17 aprile, 2007


ABBIAMO GIA' DATO, COLANINNO? NO GRAZIE

INVESTITORI IN FUGA?

PIU' CHE INVESTITORI IN FUGA, FURBI IN FUGA, PERCHE' GLI AMERICANI, INVECE DI IMPELAGARSI NEL LABIRINTO DELLA POLITICA (PASSANDO PER OLIMPIA), QUELLA CHE LORO NON CAPISCONO, NON HANNO FATTO UNA BELLA OPA SUL MERCATO? Da un lato si critica l'opacità del mercato italiano e, dall'altro, si tenta di sfruttare l'opacità per comprarsi Telecom Italia con quattro euro. E' veramente troppo.

«Il cambiamento delle regole o meglio le regole poco chiare, ancor di più cambiate in corsa, portano inesorabilmente alla perdita di credibilità e a una ulteriore riduzione delle possibilità di investimenti stranieri in Italia che non sono mai stati così basse come oggi». Così il presidente di Confindustria Luca di Montezemolo ha commentato a Bologna gli ultimi sviluppi della vicenda Telecom .

Tronchetti Provera: «Fare scappare gli imprenditori non funziona»

ECCO I CAMPIONI DEL LIBERO MERCATO, NEANCHE IN RUSSIA DURANTE IL REGIME SOVIETICO............NIPOTINI DI BERIA

A PROPOSITO PISTORIO PRESIDENTE PRO TEMPORE (UN ANNO), NOSTRO MALGRADO PROVEREMO ANCHE QUESTO.

proverbio toscano:"cambiano i maiali ma il trogolo rimane sempre quello"

LA CRONACA DELL'ASSEMBLEA DI IERI

CRONACA DI UN INVIATO MOLTO SPECIALE ALL'ASSEMBLEA DI ROZZANO, CONSIGLIAMO DI LEGGERLA PER INTERO, EMERGONO PARTICOLARI NON SOLO ECONOMICI MA DI ATTEGGIAMENTO CHE ALTRIMENTI SAREBBE IMPOSSIBILE COGLIERE.

Link QUINTARELLI'S NEWS

12.35 iniziano gli interventi

12.50 parla Sivori, un medico ( che dice "appartengo al parco buoi" 234000 azioni, con i suoi famigliari ha più di un milione di azioni. Voleva comprare due ville a portofino e invece ha comprato Telecom ai tempi di Colaninno. Tronchetti aveva poche azioni, adesso si sta defilando, lui a differenza di Tronchetti, non aveva stock options. "Mi volete spiegare perchè il titolo è andato così a picco e non si risolleva ?" "non e' che le stocj options sono troppo generose ?" "Vorrei una risposta sulle stock options. avete dei problemi ? se avete dei problemi, vi aiuto io, faccio l'amministratore delegato con il buon senso della massaia". "La villa che stavo comprando l'ha comprata Tronchetti provera"

13.02 una ragazza con 35 anni di anzianità entra in platea e e si mette a urlare, la security fa per allontanarla, poi Buora le fa dare la parola. Racconta che Tronchetti e COlaninno hanno distrutto l'azienda. lei lavora in una societa' (NDF (credo di aver capito): esternalizzata) di Pirelli Re che ha i "contratti di manutenzione e non fa nulla", "non fa funzionare la manutenzione", "va tutto in malora" e con "palazzi che si allagano".

13.06 Grillo chiede a tutti di essere piu' rilassati e tranquilli e fa il suo intervento "li ci dovevano essere i rappresentanti dei piccoli azionisti, tronchetti non e' venuto perche' ha due linee di febbre. ho ricevuto 3 lettere dalla Consob che dovrei stare attento. Quando e' stato eletto Cardia presidente della consob il FT ha detto "il confrlitto di interesse non lo risolverete mai". Ho detto a Cardi "grazie dell'attenzione su di me, se aveste dato la stessa attenzione a Parmalat, Cirio, BPL, ecc., forse sarebbe stato meglio" poi inizia a leggere un discorso scritto con 4 avvocati (ricorda che ha avuto 12 processi e li ha vinti tutti, e che lui e' ragioniere). Gli chiedero' copia dell'intervento. Chiede "A chi rispondeva la security ?"

qui c'e' l'intervento di beppe grillo (audio), grazie per la segnalazione da coolstreaming. e qui il testo di quello che doveva essere.

"La dorsale telecom deve tornare ad essere una public company". poi "chiedo a questa direzione di Telecom Dimettetevi.". Ha raccolto moltissimi applausi. E se ne é andato.

13.24 Un azionista rientra nel tecnico stretto, teme uno scorporo della rete e non approva l'intervento precedente dovuto a "necessita' di visibilita'"

13.27 Rappresentante legale di Spal tlc: esiste una causa civile di Spal Tlc (ex galactica) contro Telecom; parla delle richieste di risarcimento ; dice che in bilancio si parla solo di comportamenti formali e di effetti fiscali. ricorda che, se la societa' venesse ritenuta responsabile delle intercettazioni, potrebbe essere oggetto di cause di risarcimento danni e chiede se la Società puo' escludere che tutti coloro che hanno procedimenti civili nei confronti di Telecom non facciano parte di quegli oggetti degli atti illeciti (intercettazioni e indagini). Siamo bel lontani di avere una dimensione concreta degli impatti. (in sostanza: se sono stati dossierati soggetti che hanno cause con telecom, e' difficile per telecom dire che l'azienda non c'entrava, e si aprirebbe una enorme richiesta di danni). Se la Società non e' in grado di escludere quanto prima, perchè per tali rischi non c'e' un adeguato fondo ?

13:34 TELECOM: SINDACATI, SCIOPERO INTORNO A META' MAGGIO

13.35 un piccolo azionista dice mi stupisce che Grillo se ne sia andato, se voleva dibattere, doveva restare. qualche applauso dal pubblico "lui vuole essere un Dio" dice una signora, poi dice che nessuno in Italia ha i soldi per comprare Telecom. quindi si deve accettare che gli acquisti dell'azienda siano sostenuti dalle banche. Ringrazia l'ex presidente Tronchetti in quanto un giudizio deve essere relativo al contesto di business che stiamo vivendo. poi confronta FT e Telecom e dice quanto e' stato efficiente il management e quanto era saggio Tronchetti e quante ingerenze ha subito per antitrust dalla platea moti inveiscono fortemente e lo chiamano "buffone", quando finisce stringe le mani a Ruggiero e Buora e gli urlano coniglio, buffone, lecchino e altri epiteti

13.47 un azionista dice che e' un deficit di democrazia economica che qualcuno possa vendere le proprie azioni un 30% in piu' di lui.

13.52 un azionista dice che gli azionisti sono stati ricevuti molto male, una signora é stata male, ma nessuno é intervenuto tra le frotte di persone etichettate e in divisa e nemmeno di quelle senza divisa e etichetta che si aggirano e guardano tutto e tutti. "un minimo di culpa in vigilando probabilmente c'e', dato che mai il management si è accorto spontaneamente", secondo la relazione che ha ascoltato, "ma ha solo reagito quando i sindaci o i revisori o altri hanno segnalato". Poi dice che l'assemblea aveva stabilito un compenso per il board di 2,6M e invece sono stati dati effettivamenti 10 volte tanto. Perche' il consolidato ha utili inferiori a quelli di TI ? (1Bn Euro) dove si perde in questa misura cosi' rilevante ?

14.01 Elio Lannutti Adusbef, con delega a parlare di Rosario Trefiletti (federconsumatori). Dice che "e' stata svuotata e saccheggiata". Ricorda che i boiardi di stato, rimpianti, avevano a cuore gli interessi dello stato. "Draghi vendette pezzi dallo stato, decidendo su una barca il Britannia, di conferire il mandato a Goldman Sachs, la stessa Goldman Sachs di cui Draghi divenne dirigente a livello europeo e la stessa banca su cui c'e' una procedimento della magistratura. Questa azienda strategica per gli interessi dell'italia e' stata indebitata, gli utili sono andati a retribuire l'indebitamento e c'e' stata lavendia del patrimonio immobiliare in conflitto interesse, a prezzo di affezzione. questo metodo significa impoverire il parco buoi. Voi con il nocciolino rappresentate l'oligarchia, dall'altra parte ci sono i risparmiatori che, tra l'altro, non potranno beneficiare di una offerta per un tozzo di pane Telecom Italia e Tim Brasil" Poi ricorda Bove, la pubblicità ingannevole, la riduzione della qualità di servizio, "La consob.. ha diffidato beppe grillo e di pietro, i giochi sono fatti." "vi lascio con un reclamo dei 30000 che ci sono arrivati per gli 899, vi lascio anche una lettera tipo di utenti che sono davvero , e infine il curriculum di Stefano Quintarelli. Mettetevi una mano sulla coscienza, se volete rappresentare anche il parco buoi [nel CDA, ndr], avete l'occasione di poterlo fare".

