamata all’ordine non solo dai lavoratori, ma anche da numerosi esponenti parlamentari e di Governo.
Telecom si è assunta la responsabilità di una grave rottura nel merito e nel metodo. Deve ritirare i licenziamenti, rispettare gli accordi sottoscritti, garantire che la mobilità territoriale potrà essere solo volontaria, che verranno assicurati percorsi per valorizzare le professionalità delle aree di staff e dei venditori, che saranno mantenuti i livelli occupazionali nelle aziende esternalizzate, che vi saranno garanzie per i lavoratori di Sparkle.
La giornata del 12 giugno ha dimostrato che senza un cambio di strategia, l’attuale management non potrà mai recuperare coesione sociale e consenso tra i lavoratori.
Come sindacato andremo fino in fondo, forti di aver sempre dimostrato senso di responsabilità e affidabilità. E’ ora che anche il management Telecom faccio lo stesso.
Per continuare la mobilitazione in atto il Coordinamento Nazionale delle RSU è convocato per il giorno 18 Giugno presso l’Unione Industriale di Roma, subito a seguire dell’incontro di procedura già in programma.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Telecom: Miceli (Cgil), unica grande azienda a licenziare
'Telecom e' l'unica grande azienda italiana a licenziare: una scelta moralmente discutibile mentre il Paese e' in una situazione di forte sofferenza sociale': cosi' il segretario di Slc Cgil, Emilio Miceli, critica in un comunicato l'impresa nel giorno dello sciopero nazionale dei dipendenti. 'L'azienda - continua il segretario - non ha una proprieta' solida ne' una strategia industriale e quindi l'unica cosa che il management riesce a fare e' licenziare'. Il sindacalista poi passa all'attacco e annuncia il proseguimento della mobilitazione: 'Lo sciopero di oggi e' soltanto il primo passo, andremo fino in fondo per tutelare i lavoratori'.
Telecom Italia. Sindacati: sciopero contro tagli riuscito; Sacconi: si evitino soluzioni traumatiche
13 Giugno 2009
Circa 8 mila lavoratori di Telecom, di Sparkle e delle aziende esternalizzate hanno sfilato per le vie di Roma e allo sciopero nazionale di ieri, venerdi' 12, hanno aderito oltre il 70% dei dipendenti: "Dopo gia' un primo sciopero nazionale, aver confermato un alto livello di mobilitazione dovrebbe far capire all'azienda che o torna indietro o rischia di andare a sbattere contro un muro", dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di Slc Cgil.
"L'alta adesione allo sciopero - spiega - con punte dell'80% e del 90% in molte aree operative ci conferma la bonta' delle richieste sindacali: ritiro dei licenziamenti, rispetto dell'accordo del 19 settembre sulle mobilita' territoriali solo volontarie, tutela delle professionalita', garanzie per il mantenimento dei livelli occupazionali nelle aziende esternalizzate a partire da TILS". "L'azienda - continua Genovesi - ha fatto carta straccia dell'accordo del 19 settembre con cui il sindacato aveva condiviso un percorso, fatto di ben 5000 mobilita' volontarie. Ora l'azienda deve tornare sui propri passi. Glielo chiedono i lavoratori, le istituzioni locali, il Ministero del Lavoro che ha rilanciato la proposta sindacale di moratoria, glielo chiede il Parlamento. I veri problemi di Telecom si chiamano assetti proprietari, debito, rilancio di una strategia industriale, partecipazione al Piano Romani per garantire 2 Giga a tutti i cittadini, ecc..". "Se l'idea dell'attuale management e' quella di rinviare le scelte ed intanto, per accontentare qualche azionista, far vedere che qualcosa si muove (cioe' solo i tagli all'occupazione) lo diciamo subito: e' una strada che non porta lontano l'azienda. E la responsabilita' sara' tutta di questo management che rischia di compiere un capolavoro: non rilanciare l'azienda e al contempo colpire migliaia di famiglie". "Telecom dovrebbe contribuire a far uscire il Paese dalla crisi in cui si trova, non approfittarne. Ora l'azienda dimostri quel senso di responsabilita' che finora non ha avuto: ritiri i licenziamenti, confermi che le uniche mobilita' territoriali saranno volontarie, dia garanzie su aree di staff ed esternalizzate e noi ci risiederemo al tavolo. Altrimenti si assuma di fronte a tutti la responsabilita' di un vero e proprio atto di cinismo immotivato che con le esigenze di rilancio dell'azienda nulla hanno a che fare".
"Una protesta che certo non si fermera' se questo non dovesse accadere". Cosi' Armando Giacomassi, segretario generale della Fistel Cisl ha ricordato che "l'azienda ha fatto carta straccia dell'accordo del 19 settembre scorso sottoscritto al ministero del Lavoro che prevede 5 mila uscite volontarie fino a dicembre 2013. Sulla base di questo diciamo 'no' a ulteriori 4.500 esuberi e al trasferimento forzato dei lavoratori".
L'invito del ministro del Lavoro. 'Il nostro invito a Telecom e' fermo: si evitino soluzioni traumatiche'. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a proposito dei probabili esuberi annunciati dai vertici del gruppo di Tlc.
'Convochero' presto le parti - ha aggiunto Sacconi al suo arrivo al Forum dei giovani industriali di Santa Margherita - per raggiungere un'intesa tale da evitare i licenziamenti.
Telecom - ha concluso il ministro - e' una di quelle aziende in condizione di utilizzare gli ammortizzatori sociali, a cominciare da quelli ordinari, e i contratti di solidarieta''.
link ADUC
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FOTO MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI ROMA
11 giugno, 2009
09 giugno, 2009
Telecom, venerdì manifestazione nazionale a Roma
Le lavoratrici ed i lavoratori sono da mesi mobilitati contro il progetto aziendale di riorganizzazone, che fa carta straccia dell’accordo del 19 settembre (accordo che prevedeva tra l’altro 5000 mobilità volontarie coprendo il periodo 2008-2010) e che comporterà, se non modificato, altre 4500 uscite, 700 trasferimenti territoriali coatti, lo svilimento professionale di almeno un migliaio di altri lavoratori
"Come sindacato - prosegue la nota - siamo invece contrari a ogni forma di mobilità territoriale che non sia volontaria e siamo contrari ad una politica che svilisce le professionalità dei tanti dipendenti delle aree amministrative e di vendita. Soprattutto siamo contrari a licenziamenti pretestuosi (come quelli messi in campo dall’azienda sulla Directory Assistance), con Telecom che approfitta della crisi per ridurre i livelli occupazionali quando potrebbe tranquillamente riconvertire i lavoratori o metterli nelle condizioni di tele-lavorare”.
“Inoltre – continua Genovesi – l’azienda deve farsi garante dei livelli occupazionali delle aziende esternalizzate a partire da TILS e dalle tante realtà che stanno pagando le incertezze del management Telecom. Così come occorrono certezze sul futuro di Sparkle”.
“L’azienda con il suo comportamento ha scelto la strada dello scontro, rinnegando un modello relazionale basato sul confronto e la mediazione che pure tanti frutti aveva dato. Il management di Telecom si assumerà completamente la responsabilità di quanto va succedendo e deve ora decidere se continuare sulla strada del “muro contro muro” o fare un passo indietro, ritirare i licenziamenti, rispettare l’accordo del 19 settembre e cominciare ad investire sulle tante professionalità presenti in azienda”.
09/06/2009 16:04
RASSEGNA ONLINE
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08 giugno, 2009
MAREMMA CHE ARIA
scusate ma quando ci vo' ci vo'
AUGURI AL NEO SINDACO DI GRADOLI (VT), IL COLLEGA LUIGI BUZI, IN MOBILITA' DAL 30/12/2008
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03 giugno, 2009
Crisi: Berlusconi, in Italia nessuno muore di fame
RASSEGNA.it
FINALMENTE SI E' RIVELATO PER QUELLO CHE E'
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02 giugno, 2009
I RENDIMENTI DEI FONDI PENSIONE NEGOZIALI

Vai alla tabella del sole24ore
QUA ULTERIORI NOTIZIE SULL'ESPOSIZIONE DEL GRUPPO UNICREDIT-PIONEER IN MERITO ALLA VICENDA MADOFF
30 maggio, 2009
Telecom: Slc Cgil, chiarisca su voci delocalizzazione
La sigla di categoria parla di “evidenti danni occupazionali e i riflessi sulla qualità del servizio, una beffa a danno di tutto il paese, lavoratori, contribuenti, istituzioni locali e nazionali. Del resto – conclude la nota – l’attuale management di Telecom ci sta abituando a tutto: dalla mancanza totale di trasparenza a cambi repentini di strategia, da dichiarazioni di principio condivisibili a ipocrite scelte concrete che vanno in altra direzione, dalla denuncia di dover operare risparmi a super premi milionari per pochi alti dirigenti”.