14.14 un azionista dice che questa assemblea è anticostituzionale in quanto non tutela il risparmio. poi cita un articolo di legge "non ancora abolito" che dice che chi avendo "l'obbligo di vigilanza consente il dolo, equivale a cagionarlo"

14.27 piccolo azionista: "il barometro volge precipitosamente verso zone pericolosamente preoccupanti per telecom" litigiosità tra i soci principali, molti manager sotto inchiesta per le intercettazioni, ma sopratutto mi preoccupano i rapporti tra pirelli e AT&T-AM, "in pratica si cede il controllo a prezzi dell'azienda sviliti, chiedo al Dott. Buora di fornire aggiornamenti sulle negoziazioni" " come ha detto Dott. Buora, se la società va bene e ci sono tutti i motivi per essere ottimisti, perche' chi la controlla la vuole vendere ?"

14.39 Landi, Adiconsum : "se la rete fosse stata scorporata fin dall'inizio, assisteremmo alla caporetto denunciata da tutti coloro i quali si sono succeduti a questo microfono ? probabilmente no" "grandi benefici, probabilmente per i soci delle scatole cinesi, ma non per i piccoli azionisti" "la qualità dei servizi causa disaffezione, è una siatuazione disastrosa; gli asset sono stati liquidati in conflitto di interessi; la fusione telecom-tim nessuno ha capito la ragione, e oggi scopriamo che non ha prodotto alcun utile, solo che prima non aveva nessun problema con gli utenti, oggi li ha" . riguardo le intercettazioni. "La dirigenza, o non sapeva e dovrebbe dare le dimissioni o sapeva e dovrebbe assumersi le responsabilita". "Come si giustificano le stock options" e poi "non si ritiene di approfondire qualche situazioni di conflitti di interesse". "io non so se seprando la rete oggi risolveremo la situazione... io credo che ora dovremmo favorire questo processo. Cosa intende fare il CDA: intende ostacolarla o cooperare" "c'e' bisogno di soldi per elevati investimenti, dove si prendono ? da americani o messicani o il rischio che questi arrivano a fare la terza speculazione industriale a danno degli azionisti"

14.51 Facchetti, azionista privato che dice "si rimpiangonoi boiardi, ma non si ricordano le tariffe di quell'epoca" "non mi e' piaciuto Guido Rossi, doveva fare l'aribitro. Se gli azionisti volevano vendere la loro quota, lui non doveva entrare a gamba tesa. Se verrà eletto sarà molto meglio di rossi perche' lui se ne intende di tecnologia". "di pietro è uno che si vuole intromettere e si intromette con le manette in mano" "i giornalisti parlano male di telecom" "Mucchetti e' amico di Colao, Colao e' di vodafone e vodafone e' un concorrente di telecom, scrivendo male di Telecom forse aiuta Vodafone". "non mi piacciono gli authority. Sig. Ruggiero, ogni punto in meno di quote di mercato di telecom, quanti dipendenti bisogna licenziare ?" "Sono contro le authority. come puo' investire se poi le authority le impongono di dare a rete anche ad altri"

15.02 piccolo azionista "dobbiamo ancora credere nell'azienda ? lo ho chiesto a Tronchetti che l'anno scorso mi ha detto di si. vorrei che l'azienda si dimostrasse nei fatti in grado di capovolgere la situazione che appare compromessa. vorrei che il consiglio ci dia degli elementi per credere ancora nella telecom"

15.03 Paolo Mazzocca - Invstitori istituzionali - depositante la lista di Assogestioni formula le seguenti proposte: ed elenca le nomine.

15.04 Marchese -ritirato

15.05 Moletti: fa la cronistoria dalla privatizzazione ai giorni nostri, evidenzia che lo stato non ha fatto nulla quando la proprietà della rete è passata con Colaninno alla Bell, una società lussemburghese. Legge una lettera che ha spedito a Guido Rossi in cui dice che da informazioni giornalistiche risulterebbe che il governo ha interferito nelle quotazioni borsistiche. Dice di non aver ricevuto risposta e chiede se la rete verrà scorporata o meno. Perche' se fosse scorporata, chi la gestisce non saprebbe fare gli investimenti giusti.

15.15 Quintarelli (mio intervento)

15.23 Sergio Cusani: Analizza i contratti per servizi fatti da Pirelli per Telecom che paiono in conflitto (ad esempio Pirelli gestisce marchi telecom) Pierlli è riuscita a stipulare contratti con telecom per attività che Telecom poteva fare con la sua struttura .. tropo denso.. glielo chiedo e lo posto. chiede in sostanza i dettagli di tutti i contratti tra telecom epirelli e eventuali penali... Poi passa ai ricavi e dice che l'esposizione in bilancio potrebbe essere in contrasto con le norme di accounting e chiede "nel rispetto dei principi contabili, come mai non avete esposto i ricavi al netto di quote che devono essere corrisposti a terzi" (che sono cresciuti di piu' del 20%) (molto tecnico). Il contributo all'Agcom si deve calcolare su ricavi netti o lordi ? e nel caso, e' coerente con la pratica contabile di esporre ricavi al lordo di quanto dovuto ad altri operatori". poi chiede informazioni sui contratti con Teleleasing perche' Telecom ha finanziato gli acqiusti di teleleasing quando il socio e' una banca (mediobanca) ? perche' l'AD di teleleasing ha incarichi anche in telecom ? esistono accordi di put&call di telecom su mediobanca su teleleasing. non si prefigura come un portage ?. poi sui fondi immobiliari: gli immobili ceduti sono oggetto di contratti di retrodatazione. perche' gli immobili sono ben al disotto dei valori di mercato ? Non c'e' un conflitto di interesse per la partecipazione ai fondi in modo rilevante di una società collegata (Pirelli RE). Poi sui dividendi: proposta: la politica di distribuzione dovrebbe tenere conto della necessità di grandi investimenti. Proponiamo quanto propostoi per FIAT 2006 per gli anni successivi: 25% per il 2006 proponiamo il 50%. Poi parla di Stock options. "lescamotage consiste nella gratuità dell'assegnazione, in pratica una donazione" Chiedo che venga respinta il piano di assegnazione delle stock options." poi presenta per iscritto una altra domanda molto tecnica.

15.38 azionista che vota favorevolmente perche' ha comprato una azione che gli ha fruttato un pranzo e quindi ha guadagnato molto.

15.40 altro azionista, ma adesso faccio un break e vado a prendere un caffe' e un panino

15.50 un azionista si sta lamanetando di tutte le giestioni "buco" di Telecom ad esempio la perdita generata da telecom media e dalla LA7

15.53 lo stesso azionista segnala come Rossi abbiamo ricevuto 687.000 Euro per pochi mesi di attivita

15.57 azioniosta bax la deliberazione acquisto azioni proprie per stock options ritenuta scandalosa

15.58 azionista da 10.000 azioni si chiede quanti sono gli operatori che comprano da Telecom e se pagano

16.03 Cosimo Gelsomino Banca d'Italia (azionista) banca vota a favore delle lista di minoranza o di un gruppo di investitori istituzionali con l'obiettivo di favorire le attivita di controllo in questo caso vota per la lista di un gruppo istituzionale e la banca si astiene sulle azioni al top managment

16.08 ritornato. Grazie Dino per il continuous blogging.

16.13 Toppan: ha fatto un appello a pagamento su Sole 24 ore qualche settimana fa. E' convinto che l'azienda sia stata gestita in modo efficiente ed efficace, propone di non distribuire il dividendo per rafforzare la società.