29/05/2009 16:18
DA RASSEGNA.IT
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28 maggio, 2009
Telecom/ Sindacati a Sacconi:Altro che moratoria su licenziamenti
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=736984
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27 maggio, 2009
Telecom/ Sacconi: No ai licenziamenti, ci sono ammortizzatori
Roma, 27 mag. (Apcom) - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, dice no alla procedura di mobilità avviata da Telecom Italia per 470 dipendenti, sottolineando che l'azienda può ricorrere agli ammortizzatori sociali. "In relazione all'annunciata lettera delle organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori della Telecom Italia circa l'apertura da parte dell'azienda della procedura di mobilità-licenziamento per 470 dipendenti - afferma Sacconi in una nota - ribadisco, anche e soprattutto a un'azienda concessionaria di servizi di pubblica utilità, l'invito a una moratoria di ogni forma di licenziamento, in quanto sono disponibili comunque ammortizzatori sociali che evitano l'interruzione del rapporto di lavoro". "Il ministero del Lavoro - aggiunge il ministro - è a disposizione delle parti per favorire intese volte a salvaguardare il reddito e il rapporto di lavoro dei dipendenti della Telecom Italia".
QUANDO SI DICE DELLA SERIE: FACCE DI BRONZO
MA QUESTO CHE CI STA A FARE AL MINISTERO L'USCIERE?
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=736522
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Telecom I.: Slc Cgil, azienda fa a pezzi relazioni industriali
L'azienda, prosegue il sindacalista, "sta immotivatamente mostrando i muscoli, ricorrendo al licenziamento, quando avrebbe potuto trovare un'intesa con il sindacato". L'a.d. di Telecom I. Bernabe', secondo Miceli, "aveva iniziato il suo percorso annunciando rapporti distesi con il sindacato e sensibilita' per l'occupazione. Spiace dirlo, ma da allora in poi si e' visto di tutto: da accordi separati alla denuncia continua di esuberi".
In questo modo, conclude Miceli, "si sceglie la crisi frontale con il sindacato, si sceglie, mentre la crisi morde e devasta il mondo del lavoro, di aggiungere licenziamenti a licenziamenti. Il Paese, in questo momento, non ha bisogno di chi getta benzina sul fuoco della condizione sociale". com/rov
(END) Dow Jones Newswires
May 27, 2009 12:14 ET (16:14 GMT)
Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl.
http://www.borsaitaliana.it/borsa/area-news/news/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=605284&lang=it
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21 maggio, 2009
COMUNICATO DELLE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
COMUNICATO
TELECOM ITALIA: AZIENDA INAFFIDABILE CERCA SCONTRO CON I LAVORATORI E CONFERMA TAGLI E TRASFERIMENTI
VENERDI 29 MAGGIO ASSEMBLEE IN TUTTA ITALIA.
VENERDI’ 12 GIUGNO SCIOPERO E
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Si è svolto ieri 20 maggio 2009 a Roma, l’incontro tra le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU e i rappresentanti di Telecom Italia.
L’incontro sui temi della riorganizzazione era stato preceduto da un approfondimento tecnico svolto il giorno prima tra le Segreterie Nazionali e i responsabili delle relazioni sindacali. Durante l’incontro era stato denunciata da CGIL, CISL e UIL la scelta dell’azienda di impostare un sistema relazionale volto a svilire sempre di più il ruolo e le funzioni del sindacato.
In particolare il nuovo modello relazionale su cui Telecom sta puntando, con un tavolo nazionale sempre più svuotato di funzioni e possibilità di mediazione a livello centrale e 4 responsabili Relazioni industriali su base territoriale dipendenti direttamente dai territori e dal dott. Migliardi (e quindi non dai responsabili delle relazioni sindacali), vuol dire semplicemente cercare di far passare la riorganizzazione aziendale senza alcun confronto o possibilità di trattativa con il Sindacato, a nessun livello.
Se il disegno aziendale è quello di rompere con una tradizione di confronto e di relazioni sindacali costruttive, per passare ad un modello in cui l’azienda (e le linee operative) decidono e mettono in pratica, senza minimamente tenere in conto i diritti e le esigenze dei lavoratori, chiediamo che l’azienda abbia almeno il coraggio di comunicarlo apertamente e di assumersene la responsabilità.
Prova di quanto l’azienda non abbia alcuna voglia di ricercare una possibile mediazione con il Sindacato si è visto ieri.
A fronte di una possibile apertura sul merito, avvenuta il giorno 19 durante l’incontro tecnico (ritiro dei trasferimenti collettivi, disponibilità ad affrontare tutti i temi posti con lo sciopero di marzo per provare a condividere percorsi ed interventi specifici) , il giorno 20 l’azienda - in maniera irresponsabile e dimostrando tutta la propria inaffidabilità - ha fatto un volta faccia che solo per educazione definiamo “inconcepibile”.
E quindi l’azienda ha comunicato al Sindacato che:
1)sarebbero state aperte le procedure per il licenziamento dei lavoratori della Directory Assistance, potendo al massimo ragionare su un contratto di solidarietà e senza dare garanzie sul rientro dei lavoratori in attività;
2)non si sarebbe in nessun caso riconosciuto il principio (sottoscritto il 19 settembre con Accordo sindacale) per cui le uniche mobilità territoriali possibili sarebbero avvenute su base volontaria. Quindi si conferma la scelta aziendale di procedere a trasferimenti territoriali collettivi coatti, a fronte delle 22 sedi da chiudere;
3)la destaffizzazione sarebbe avvenuta senza seguire un percorso condiviso volto ad evitare possibili deprofessionalizzazioni;
4)per quanto riguarda le aziende esternalizzate, alcune delle quali in procinto di fallire (TILS) con conseguenti licenziamenti collettivi, l’azienda non avrebbe potuto fare di più di quanto annunciato alle stesse RSU delle aziende ex-Telecom;
5)la politica di riduzione e svilimento dei dipendenti addetti alle vendite sarebbe continuata;
6)sarebbero stati confermati i nuovi esuberi (4000) nell’arco degli anni 2009-2011.
A fronte di un tale comportamento, nel metodo e nel merito, come Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL prendiamo atto della volontà da parte dell’azienda di voler svilire i lavoratori e i loro rappresentanti e di voler inaugurare un nuovo modello di rapporti con i propri dipendenti, chiamati a subire la riorganizzazione aziendale. Una logica da padroni delle ferriere, che considera il sindacato un peso e i lavoratori gente che non deve pensare e dire la propria, ma semplicemente obbedire.
Denunciamo l’insostenibilità dell’attuale modello relazionale volto a sfuggire, tanto a livello nazionale che territoriale, ad ogni forma di confronto con il Sindacato e le RSU.
Ribadiamo le nostre contrarietà e le nostre controproposte che hanno già portato allo sciopero nazionale di Marzo: rispetto dell’accordo del 19 settembre contro ogni forma di mobilità territoriale non volontaria; difesa dell’occupazione e del rilancio dei servizi di Directory Assistance; tutela delle professionalità dei lavoratori di staff; salvaguardia dei livelli occupazionali nelle aziende esternalizzate, ecc.
Per tanto come Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, in coerenza con il percorso di mobilitazione avviato, invitiamo tutte le strutture e le RSU a:
interrompere ogni relazione industriale a tutti i livelli con l’azienda;
a utilizzare tutti gli strumenti possibili di pressione nei riguardi dei responsabili relazioni industriali a livello territoriale;
a tenere per il giorno 29 Maggio assemblee in contemporanea in tutte le sedi Telecom al fine di informare i lavoratori e chiamarli alla mobilitazione.
E’ inoltre proclamato per il giorno 12 giugno 2009 lo sciopero nazionale intero turno di tutte le lavoratrici e lavoratori di Telecom Italia, con contemporanea manifestazione nazionale a Roma.
Si invitano le strutture territoriali, le RSU, i militanti sindacali, i lavoratori tutti a predisporre il massimo di mobilitazione e di supporto (pullman, treni, automobili, ecc.) per la riuscita dello sciopero e della manifestazione nazionale a Roma.
Nelle prossime ore sarà inoltre comunicato l’eventuale possibile blocco delle prestazioni straordinarie (a valle di una verifica tecnica connessa ai giorni di franchigia per le prossime elezioni).
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
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SINTESI INCONTRO RIORGANIZZAZIONE, ESUBERI, CIGS, CHIUSURA SEDI – ROMA – 20 MAGGIO
Non a caso ad ieri erano stati raggiunti diversi obbiettivi “politici”: una sostanziale retromarcia sui trasferimenti territoriali, sostituiti da mobilità professionale; un ridotto impatto della cassa integrazione, sostituita dai contratti di solidarietà; la mobilità professionale e la destaffizzazione dell'azienda con modi e garanzie ben diversi dal “vai e spiana” che l'azienda ci ha fatto conoscere in questa fase; impegni sulle commesse delle aziende esternalizzate. Impegni “politici” che andavano tutti misurati in un confronto serio e probabilmente molto difficile, ma che ci davano la possibilità di trattare condizioni migliori per tutti.
Purtroppo stamani l'azienda ha fatto una clamorosa retromarcia, non solo ritirando le soluzioni di ieri sera, ma dichiarando che avrebbe fatto partire le lettere di apertura della mobilità (L 223) per i lavoratori del 1254 (ADE compresa): in pratica, si ripropone l'ipotesi del 19 settembre 2008, in cui prima si apre la procedura di legge e poi si discute del merito. Inaccettabile.