16.15 Masiero: "America Movil capitalizza 11 volte l'EBITDA, AT&T capitalizza 10 volte l'EBITDA. TI ha un multiplo di 3,x volte. Il mercato non condivide l'operato di questo management. Il management dovrebbe trarre le adeguate conseguenze. E chiede alle banche presenti come giustificheranno il loro voto con gli azionisti. Profumo ha detto "non posso giustificare con i miei azionisti un acquisto a prezzi diversi da quelli di borsa" Non vorrei sentire la frase da casino' "le jeux sont fait, rien ne va plus"

16.21 un azionista ex olivetti : "la tanto evocata capacità industriale non ha creato grande valore, solo pochi dividendi; ci sono capitalisti che non rischiano piu' nulla; gli imprenditori non esistono piu', troppe stock options"

16.29 Azionista dipendente che fa 150 km al giorno in veneto e ha fatto 3 incidenti e chiede un intervento anche sulla sua situazione personale

16.31 Zola Nipote fa molte domandi puntuali sulla Governance, sui costi dei consulenti, ecc. poi racconta gli stipendi; Guido Rossi 680K per 3 mesi, Buora 3M Ruggiero 3M Tronchetti 3M per 9 mesi Sala 5M; propongo a tutti i consoci di non approvare l'assegnazione gratuita delle azioni, che' hanno gia' guadagnato abbastanza.

16.36 Zola Senior fa notare che Pirelli e' presente in assemblea direttamente e poi fa le pulci sulla applicazione del regolamento e dello statuto. E preannuncia una probabile denuncia ai sensi dell'art. 2408 circa l'accorpamento degli interventi stabilita da Buora.

16.50 Azionista che critica la fusione TIM-Telecom e poi dice che la pubblicità é sbagliata, che dovrebbe concludersi sempre con un payoff come quello di vodafone e che tre marchi (telecom, tim e alice) sono troppi da sostenere.

16.58 Signorina rappresentante Sud investimenti fa numerose domande tecniche sui numeri del bilancio

17.00 Bankitalia voterà lista degli investitori istituzionali, si asterrà sulle stock option

17.03 Prof. D'Atri (?) preannuncia che integra la denuncia ai sensi del 2408 di Zola. Chiede informazioni di dettaglio sulle cessioni di credito, citando molto prolissamente un suo caso personale. Preannuncia di voler depositare tra poco una azione di responsabilita' nei confronti di Tronchetti e Rossi.

NB. l'UMTS di vodafone funziona da un paio d'ore, sono col mac, non piu' col Treo. (thx ADD)

17.18 Cattaneo (110.000 azioni) fa una cronistoria dei valori dei titoli con le operazioni straordinarie. Dice che nei recenti movimenti di azioni potrebbe esserci dell'insider trading. Ci sono azionisti che sono sotto del 60% con i loro investimenti. Ad AT&T+AM dice "se uno vuole comprare Telecom, non si va a comprare il 66% del 18% di Olimpia, ma si va sul mercato e si compra il 51% della telecom" e poi fa una serie di proposte per gli azionisti di minoranza con relazioni mensili sui principali quotidiani, e altro.

17.38 Francolino Attilio: calabrese simpaticissimo che lavorava alla SET piantando pali.

17.48 Barzaghi: ex dipendente che ringrazia Tronchetti Provera per le assemblee passate, poi li chiama "viandanti della finanza" e fa un lungo discorso che non si discosta dagli interventi precedenti. Voterà a favore del board ma contro le stock options.

18.02 Altro azionista calabrese che parla a nome del sindacato autonomo Cisal che ricorda che questa giornata assomiglia all'assemblea di Rossignolo a Torino. "rispetto ad allora, volete farci credere che dobbiamo vendere ?" Cita l'art. 147 della Costituzione e l'intervento di Cusani. "noi abbiamo la necessità di avere un vero azionariato diffuso ed abbiamo bisogno di leggi che ci consentano di smettere di farci gabbare da questi capitalisti della minchia". "dobbiamo fare come in germania come la volkswagen che quando le aziende vanno male si tagliano gli stipendi i top manager" "non dobbiamo avere il presidente dei sindaci che ci ha raccontato per piu' di un'ora barzellette, che poi ha concluso che la colpa e' della legge". Chiede se esiste un dossier su di lui. "la telecom non si tocca. La telecom e' una grande azienda italiana e dobbiamo cercare di conservarcela. per fortuna Tronchetti se ne é andato." "male fa il governo ad essere timido".

18.21 altro azionista: "mi piacerebbe che ci fossero italiani disponibili ad investire in capitali di rischio per il bene del paese." "voi non potete aiutarci, e' il governo che deve fare le leggi adeguati per mettere sullo stesso piano tutti gli azionisti" poi chiede che cambio usato, poi segnala che c'e' un errore di 11000 euro in due punti del bilancio in cui si riporta il capitale sociale. Chiede di rivedere le regole per la presentazione delle liste e per le elezione dei componenti del Cda. Si esprime contro le stock options.

18.36 Questo e' l'elenco dei partecipanti all'assemblea con capitale rappresentato. La signorina Avv. Guia ne rappresenta una discreta cifra.

18.41 Azionista a nome di una coperativa sociale "il mondo" inizato con handicap, poi ex carcerati, poi ex tossicodpendenti, ecc.. racconta che nella cooperativa hanno fatto dei posti di lavoro particolari per la per ogni persona "non e' la persona che si adatta all'azienda, la 'azienda che si adatta alla persona".

18.48 Azionista Fraticello dichiara che su aziende americane ha potuto votare in elettronico senza doversi recare in loco, qui i piccoli azionisti sono la maggioranza ma non hanno la possibilita' di votare (se non recandosi in assemblea)

18.58 AT&T si sarebbe ritirata secondo il Wall street journal

19.02 Buora dice che una agenzia riporta che AT&T si è ritirata. parte della platea applaude.

19:03 un azionista si lamenta che l'ordine degli interventi non e' stato rispettato, a suo dire.

19.12 un azionista chiede di sospendere e rinviare a domattina alle 9. il Dott. Buora chiede chi vuole andare a domattina, si alzano una decina di mani. si prosegue.

19.12 Azionista Iorizzo (azionista Olivetti): gli sembra giusto che un azionista, per pagare i propri debiti, cerchi di collocare al meglio i propri titoli. AT&T si e' ritirato. vedremo domattina l'effetto in borsa. "ho l'impressione che voi continuate a proteggere manager che non meritano la fiducia. il piccolo azionista e' un insetto molesto che mette i soldi e va ignorato". Racconta di un cantiere per l'edificazione di un muro assegnata da Telecom a Pirelli RE che subappalta ad una azienda a 100Km di distanza; si scopre che il cantiere è senza autorizzazione e trattasi di abuso edilizio e racconta la storia di questa vicenda iniziata nel 1987 che dal 2004 c'e' un procedimento civile, ecc... e come i manager sono stati tutelati dall'azienda agendo contro legge e chiede "ma dal punto di vista del controllo interno... cosa altro e' stato fatto in altri casi per la negligenza e strapotere di altri dirigenti manager locali"

19.24 Un azionista parla della responsabilità sociale dei manager lamentando che i sindaci non abbiano fatto appunti sue questo aspetto in considerazione della vicende delle intercettazioni: indagini su dipendenti . Chi delle risorse umane ha dato le liste di candidati all'assunzione alla secuirty ? era prassi dare le liste normale o qualcuno non ha vigilato ? e poi risorse umane non hanno assunto alcune persone, perche' ? i dipendenti intercettati sono stati informati almeno expost ? poi dice che su 55 pagine sulla sostenibilità non c'e' una parola sulle pari opportunita' su 22 candidati al board c'e' solo una donna. E' contrario alle stock options, e' d'accordo con Cusani, poi chiede, sui meccanismi di incentivazione del top management c'e' il valore del titolo ?

19.34 Napolitano: "vorrei conoscere i dettagli dei rapporti tra Telecom e squadre di calcio. sponsorizzazioni, contratti di content providing, e inoltre i diritti legati alla trasmissione su web, gprs, umts, tv, ecc."