Infatti, è evidente che sul merito siamo lontani, ma a ciò si aggiunge un livello di inaffidabilità che rende tutto maledettamente più difficile: infatti, la sensazione che ho maturato in questi mesi è che la scelta fatta dall'azienda di potenziare le Risorse Umane territoriali (e quindi le Relazioni Industriali) a discapito dei tavoli nazionali (dimostrato dalla scelta di mettere a capo delle RI nazionali un dirigente con zero esperienza in materia) sia un modo per potersi muovere con maggiore spregiudicatezza nelle riorganizzazioni, grazie all'indebolimento della struttura sindacale nazionale (ma non quella aziendale che con Migliardi tiene tutto in mano), ma mantenendo un ferreo controllo di tutta la gestione (e non a caso le aree RU sono 4 al cui interno, in posizione super-subordinata, ci stanno le Relazioni Industriali): il risultato è una “libertà di movimento” dimostrata proprio la scorsa settimana sui supporti dell'ex- Top Costumer di ASA (Di Domenico) o per il personale ex-fom business.....
Per queste ragioni (di merito e di metodo) abbiamo deciso di bloccare qualunque incontro sindacale con l'azienda, di spostare lo sciopero del 29 maggio al 12 giugno, con manifestazione nazionale a Roma; la proposta poi prevede di fare delle assemblee proprio il 29 maggio in contemporanea nazionale per simboleggiare la volontà di rimarcare simbolicamente all'azienda il nostro impegno per la riuscita dello sciopero; non è stato detto con chiarezza (lo capiremo nel comunicato nazionale), ma dovrebbe riattivarsi il blocco degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive.
Nella discussione sono stati sollevati altri problemi, di cui merita una particolare attenzione quello relativo al vertiginoso calo delle chiamate in ambito customer: 119, 187 e 191.
Un fatto che si presenta in ogni fase in cui l'azienda dichiara esuberi: è accaduto l'anno scorso poco prima della dichiarazione dei 5000 esuberi e si ripresenta ora. Si tratta di un problemone, in quanto è evidente che si tratta di una manovra aziendale per dimostrare che ci sono gli esuberi; ne è un esempio proprio il 1254: l'azienda non ha investito per dichiarato disinteresse e ha creato gli esuberi; lo stesso può farlo oggi o domani per il 187, 119 e 191, in ottica di riduzione degli organici o, peggio, in ottica di una futura esternalizzazione di alcuni servizi (esternalizzazioni mai dichiarate, ma neanche mai smentite dall'azienda).
In questo ragionamento si è inserita una proposta relativa a TCC che non mi pare campata in aria e che solleva un polverone di finte contraddizioni, relative al “combinato disposto” tra accordi in TCC (passaggi dal 50% al part time al 75%, ad esempio) e calata delle chiamate: a mio parere un finto problema, o almeno un problema molto potenziato dall'azienda che strumentalmente cerca di mettere zizzania tra lavoratori, in ottica “guerra tra poveri”.... una trappola in cui non credo dovremo cadere: la difesa dei lavoratori di TCC è la migliore garanzia per tutti i lavoratori di telecom..... e la proposta, infatti, punta all'acquisizione da parte di Telecom di TCC, non considerandola più come azienda del gruppo telecom, ma come parte integrante di essa.
Infine, il premium service operations (PSO): doveva essere la giornata in cui si cominciava a discutere della riorganizzazione di questo nuovo reparto, ma la successione dei fatti non ci ha permesso di affrontare il tema, per il quale eravamo in condizione di attivare una commissione nazionale di studio, soprattutto per la parte dei supporti specialistici di fonia e dati. Ora è tutto in alto mare e dovremo vigilare sin dai territori che l'azienda non metta in pratica azioni unilaterali (da noi in Toscana siamo già intervenuti e stiamo provando a fermare l'azienda)
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17 maggio, 2009
Stipendi, Italia tra gli ultimi Solo 23simi nei Paesi Ocse
E' quanto risulta dal rapporto Ocse sulla tassazione dei salari, aggiornato al 2008 e appena pubblicato.
La classifica riguarda il salario netto annuale di un lavoratore senza carichi di famiglia. E' calcolato in dollari a parità di potere d'acquisto.
Gli italiani guadagnano mediamente il 17% in meno della media Ocse. Salari italiani penalizzati anche se il raffronto viene fatto con la Ue a 15 (27.793 di media) e con la Ue a 19 (24.552)
(17 maggio 2009)
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/retribuzioni/ocse-stipendi/ocse-stipendi.html
TUTTO FALSO...............NATURAMENTE poi ci pensa papi
DAL SOLE 24 INVECE AGGIUNGONO.............
Più leggero è il drenaggio di imposte e versamenti contributivi se si esamina il caso di un lavoratore, sempre con un salario medio ma sposato e con due figli a carico. In questo caso il cuneo e al 36% e l'Italia scivola qualche posizione sotto collocandosi all'undicesimo posto nell'Ocse (partendo sempre dai Paesi dove massimo è il peso fiscale sulle buste paga). La crisi economica tocca tutti ma gli italiani sembrano già con differenza salariale di partenza rispetto ai lavoratori di altri Paesi. Tornando alla classifica sui salari, infatti, facendo un pò di conti, un italiano in un anno guadagna mediamente il 44% in meno di un inglese, il 32% in meno di un irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 18% in meno di un francese.
17 maggio 2009
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/05/stipendi-italiani-ricerca-ocse-23-posto.shtml?uuid=063aa6b0-42eb-11de-a165-764d2c40840c&DocRulesView=Libero
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15 maggio, 2009
Telecom, Slc Cgil vince elezioni Rsu con il 40%
Hanno partecipato quasi 38mila dipendenti su 52mila aventi diritto. La Slc si conferma come il più votato tra i sindacati, passando dal 36,8% al 40,2% (+3,4%) con oltre 15.200 voti. La categoria della Cgil "supera così in voti i consensi di Fistel Cisl e Uilcom Uil messi insieme”, dichiara il segretario nazionale, Alessandro Genovesi.
La Uilcom passa infatti dal 20,8% al 22% (8300 voti; + 1,2%), la Fistel Cisl dal 22,6% al 17,8% (6721 voti; -4,8%), segnando comunque per il sindacato confederale un’ottima affermazione, con quasi l’80% dei consensi complessivi. “Dopo la significativa affermazione in Telecom Italia – conclude –, la Slc Cgil in termini di voti presi e di Rsu si conferma il sindacato maggiormente rappresentativo nel settore delle Tlc, già maggioranza assoluta in tutte le altre aziende del settore (Vodafone, Wind, H3G, BT, Almaviva, Comdata, ecc.)”.
Il sindacato di categoria, infine, "ringrazia le tante lavoratrici e lavoratori che hanno votato la Cgil, consapevoli del maggior onere, del maggior impegno che ora ci viene chiesto. Faremo di tutto per non deludere le aspettative di chi confida nella nostra organizzazione".
15/05/2009 14:11
http://www.rassegna.it/articoli/2009/05/15/47114/telecom-slc-cgil-vince-elezioni-rsu-con-il-40
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RISULTATI DEFINITIVI ELEZIONI RSU TOSCANA
FISTEL CISL 480 VOTI 22%
UILCOM UIL 149 VOTI 7%
CUB 273 VOTI 13%
12 maggio, 2009
AAAAA cercasi consonante
11 maggio, 2009
CAPEZZONE DICIT
Roma, 11 mag (Velino) - “Dopo lo spoglio dei principali seggi di numerose unità produttive (in Toscana si voterà il 13 e 14 maggio) va profilandosi in Telecom Italia, principale azienda privata del paese, una netta affermazione di Slc-Cgil e del sindacato confederale in generale. Oltre 35 mila dipendenti di Telecom Italia hanno votato finora, segnando una voglia di partecipazione che già di per sé è una bellissima notizia, in quanto si superano di molto i dati sull’affluenza dell’ultima elezione del 2005”. Così dichiara in una nota la Segreteria Nazionale di Slc-Cgil. “Come Slc-Cgil – continua la nota – cresciamo di 2 punti e mezzo, sfiorando il 40 per cento ed eguagliando di fatto, in termini di voti, la somma dei voti di Fistel Cisl e Uilcom Uil. Su poco più di 35 mila votanti, la Cgil prende infatti oltre 13 mila e 900 voti, mentre la Uilcom-Uil poco meno di 8 mila preferenze (22,9 per cento; + 2 per cento) e la Fistel-Cisl circa 6000 (17,3 per cento; - 5 per cento). Il sindacato confederale si conferma così largamente maggioritario in Telecom Italia con l’80 per cento dei voti (lo Snater conferma il proprio 7,4 per cento, l’Ugl il 7,5 per cento, i Cobas prendono il 3,1 per cento). In particolare Slc-Cgil non solo si conferma di gran lunga il primo sindacato in Telecom Italia, forte del proprio radicamento nei settori tecnici ed operai della rete, ma registra importanti successi tra le giovani lavoratrici e lavoratori di Tim e tra le aree amministrative, commerciali, informatiche e di supporto tecnico. Lo stesso risultato nelle grandi aree metropolitane a partire da Milano, Roma, Torino e Napoli è significativo di una capacità di rappresentanza che coinvolge tutta l’azienda e le diverse professionalità. Slc-Cgil cresce infatti in tutte le aree aziendali e in quasi tutti i territori, in diversi casi prendendo la maggioranza assoluta dei voti o delle Rsu”.