19.36 Franzini - Assente

19.36 Signora Maiullari: "chiedo a un applauso grande a Sergio Cusani (che viene puntualmente fatto) che e' l'unica persona che con "vera dignita' di uomo con la lettera maiuscola si e' assunto le proprie responsabilita' e all'esposizione fatta al TG3 del 25 marzo". Ricorda nomi di "imprenditori con la I maiuscola: Olivetti, Lanza e . non degli arraffoni". "riguardo i debiti: quando, come e con chi abbiamo sottoscritto queste obbligazioni ?" "Vorrei capire questo nominativo di Francesco Pensato, sono dettagliate 3 cifre" "io vengo qui (alla Stet) dal 1984; il presidente Tronchetti non e' qui, ci sono momenti in cui uno si deve prendere le proprie responsabilità" "sono qui perche' mi fa rabbia vedere i debiti l'azionista Facchetti ha detto 'i giornali scrivono ma non é vero niente'" e tira fuori un milano finanza del 2006 e dice "se quello che c'e' scritto qui e falso, fate le vostre lagnanze" "se dovete ridurre i debiti, diminuitevi gli stipendi. Ci vuole molto pudore e tanto coraggio per espriemersi con chiarezza e dire non cercate solo la ricchezza, cercate il bene della vita perche' voi sarete molto ricchi, ma io mi sento molto piu' ricca di voi" e consegna a Ruggiero le pagine dei giornali in cui si dice "stipendi miliardari, se li meritano veramente ?" "ai giornalisti, siano degni della loro professione e riportino fedelmente quanto viene detto".

19.48 Giulianelli: "mi rifaccio a quanto detto da Cusani per stock options e dividendi, e taglio l'intervento". "Per intercettazione potrebbero essere interdetti a contratti con la pubblica mministrazione. intendete rivalervi su chi ha commesso ?" su certi comportamenti irregolari di negozi, comportamenti uguali da un capo all'altro dell'italia, dice "si sono messi d'accordo questi negozi o c'e' un input aziendale al riguardo ?" "a colaninno si chiese quanti sono i dipendenti in contenzioso con l'azienda ed erano 4000. quanti sono oggi e per che importi ?"

19.56 rappresentante di una azienda che si occupa di corporate governance e fa una serie di osservazioni sulla corporate governance. in primis sui compensi, quali correzioni a seguito delle intercettazione e se possono affermare che non esistono archivi che violino la privacy. chiede l'ammontare complessivo delle fatture contestate e se il fatturato e' al lordo o al netto di questi importi. chi sono (i nomi) dei beneficiari delle stock options (e' indicato solo "il top management") ed inoltre c'e' una clausola che prevede l'assegnazione anticipata proquota relativa al singolo anno che appare in contrasto con l'obiettivo del piano che e' di trattenere il personale

20.01 Mafezzoni - assente

20.01 Ferrara : "C'e' un convitato di pietra che manca, anche s enon e' piu' presidente, il Dott. tronchetti sarebbe stato opportuno fosse venuto a mostrare il suo viso e se lo riteneva da azionista ad esprimere il suo parere su qualcosa di veramente che e' stato detto. L'altro e' il Prof. Guido Rossi che ha avuto un ruolo importantissimo e un ruolo che definirei estremamente rilevante e meritevole di una valutazione economica che mi permetterei di giudicare persino inferiore al suo dispendio di impegno e di immagine. ha rappresnetato una figura di garanzia che nell'ultimo periodo era indispensabile." "Il Dott. tronchetti e' riuscito a farsi sottoscrivere questo bilancio dal Prof. Guido Rossi suo garante nei confronti della Magistratura e questo ruolo non ha prezzo.." e snocciola anomalie, zone grigie, conflitti di interesse commistioni che sono stati approvati in questo Bilancio. parla di "aquisizioni patrimoniali immensi anche in conflitto di interesse con Telecom Italia". "Puri Negri, nuemro uno della lista di Olimpia, non solo e' AD di Pirelli RE, Pirelli ambiente , pirelli franchising, pirelli opporunities, pirelli gestione risparmio, vicepresidente di camfin e AD di GPI, si vede chi e' il convitato di pietra. Ci sono delle anomalie, ho sentito parlare di azioni di resposanbilita', non so chi le fara', interferenze nella vita dei cittadini, basta leggere il rapporto del comitato per il controllo interno per comprendere cosa e' accaduto. non sappiamo cosa sia successo tra il Dott. Rossi e Tronchetti Provera. Qualcosa deve essere accaduto perche' una persona validissima come Tonchetti non si libera di una persona validissima come Rossi se non c'e' una ragione importante" e poi cita Rossi che dice che in italia non c'e' modo di sanare il capitalismo "senza l'intervento della magistratura" "me ne vado perche' non si vuole fare pulizia, e qualcuno come lei come presidente e rugiero come amministratore delegato dovrete spiegare" "le cose sono gravi e potranno ripercuotersi in modo gravissimo sulla vita aziendale sotto il profilo economico" ricorda i dossier su Francesco Greco della procura di Milano. Chiede chi voleva attribuire a tavaroli incarichi antiterrorismo come citato nella documentazione. "Tavaroli gia' indagato a maggio quando si e' dimesso, poi a luglio gli veniva conferito un incarico antiterrorismo da Telecom per un anno, ampliato a settembre con una procura di carattere istituzionale" (pagina 200 del bilancio, poi arrestato sempre a settembre) "Rossi ha fatto parecchi esposti quando era il momento topico che poteva succedere qualcosa" e chiede "c'e' qualcuno del top management che e' indagato per questi reati, che voi sappiate e , se ci sono, quali sono i nomi" "la relazione di oggi ci dice che l'azienda e' parte lesa ma non si e' costituita parte civile, perche' ?"

20.20 Guarisco - assente, Aina - assente.

20.21 Corsi: "Strategicamente la gestione non e' stata valida, continui cambiamenti di strategia ha sconcertato tutti e ha fatto un grosso male all'azienda" "aggiungiamo il fatto delle intercettazioni sono state un enorme discredito nei confronti dell'azienda cui si accompagna l'abbassamento della quotazione che e' una cosa che sta molto a cuore a tutti" poi auspica una legge in parlamento per un gruppo di pressione che consenta di avere un rappresentante vero dei piccoli azionisti nel board.

20.31 Cardillo, Presidente di una associazione di piccoli azionisti,racconta del 98/99 una assemblea con Rossignolo quando aveva un pacco di fatture tarocche fornitegli da Filippi, presidente dell'associazione delle vittime della telecom (non esiste piu'). spiega il meccanismo tipico di risoluzione delel controversie tra consumatori e Telecom. Questo pero' celava alla magistratura come funzionavano le fatture tarocche nel 98/99. Ha stilato 17 versione atti di citazione relativi alla fusione della Pirelli con Pirellina "E lei dott Buora era socio accomandatario"; "prima o poi riceverete una atto di citazione " "come fa una società che e' un terzo a papparne una grande tre volte tanto senza fregare gli azionisti". "Aderisco a chi vuole mettere ai voti l'azione di resaponsabilita' anzi anche al presidente del collegio sindacale" poi cita un esempio di (a suo dire) false fatture con linvio di un telefono mai richiesto e fatturato. "e' difficile lavorare onestamente, lo capisco, ma non potete fare uno sforzo ?"

20.48 Buora chiama 45 minuti di pausa e poi le repliche.

21.01 Le hostess sedute qui di fianco a me mi dicono che pigliano 129 euro netti per 14 ore di lavoro... e glieli danno a fine giugno !

21.28 Telecom It., America Movil valuta opzioni nuovi partner, ritiro - non era informata del ritiro di AT&T

21.44 si riprende. Buora da' le risposte alle domande, risposte molto fitte, cerchero di cogliere qualche spunto, ma e' dura. sicuramente riporterò le repliche che ci saranno.

22.00 delle sue affermazioni Beppe Grillo si assume ogni responsabilita' "a ogni effetto di legge"; ne' io ne' Tronchetti abbiamo avuto stock option di Telecom

22.19 nelle risposte circa la rete, parla sempre di "separazione funzionale"

22.40 alla mia domanda "come gestire il futuro per le discontinuità tecnologiche" ha risposto che 1) si fanno bundle e 2) si va all'estero e l'estero tra 3 anni sarà il 48% degli utenti e il 30% dei ricavi

23.07 Cosa e' la rete ? "rame, fibra, cavidotti, pali, antenne. si sta discutendo anche di includere gli apparati elettronici. Il modello che ci pare che verra' adottato da Agcom e' quello da noi proposto, ovvero una separazione funzionale, mantenendo la proprietà; impiega circa 30.000 risorse" (persone, n.d.r)

23.31 diritti per le partite di calcio di questo campionato di calcio: 26 milioni per Internet !!!! 15M x UMTS 10M x DVBH 10M x DTT : 61Milioni di euro !

23.36 a domanda "esistono incentivazioni per gli over 50" Buora ha risposto "le incentivazioni prescindono dall'eta'" L'azionista si alza e chiede "la domanda voleva una risposta si o no". l'affermazione di Buora non rispode alla domanda, l'azionista si lamenta e Buora lo ignora e prosegue. In altri casi con risposte non precise aveva invece detto che avrebbe precisato in seguito. Non capisco le implicazioni della domanda e della risposta evasiva.

23.39 l'andamento del titolo non rientra nei parametri di incentivazione del top management.

23.46 iniziamo le repliche

23.46 Lombardi:" la domanda era BT e Telefonica hanno fatto +30 TI ha fatto -19; lei mi ha risposto con France Telecom. Lei dice che colpa e' stata Tavaroli e l'Authority e questo spiea la diferenza del 50% ? Sugli investimenti "altri 1450" la mia domanda e' i 3 milairdi della wireline come sono suddivisi tra investimenti di rete, di informatica e commerciali". Per il 2007 se mettete 800M sul Brasile, allora i conti non tornano e dove sono i soldi per l'autofinanziamento della NGN2 ? i conti non tornano. Quale e' il confine della rete di accesso della NGN2 ?" Io non sono per niente soddisfatto

23.50 Cardillo: piglia il bilancio e dice "se chiudo gli occhi, lo apro e punto il dito, ci sono delle contestazioni. sono 10 anni che dico queste cose. ma si puo' ? esiste ancora il potere dello stato di bloccare acquisti di quote sopra il 3% questi signori che hanno nomi italiani dietro sono le banche americane. non si puo' parlare bene di questo CdA come di queli precedenti. Qualcuno ha parlato bene di Rossi, ma questo bilancio porta la firma di Rossi. Racconta della storia di report di quel cliente che ha contestato una fattura e Telecom ha speso 17000 euro per prendere informazioni su di lui. "A lei risulta o no che io sono stato controllato. Se a quello che ha contestato una fatturina avete speso 17.000 euro, a me che vi faccio il paiolo da 10 anni, quanto avete speso ?" "chi si chiede cosa succedera' ? nulla. qui sostenuti da destra e sinistra. Voi non dovreste essere in galera, ma tuttii CDA della telecom.. ma tutti i bilanci di tutte le società sono aggiustate. Non si capisce come non voi, ma tutti non siate stati avviati alle patrie galere c'e' qualcosa che non funziona nei meccanismi di controllo"

23.58 Sergio Cusani: parti corelate: avete usato un termine "Pirelli ha competenze di eccellenza". Ci sono aziende internazionali che sono grandi nomi su marchi, brevetti, ecc. non mi risulta che Pirelli abbia questa attivita. Su che base definite Pirelli "di eccellenza" . Sui ricavi noi faremo una osservazione alla Consob sulla corretta appiostazione dei ricavi perche' la prova del 9 che quando c'e' da pagare all'AGCOM si paga sul ricavo netto, quando si parla di ricavi per dare un segnale ai ricavi si usa il ricavo lordo. L'AGCOM avra' qualcosa da dire. Chiedo al presidente dei sindaci se non e' il caso di chiedere alla Consob un chiarimento. Sulle assegnazioni di azioni gratuite, sono previste a dipendenti e consulenti, questo e' una pratica in uso negli IPO, questo non e' il caso, questa e' una elargizione e chiedo a fondi, istituzioni e banca d'Italia di votare contro o astenersi. Sui criteri, non vedo perche' dobbiamo usare i GAAP (USA) che qui abbiamo gli IAS allora perche' non usiamo i criteri della Malesia. - Buora : questo e' stato fatto anche con l'accordo dei revisori- Non c'e' problema. ci rivolgiamo anche ai revisori.

00.04 D'atri: Buoara dice: se volete formularci la azioeni di responsabilita' che ha anticipato, la ringraziamo. Riprende D'Atri precisando la domanda che aveva fatto (non ho capito bene) Sui dati di bilancio delle partecipate non mi ha dato i dati puntuali che ho richiesto. Il voto del bilancio e dei dividendi va seprato, non puo' essere votato assieme che sono due fatti distinti. Al rappresentante della bancaditalia, prenda posizione, rifletta, sapendo che, se non vota contro, approva totalmente la scelta che sta facendo telecom.

00.09 Costa: sono parzialmente soddisfatto delle risposte. esiste ancora la linea diretta tra azionisti e staff, che comunicare in questo modo puo' aiutare a risolvere alcune cose ma per quanto riguarda la risposta sui tentativi di conciliazioni, non mi soddisfa.

00.13 : non ho sentito la risposta sul comitato di remunerazione sul benchamrk con remunerazione di peer italiani ed estere e vorrei dettagli su come e' stato calcolato il "total shareholder return"

00.14 Giulianelli: per dipendenti telecom over 50 sono state erogatele stesse incentivazioni ? ma ha risposto ad altra cosa

00.16 Napolitano: resto in atteso del valore della sponsorizzazione del campionato, mi risulta curiosa la clausola di riservatezza che impedisce di sapere il valore della sponsorizzazione dell'Inter, di cui lei era vicepresidente e uno dei consiglieri uscenti di Telecom e' Moratti.

00.18 Cattaneo: io parlavo e ho avanzato delle proposte per i piccoli azionisti, ma lei nelle sue risposte non parla mai dei piccoli azionisti

00.19 Zola: ringrazio il collegio sindacale che ha preso atto della mia denucnia ai sensi del 2408 pero' e' sconfortante che la discussione su temi importanti e' condensata in 15 minuti. Ma Rossi era qui per garante verso la magistratura ? ma cosa e' un tutor ? Telecom ha mai fatto finanziamenti diretti/indiretti a partiti o soggetti politici, sindacati, associazioni o altre organizzazioni ?

00.22 D'Atri sottopone ai soci una proposta di delibera per tentare di fare chiarezza su un tema rilevante che e' quello degli spioni. la proposta di delibera che chiedo di votare determinerebbe una precisa indicazione che in una approvazione di bilancio non verrebbe chiarita. e propone una delibera del tipo: Presa visione del bilancio, considerato il comportamento omissivo del controllo e l'inadeguatezza del sistema di controllo con riferimento alla 231, l'assemblea delibera di promuovere azione di responsabilita' nei confronti degli amministratori che non dimostrino di essersi dissociati o aver richiesto provvedimenti rettificativi (risultante dai verbali del CDA) promuovere azione di resposanbilita' nei confronti di Tronchetti per non avere notificato il consiglio tempestivamente problematiche connesse, nei confronti di Guido Rossi per non avere segnalato la resposabilita' del precedente amministratore al collegio sindacale e non aver preso provvedimenti. Si da mandato al cda protempore entro e non oltre 6 mesi la valutazione dei comportamenti e dei danni e chiedere risarcimento a prescindere dei carichi penali derivanti. Basta il 2,5% per far passare la delibera (se non ho capito male)

00.29 Buora propone di discuterlo dopo l'approvazione del Bilancio

00.30 viene detto da piu' parti che non puo' essere votato dopo l'apporvazione del bilancio perche' se la delibera passa il bilancio non puo' piu' essere approvato. questa proposta di votare dopo e' sintomatico di un modo di gestire la società. non si puo' dire che la security andava per i fatti suoi e l'unica verifica era se spendeva piu' dei limiti di spesa assegnati.

00.33 Buora va avanti e prosegue a votare come ha previsto.

00.35 Azione di responsabilita' si vota dopo, adesso si vota assieme approvazione dei bilanci e di destinazione dell'utile 2006. E' approvato

00.40 si vota azione di responsabilita'. gli azionisti in proprio o per delega sono 634. le persone in sala siamo 104. a maggioranza assoluta non passa l'azione di responsabilita'

00.49 Determinazione numero componenti consiglio di ammnistrazione 634 , 104 persone in sala,si vota per 19 componenti come proposto da Olimpia. passano i 19 consiglieri

00.53 Determinazione durata CdA: 1 anno: passa 1 anno. (qualcuno dice "non si potrebbe fare 2 giorni ?")

00.54 Nomina consiglieri: si votano le liste presentate (questa e' piu' lunga)

00.56 "per possibili difficolta' regolatorie" o "possibilmente per difficolta' regolatorie" ?
AT&T said it had "appreciated the opportunity to explore a possible investment in Olimpia but has decided not pursue the matter further".
Pirelli prende atto in serata della decisione di AT&T di ritirare la sua offerta sulla quota di Olimpia, holding di controllo di Telecom Italia , per "possibili difficoltà regolatorie".