“Questo risultato – conclude la Segreteria Nazionale di Slc-Cgil – giunto in un momento di forte difficoltà dell’azienda ed in un momento delicato della sua riorganizzazione, che ci vede impegnati a tutela dell’occupazione e delle professionalità dei lavoratori di Telecom, ci incoraggia e ci carica di ulteriori responsabilità e aspettative. Cercheremo di fare del nostro meglio come sempre, puntando sulla partecipazione dei lavoratori, sulla democrazia, sul forte senso di responsabilità ma anche combattività che ha caratterizzato da sempre la Cgil. Da domani dovremo lavorare tutti insieme, con forte spirito di unitarietà tra Cgil, Cisl e Uil e di solidarietà, perché questo chiedono i lavoratori, senza rinunciare a portare avanti un progetto alternativo a quello dell’azienda. La Segreteria Nazionale ringrazia le tantissime donne e uomini, militanti, candidati, scrutatori per il grande lavoro fatto e ringrazia soprattutto le migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno votato per la Cgil”.
(com/dbr) 11 mag 2009 14:54
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=845087
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ARTICOLO WEB DALLA LOMBARDIA
rande soddisfazione, oggi, per i rappresentanti sindacali della SLC-CGIL, dopo la fine delle operazioni di voto per il rinnovo delle RSU di Telecom Italia:
la lista della CGIL a Bergamo (e in Lombardia) si conferma quella più votata e, rispetto alle precedenti elezioni del giugno 2005, aumenta anche le preferenze raccolte.
Si è votato il 6 e 7 maggio in tutt’Italia. A Bergamo e in provincia sono stati chiamati alle urne i 330 lavoratori Telecom, che, come i circa 9.000 dipendenti totali di tutta la Lombardia, si sono espressi per eleggere la RSU regionale. Le operazioni di voto sono, infatti, organizzate per collegi: Bergamo fa parte del collegio della Lombardia, come anche tutte le altre province tranne Milano. Gli eletti a livello regionale provvedono, poi, ad eleggere il coordinamento nazionale.
A Bergamo i votanti sono stati 247, i voti validi 245 (a cui vanno aggiunte una scheda nulla più una bianca).
La SLC-CGIL ha ottenuto 143 preferenze cioè il 58,4% di quelle espresse (nel 2005 erano pari al 45,6%), la FISTEL-CISL 66 voti, pari al 26,9%, la UILCOM-UIL 22 voti, pari al 9%, e l’UGL 14 voti, cioè il 5,7% del totale.
La SLC a Bergamo ha anche ottenuto una percentuale maggiore rispetto a quella media ottenuta dalla lista a livello regionale, che si è fermata al 50,6%.
La RSU regionale sarà composta da 12 membri della SLC-CGIL, 6 della UILCOM-UIL e 6 di FISTEL-CISL. Ancora non si conosce il numero dei rappresentanti che, da Bergamo, entreranno a far parte dell’organismo, visto che esiste un sistema di ripartizione per preferenze a livello regionale.
“Quello di oggi è stato un risultato ottimo, che premia innanzitutto l’impegno della CGIL in questa fase delicata, in tempi di difesa della contratto nazionale di lavoro, contro l’accordo separato firmato dalle altre sigle sindacali a gennaio e a difesa dei posti di lavoro in azienda, a fronte delle ultime manovre di riorganizzazione” ha commentato Renato Comelli della SLC-CGIL. “Siamo particolarmente soddisfatti perché premia l’attività intensa dei delegati uscenti SLC. Ora abbiamo di fronte mesi difficili sia per il mantenimento di Telecom come azienda industriale che per la difesa dell’occupazione e dei livelli di qualità del servizio alla clientela, un servizio che è fondamentale per lo sviluppo economico del paese”.
Il rinnovo dei rappresentanti avviene in un periodo segnato da una vertenza difficile e da scioperi, l’ultimo svoltosi il 13 marzo, il prossimo proclamato per il 29 maggio. La nuova agitazione è stata decisa dal Coordinamento Nazionale delle RSU di Telecom insieme alle segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL dal momento che, "come risulta da contatti informali avvenuti in questi giorni”, esisterebbe una “totale indisponibilità dell'azienda a mutare le scelte annunciate il 5 febbraio scorso".
L’azienda sta vivendo, infatti, una fase di riorganizzazione con ripercussioni sui livelli occupazionali. “Con CISL e UIL l’azienda aveva concordato 5.000 mobilità entro il 2010” spiega Comelli. “L’accordo su queste cifre si basava su due intese sulla mobilità (per la concessione degli ammortizzatori sociali, firmate anche dalla CGIL) e da un’intesa politica sulle prospettive industriali (non firmato dalla CGIL). Il fatto è che, inaspettatamente, nel dicembre scorso l’azienda ha presentato un piano industriale in cui sono stati annunciati altri 4.300 full time “equivalenti” da tagliare, che rappresentano più di 4.300 persone, visto che ciascuna unità può essere composta anche da due lavoratori a part time”.