01.14: nomina consiglieri: 3363826451 Olimpia, 494101914 Hopa, 366750537 Arca, 138367412 Contrario a tutte le liste, 51063110 Asetnuti, da cui: 15 consiglieri Olimpia, 2 Hopa, 2 Arca.

01.18 nomina sindaco: approvata la proposta.

01.22 assegnazione gratuita azioni al top management: 103 presenti, approvato, Banca D'italia si e' astenuta, pare.

01.25 Rinnovo contratto a Ernst&Young; approvato

01.27 Modifica regolamento assembleare: ultimo punto odg assemblea ordinaria.

16 aprile, 2007

CUSANI CHIEDE TAGLIO CEDOLA, VERIFICHE SU IMMOBILI

Sergio Cusani, consulente finanziario della Cgil, ha chiesto chiarimenti sui rapporti del gruppo Telecom Italia con le parti correlate, in particolare Pirelli, e ha proposto di ridurre il dividendo al 25% dell'utile netto.

"La società ha distribuito dividendi, privilegiando la remunerazione del capitale di rischio rispetto agli investimenti", ha detto Cusani.

"La proposta: distribuire il 25% dell'utile netto come cedola, come fa Fiat, a partire dal prossimo anno. Per l'anno in corso si propone di distribuire il 50% dell'utile, anziché il 67,8% come proposto dal cda".

Ha fatto riferimento anche alla cessione degli immobili a "importanti fondi chiusi, controllati al 35% da Pirelli RE", chiedendo di verificare se i prezzi di vendita sono in linea con quelli di mercato.

TELECOM: PIRELLI, SPAZIO A OGNI OPZIONE DOPO RITIRO AT&T

PERSEVERANO..........

(AGI) - Roma, 16 apr. - Pirelli spa prende atto del ritiro dell'offerta presentata lo scorso 1 aprile da AT&T per un terzo del capitale di Olimpia, "motivato con le possibili difficolta' regolatorie connesse all'operazione" ma sottolinea allo stesso tempo l'intenzione di "esplorare tutte le possibili opzioni per la migliore valorizzazione strategica dell'asset nell'interesse di tutti gli azionisti". Lo scrive, in una nota, la stessa societa' che "prende atto della contestuale intenzione di America Movil di continuare congiuntamente a Telefonos de Mexico Sab de CV ("Telmex") a considerare differenti alternative per un potenziale investimento in Olimpia".
Pirelli, inoltre, conferma l'intenzione di continuare nel frattempo ad operare "affinche' Olimpia continui a esercitare pienamente i propri diritti e doveri di azionista di Telecom Italia".

TELECOM: BUORA A ASSEMBLEA, PROBABILE RITIRO AT&T

(AGI) - Rozzano, 16 apr. - E' stato il vicepresidente esecutivo di Telecom Italia, Carlo Buora, ad annunciare all'assemblea la notizia di un probabile ritiro di AT&T dalla 'corsa' per il controllo dell'azienda. Lo ha fatto leggendo un'agenzia di stampa. Qualche applauso e' salito dalla platea.

Link WALL STREET JOURNAL ARTICLE

AT&T Ends Pursuit of Telecom Italia
By Dionne Searcey and Giada Zampano
Word Count: 530 | Companies Featured in This Article: AT&T, Telecom Italia, France Telecom, Telefonica, STMicroelectronics

AT&T Inc. has withdrawn from its offer for a stake in a holding company that controls Telecom Italia S.p.A., a move that triggered protests in Italy over the possibility of a foreign company becoming a major shareholder in the telecom, according to a person familiar with the matter.

Pirelli & C. SpA had been in exclusive talks to sell 66% of its stake in Olimpia SpA, which controls Telecom Italia, to AT&T and its Mexican partner America Movil SA.

The move, however, set off a storm of debate because it would have made foreign companies the two single largest shareholders ..

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO ALL'UNANIMITA'






SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione


ODG ASSEMBLEA NAZIONALE DEI QUADRI E DEI DELEGATI TELECOM

Roma, 16 Aprile 2007



Il Gruppo Telecom Italia rappresenta un importante impresa, strategica per il paese.

E’ un’impresa sana che genera enormi flussi di cassa, ma è stata appesantita da un debito non suo e drenata da una politica dei dividendi che ha guardato agli interessi di pochi e non al benessere dei molti.

Per noi Telecom è strategica per l’oggi e per il futuro e deve essere un “presidio nazionale” in grado di garantire innovazione tecnologica e qualità, per l’intero sistema: per i cittadini, per i lavoratori, per le imprese.

Noi siamo contrari all’ipotesi che la Telecom possa essere venduta - come sembrerebbe in queste ore - alle società AT&T e a America Movil, perché siamo per tutelare l’intero patrimonio produttivo dell’azienda, la sua autonomia industriale, strategica ed operativa.

Siamo per l’unitarietà dell’impresa e per la salvaguardia dei suoi asset nazionali ed internazionali che potranno garantire ulteriori risorse per gli investimenti e la crescita. Noi siamo contrari a qualunque forma di spezzatino di questa azienda, sotto qualunque proprietà e sotto qualsivoglia forma.

Ci mobiliteremo per la salvaguardia occupazionale di tutti i dipendenti Telecom (dai ricercatori agli informatici, dagli operai specializzati della rete al commerciale, al costumer care). I dipendenti Telecom sono infatti il vero patrimonio di quest’azienda. Un patrimonio di professionalità e di conoscenze di cui il paese non può fare a meno.

La rete deve essere salvaguardata, rappresentando un strumento essenziale per assicurare la democrazia e la partecipazione dei cittadini, la crescita e la competitività del sistema.
Occorre garantire la sua manutenzione ordinaria e straordinaria e occorre garantire il rapido sviluppo delle reti di nuova generazione, con regole certe che incoraggino gli investimenti e la loro giusta remunerazione, con scelte di politica industriale che puntino alla convergenza e alla compatibilità di più e nuove tecnologie (fisse e mobili, basate sul cavo e su wireless, su UMTS e sue evoluzioni e su tecnologia Wi-max, ecc.) al fine ridurre il digital divide e promuovere l’accesso alla larga banda in tutto il paese.

Questo è il vero volano per nuovi servizi, nuovi investimenti, nuova occupazione.

Noi siamo per la creazione di una Divisione della Rete, funzionalmente separata rispetto al resto del gruppo, governata e con la caratteristiche di indipendenza secondo il modello inglese (Open Reach). Siamo quindi contro ad una separazione societaria e siamo perché la rete resti comunque dentro il perimetro della Telecom, tenendo conto anche dell’importanza delle varie componenti della rete trasmissiva.

L’obiettivo comune deve essere quello di sostenere per l’oggi e per il domani la crescita del paese e del settore attraverso l’aumento costante di capacità trasmissiva; sostenendo maggiore innovazione e maggiore qualità tanto nelle reti che nei servizi pubblici e privati da queste veicolabili; favorendo la parità di accesso e una giusta politica delle tariffe.

Siamo per un piano industriale che metta al centro la competitività dell’azienda e la crescita di un sistema più avanzato di telecomunicazioni fatto di investimenti sulle infrastrutture, ma anche sulle professionalità delle lavoratrici ed i lavoratori.

La discussione ed il confronto sul futuro di Telecom, sul futuro del settore delle TLC e sulle politiche industriali di questo comparto strategico, non è quindi un tema da cui possano essere esclusi i lavoratori dell’azienda, del settore e le grandi organizzazioni sindacali.

Questo vale per il management di Telecom, ma vale anche per l’Autorità per le Comunicazioni e per il Governo.

Per questo denunciamo il comportamento della proprietà e dichiariamo la nostra contrarietà a ogni ipotesi che possa disperdere il patrimonio rappresentato dalla Telecom.

Per questo riteniamo non più rinviabile un confronto con l’Autorità per le Comunicazione, dopo averlo più volte richiesto.

Per questo chiediamo un incontro urgente con il Governo e l’apertura di un tavolo nazionale.


Al fine di sostenere le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori di Telecom e dell’intero settore, l’Assemblea Nazionale dei quadri e delegati di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL proclamano, per tanto, l’apertura delle procedure per lo sciopero nell’intero gruppo, con contemporanea ed immediata convocazione delle assemblee sindacali in tutti i siti produttivi.



APPROVATO ALL’UNANIMITA’

TELECOM, BANKITALIA SI ASTIENE DAL VOTO SU PIANO DI STOCK OPTION

DI RIENTRO DA ROMA, PRIMO POST INTERESSANTE REPERITO IN RETE, PREMIANDO IL TOP MANAGEMENT SI CHIEDE AD ESSO DI AVALLARE TUTTE LE SCELLERATE STRATEGIE IN ATTO ATTUALMENTE.


Rozzano (Milano), 16 apr. (Apcom) - La Banca d'Italia, che detiene l'1,69% del capitale di Telecom Italia, si asterrà nella votazione sul piano di assegnazione gratuita di azioni proprie riservate al top management del gruppo, previsto all'ottavo punto all'ordine del giorno della parte ordinaria dell'assemblea.
L'astensione di Bankitalia dà peso al coro unanime di critiche sul piano gratuito di stock-option sollevato da parte dei piccoli azionisti intervenuti a Rozzano all'assemblea di Telecom Italia in corso di svolgimento da stamattina. A più riprese durante i loro interventi hanno espresso irritazione e disappunto nei confronti della proposta del board, che prevede l'autorizzazione all'acquisto di un massimo di 25 milioni di azioni a servizio della realizzazione del piano. In particolare, Sergio Cusani ha criticato l'escamotage dell'operazione che sta nella gratuità dell'assegnazione, "del tutto inusuale", e ha chiesto che venga respinta "così come formulata dal cda". L'assemblea, che prevede 10 punti all'ordine del giorno per la sola parte ordinaria, è iniziata alle 11 ed è in corso da circa 7 ore. Proseguono ancora gli interventi degli azionisti sul primo punto, relativo all'approvazione del bilancio 2006. Tra i primi interventi, quello atteso di Beppe Grillo che ha chiesto al management di dimettersi: "fate questo gesto - ha detto - ve lo chiede il Paese".

15 aprile, 2007

Telecom, domani l'assemblea dei soci: prevista affluenza record

Milano, 15 apr. (Apcom) - Riflettori puntati domani su Rozzano, alla periferia sud di Milano, dove alle 11 avrà inizio l'assemblea degli azionisti di Telecom Italia, chiamata a nominare, tra l'altro, il nuovo consiglio di amministrazione, in una fase cruciale per il futuro dell'azienda. Si preannuncia una riunione-fiume con affluenza record: sono attesi quasi 1.000 partecipanti, per i quali sono stati allestiti tre Auditorium, due in più rispetto allo scorso anno. Tra gli interventi previsti quelli del comico Beppe Grillo, che da settimane raccoglie deleghe attraverso il suo blog al grido di "riprendiamoci Telecom". Hanno annunciato, inoltre, la loro partecipazione, la coppia Dario Fo-Franca Rame, Sergio Cusani e il presidente dell'Adusbef Elio Lannutti. L'assemblea, nella parte ordinaria, prevede ben dieci punti all'ordine del giorno: oltre alla nomina del cda e all'approvazione del bilancio 2006, chiuso con un utile netto consolidato di 3,014 miliardi, i soci dovranno, tra l'altro, deliberare sul numero dei componenti il nuovo consiglio (19 dai 20 attuali), la sua durata in carica (un solo esercizio) e il compenso annuale dei suoi membri (massimi 2,8 milioni di euro). Un solo punto è previsto invece per la parte straordinaria (modifica di 16 articoli dello Statuto Sociale). A presiedere l'assise sarà l'attuale vicepresidente esecutivo Carlo Buora che, dopo le dimissioni di Guido Rossi dalla presidenza lo scorso 6 aprile, ha assunto la gestione della società. L'assemblea non dovrebbe riservare comunque particolari sorprese per quanto riguarda la nomina del nuovo board, dopo che è rientrato lo "strappo" tra Mediobanca e Generali con Pirelli, creatosi in seguito all'esclusione di Rossi dalla lista presentata da Olimpia, la holding partecipata dall'80% dal gruppo della Bicocca e che controlla Telecom. La lista di maggioranza sarà votata all'unanimità dai soci del patto di consultazione e l'ex numero uno di StM e vicepresidente di Confindustria, Pasquale Pistorio, dovrebbe essere nominato nuovo presidente della società telefonica. Sono tre le liste depositate per la nomina del nuovo cda. I candidati di Olimpia sono 17: Carlo Puri Negri, Claudio De Conto, Luciano Gobbi, Gilberto Benetton, Gianni Mion, Carlo Buora, Riccardo Ruggiero, Aldo Minucci, Renato Pagliaro, Francesco Gori, Lucio Pinto, e gli indipendenti Paolo Baratta, Diana Bracco, Domenico De Sole, Luigi Fausti, Jean Paul Fitoussi e Pistorio. Il presidente di Asm Brescia, Renzo Capra, e il presidente di Fingruppo Cesare Giovanni Vecchio sono invece stati proposti da Holinvest, la controllata di Hopa che detiene il 3,7% di Telecom. La lista dei fondi prevede invece come candidati: l'economista Luigi Zingales, il direttore generale dell'Eni Stefano Cao e il giurista Guido Ferrarini.

SI RINGRAZIA IL VISITATORE ANONIMO CHE HA LASCIATO IL LINK AL POST SUL COMUNICATO DELLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI. IL 9 DI MARZO AVEVAMO POSTATO GLI INTERVENTI DI ROSSI,RUGGERO,PILERI MA QUESTO PER AVVERSITA' NEI CONFRONTI DELLA PERSONA NON LO AVEVAMO PRESO IN CONSIDERAZIONE. GRAZIE


Il Dott. Buora (che domani presiederà l'Assemblea degli azionisti di Telecom) agli analisti ha presentato dei grafici che facevano vedere, in Italia, una crescita di ricavi e EBITDA mentre dai numeri i ricavi sono stabili e l'EBITDA e' in calo.