Questa ulteriore cattiva notizia di nuovi interventi riorganizzativi investe anche Bergamo: a febbraio è stata annunciata l’intenzione di spostare a Brescia l’attività del servizio 187, per la quale lavorano 66 persone, per la maggior parte donne a part-time su turni, cioè in condizioni incompatibili con un trasferimento.
fonte http://www.expoitalyonline.it/modules/news/article.php?storyid=348
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28 aprile, 2009
COMUNICATO DA LIVORNO
Il Sindacato non ha mai potuto contrattare le Canvass, e la Cgil certamente non le accetterebbe così come sono.
Si è aperta in Italia una gara di solidarietà a cui stanno partecipando i lavoratori a favore delle popolazione colpite dal terremoto, la prima, di altissimo valore etico e sociale, è partita con il Donare sangue. Gesto che Significa donare un po’ di se stessi alla vita di chi sta soffrendo. Questo tipo di solidarietà è diventato indispensabile nei servizi di primo soccorso, particolarmente in chirurgia d’urgenza…
Tutti domani potremmo avere bisogno di sangue, per una qualche emergenza, quindi la
disponibilità di sangue, garantita da una rete di Volontari, è patrimonio collettivo di solidarietà da cui ognuno può attingere nei momenti di necessità.
Le Donazioni periodiche dei volontari, anonimi, non retribuiti e consapevoli... Rappresentano una certezza per la salute di chi riceve e di chi dona.
Tutto questo a Telecom non interessa infatti solo in presenza di accordi sindacali si disciplinano i criteri per consentire ai lavoratori, che prestino nell'ambito del Comune di abituale dimora la loro opera volontaria e gratuita in favore di organizzazioni di volontariato, già riconosciute idonee dalla normativa in materia, di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari di lavoro e turnazioni, compatibilmente con l'organizzazione dell'amministrazione di appartenenza e senza costi aggiuntivi per i lavoratori.
Le Canvass invece non sono contrattate e l’azienda penalizza di fatto anche i lavoratori che espletano attività di volontariato, infatti per essere esclusi da questo premio bastano 8 giorni di assenza nel periodo monitorato che può essere anche di otto mesi: si assommano le assenze per permessi sindacali - inutili perdite di tempo! - le assenze x studio, le gravissime assenze per malattie e/o infortunio! Permessi matrimoniali ed incredibile ma vero quelle per le “donazioni Sangue “.
La società civile dovrebbe conoscere l’etica della Telecom .
Con gli stessi criteri si tagliano gli stipendi dei manager Telecom ?
Abbiamo grossi dubbi!
Nel buon nome della Trasparenza ricordiamo che i Manager di Telecom vantano in Italia gli stipendi più alti, infatti nella speciale classifica dell’Unità vediamo “Enrico Parazzini ha ricevuto 7,173 milioni di euro lordi l'anno scorso, per sette mesi di lavoro. ha ricevuto 620mila euro di bonus e un importo di 6,553 milioni che «comprende i compensi erogati a titolo di retribuzione lorda da lavoro dipendente, di indennità di trasferta, di transazione generale novativa, di incentivo all'esodo e di indennità ferie non godute». Nel maxiassegno c'è la buonuscita per l'ex Cfo.
Un altro ex, Massimo Castelli, direttore generale fino al 6 marzo, ha ricevuto 4,492 milioni lordi. Per lo più (4,41 milioni) «compensi erogati a titolo di retribuzione lorda da lavoro dipendente, di indennità di trasferta, di transazione generale novativa e incentivo all'esodo».
L'Amministratore Delegato, Franco Bernabè ha ricevuto 1,778 milioni, di cui 1,644 milioni di «emolumenti per la carica» e 134mila di «altri compensi ad equilibrio oneri». Al presidente, Gabriele Galateri di Genola, 1,637 milioni. Nessuno dei due ha il bonus. Oltre allo stipendio, entrambi hanno «benefici non monetari» 173mila euro Bernabè, 130mila Galateri) che consistono nel «valore convenzionale auto, valore alloggio, polizze assicurative, previdenza complementare, laddove presenti».
Il Direttore Generale, Stefano Pileri ha ricevuto 1,095 milioni lordi, di cui 460mila di bonus. Il Direttore Generale, Luca Luciani, da poco presidente di Tim Brasil, il manager della gaffe in cui invitava i dipendenti a fare «come Napoleone a Waterloo», dove pensava Napoleone avesse vinto, ha guadagnato 976mila euro lordi, 132mila in più del 2007.
Tralasciamo le storie di Tronchetti Provera e Colaninno altrimenti dovremmo dedicargli troppe pagine.
I manager che incassano milioni di euro…Quanto un impiegato guadagnerebbe in secoli
Populismo? Demagogia?
bisogno di una diffusa Cultura diversa che abbia un senso del limite !??
O, semplicemente, bisogno di Giustizia e di equità sociale !!
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