13 aprile, 2007

APERTURA TRATTATIVA BIENNIO ECONOMICO – ROMA – 12 APRILE 2007

Oggi si è aperta la trattativa nazionale sul rinnovo del biennio economico; come noto si parla dell’aumento salariale previsto dallo schema contrattuale del luglio 1993 che prevede la vigenza per 4 anni della parte normativa e di due anni per la parte salariale: pertanto questo rinnovo del biennio economico deve coprire il 2007 e il 2008, essendo scaduta il 31 dicembre 2006 il primo biennio (2005-2006). La nostra piattaforma, approvata dalle assemblee, prevede la richiesta di 111 euro al livello 5, 100 euro al livello 4; l’inizio della discussione per l’estensione dell’ASSILT al settore e la partenza dei vari osservatori di settore previsti nel ccnl e mai partiti; come noto, la nostra controparte è asstel, cioè l’associazione di categoria di confindustria che raggruppa tutte le aziende che applicano il contratto di settore delle telecomunicazioni, tra cui telecom, wind, 3, vodafone, che esprime anche il presidente di asstel, tal Guindani; il direttore generale di ASSTEL è Raffaele Nardicchione (nella delegazione di oggi, come ovvio, erano rappresentate tutte le aziende).
Guindani ha cominciato la discussione facendo il quadro della situazione del settore ad oggi, confrontando i vari dati nel periodo 2000-2006; i punti principali sono:
1) mercato in frenata,
2) continue pressioni competitive sui prezzi,
3) continuo sforzo in investimenti,
4) impatti rilevanti sui ricavi dell’industria.
Su questi 4 punti si è articolata la relazione di Guindani.
1) il mercato cresce del 2,5%, ma si tratta di una media tra la fonia che non cresce e i dati che invece, grazie alla banda larga, crescono visibilmente; tale crescita è però nominale, perché se rapportata all’inflazione, risulta essere molto più bassa.
2) I prezzi da tempo stanno calando sul mobile, mentre da poco stanno calando sul fisso; per il 2007 la riduzione sarà ancora maggiore, mentre il decreto Bersani ha ridotto del 20% i ricavi;
3) Gli investimenti sono stati di 34 miliardi di euro nel periodo 2001-2006, passando dal 21 al 14% del fatturato, rimanendo comunque il settore in cui il livello investitorio è maggiore di tutti gli altri settori;
4) Tutti questi elementi condizionano, per ASSTEL, l’andamento dei ricavi e l’intrecciarsi di questi elementi fanno dire a Guindani che il futuro non sarà roseo.
Sono state illustrate le innovazioni tecnologiche e la loro capacità di fare ricavi,risultandone una considerazione finale abbastanza interessante: mentre la fonia/voce (sia sul fisso che sul mobile) da un risultato certo e sostanzioso, per quanto riguarda i dati la situazione è molto meno rosea: WAP, UMTS, IPTV, MMS, sono servizi partiti da tempo con grosse aspettative da parte delle aziende, frutto di forti investimenti, che però non hanno sfondato nel mercato, risultando – ad oggi – servizi poco o per nulla remunerativi, se non di solo rimessa economica (UMTS su tutti).
Fatta l’analisi del mercato, Guindani è passato alle lamentele sul regolatorio (AGCOM) e agli altri “impedimenti” si natura legislativa: dalla riduzione delle tariffe di interconnessione, il settore ha avuto 1 miliardo di euro di minori guadagni; dalla riduzione delle tariffe sul roaming, 800 milioni di euro in meno all’anno; il decreto Bersani (ricariche su tutto) costa 2 miliardi di euro all’anno di minori entrate e se viene tolto lo scatto alla risposta, si aggiungono 3,5 miliardi di euro di ulteriori minori entrate; la sterilizzazione del canone telecom e la riduzione dell’1% del costo del canone all’anno, costa 55 milioni di euro all’anno.
Ovvio parlare anche delle retribuzioni nel settore che, a fronte di una crescita dei ricavi nel periodo 2000/2006 del 19%, sono cresciute del 19,9% (al livello 5; 19,2% al livello 4), precisando che in tale percentuale non si tiene conto degli aumenti legati alla contrattazione aziendale (PdR); la conclusione – letterale – è la seguente: “lo scenario negativo dell’industria delle TLC richiede a tutte le parti un impegno per fronteggiare con successo le sfide che lo attendono”.
Le segreterie nazionali hanno replicato su più fronti.
Innanzitutto non è vero che la situazione è preoccupante, dato che si parla di crescita anche in questi ultimi anni in cui l’economia nel suo complesso ha avuto andamento negativo e con forti pressioni al ribasso dei prezzi. Non va poi dimenticato che anche le singole aziende sono cresciute e laddove ci sono state situazioni di crisi, questa è stata creata da scelte manageriali o da acquisizioni sbagliate en non da problemi di mercato.
La critica principale, ovviamente, si è concentrata sulla natura dell’imprenditorialità nel settore, dove le imprese sono le prime a chiedere l’intervento del regolatorio se questo è contro un’azienda concorrente, ma poi quando la volontà è quella di creare un mercato concorrenziale, ecco che tutti sono a lamentarsi; il sindacato, invece, pensa che le varie autority debbano agire avendo al centro la qualità del servizio e la crescita del settore, spingendo le aziende a fare le aziende e non a giocare sulla riduzione dei costi (del lavoro) e sull’aumento dei ricavi mediante le tariffe e dei costi della collettività.
Con questi orizzonti, la nostra richiesta media di 111 euro al livello 5 (che comunque NON rappresenta la media del settore, che invece si colloca al livello 4) è una richiesta coerente rispetto al progetto complessivo, anche se si tratta di una richiesta bassa rispetto al recupero del potere di acquisto perso in questi anni.
Altro elemento evidenziato è quello relativo agli stravolgimenti organizzativi sempre più frequenti (ogni 3 mesi cambia qualcosa nelle aziende), oltre agli assetti proprietari, a nuove regole e all’evoluzione tecnologica costante: elementi che devono trovare sostanza anche in questo rinnovo economico.
Nardacchione ha concluso la giornata con la risposta di ASSTEL sull’aumento salariale: in applicazione dell’accordo di luglio 1993, l’inflazione del 2005-2006 è stata del 4,1%, a fronte di un aumento del biennio economico di riferimento del 3,3%; l’inflazione programmata per il 2007 è del 2% e per il 2008 dell’1,7%: quindi, il risultato finale è il seguente:
0,8% (differenziale tra inflazione programmata e inflazione reale 2005-2006) + 3,7% (Inflazione programmata 2007-2008) = 4,5%, che moltiplicato per il valore del punto (16,02) dà un aumento di 72,31 euro.
Va notato che questa volta, a differenza della volta scorsa, asstel non ha tirato fuori la baggianata dei 20 euro già dati in un precedente rinnovo, quindi i 72 euro sono rimasti quelli; Guindani non ha ocmunque evitato una battutaccia, relativa alla situazione in Francia e Germania, dove FT e DT hanno annunciato per il futuro diverse decine di migliaia di esuberi, mentre da noi esuberi non ce ne sono stati….. molti gli hanno fatto notare che da quando esisteva la SIP ad oggi, ci sono stati più di 40000 esuberi (veri!!!) e che invece quelli di FT e DT sono per ora solo dichiarati……
In conclusione una giornata di “annusamento”, dove ognuno ha illustrato la propria posizione, con le imprese che sposano sempre il solito neoliberismo fatto di libertà di guadagno e di intervento statale a danno dei concorrenti e con il mondo del lavoro nel mezzo a farne le spese; imprese che danno dividendi mostruosi a danno di investimenti e di sviluppo del settore; imprese che giocano con aziende che dovrebbero garantire un servizio, una volta definito “pubblico” e che oggi di pubblico ha solo i costi sociali.
Il prossimo incontro è previsto per il 10 maggio; nel frattempo, come di incanto, ASSTEL è intenzionata a far partire i vari osservatori previsti dal ccnl e che finora non ha voluto far partire; anche qui la sensazione è che si voglia impegnarsi su temi certamente utili, ma che non rappresentano i punti importanti della trattativa, per distogliere l’attenzione e allungare il brodo; per noi, viceversa, è fondamentale cercare di chiudere presto e bene la trattativa.
Vedremo
Ciao
Samuele

12 aprile, 2007

RICEVIAMO DA UN GRUPPO DI LAVORATORI E PUBBLICHIAMO

Telecom Italia appartiene ai suoi dipendenti

Telecom Italia appartiene ai suoi dipendenti, uomini e donne, che – unici – hanno lavorato e sono stati sacrificati per pagare i debiti del Gruppo.
La privatizzazione di Telecom Italia, partorita dal Governo D’Alema e dai “Capitani Coraggiosi”, ha inciso in maniera preoccupante sulla tenuta democratica del nostro Paese ed ha contribuito a frenare la sua crescita economica e tecnologica, ignorando che le telecomunicazioni sono un bene comune e un patrimonio da difendere; del resto solo in uno scenario simile poteva nascere lo scandalo delle intercettazioni.
I lavoratori e le lavoratrici, al momento della privatizzazione, erano circa 110.000, e oggi sono rimasti circa 80.000. Molti di quelli che mancano all’appello sono stati ceduti e/o esternalizzati e, nella maggior parte dei casi, successivamente licenziati dai nuovi padroni che li hanno “acquistati” come dei moderni compratori di schiavi (cercateli nel sito www.esternalizzati.it); chi è rimasto ha visto dimezzare il valore dei propri stipendi e ha subìto brutti rinnovi di contratti di lavoro in cui sono diminuite regole certe ed è stata introdotta la precarietà; la democrazia sindacale da noi è solo un lontano ricordo; qui la concertazione ha collezionato tutte le sue degenerazioni.
Di contro i manager aziendali hanno guadagnato cifre da capogiro, nonostante le perdite dell’Azienda. Ed ai nostri Dirigenti non si chiedono sacrifici, forse si chiede loro solo di essere fedeli ed affidabili ad un capitalismo straccione, che ha consentito a Tronchetti Provera di comprare Telecom Italia con soldi prestati dalle Banche, anche estere, magari le stesse che ora vorrebbero ricomprare quel 18% sufficiente a controllare il Gruppo grazie al noto sistema di scatole cinesi, metodo moralmente indegno, ma guarda caso non perseguibile per legge. Ma se le Banche non sono aziende competenti in telecomunicazioni, allora forse (forse?) vorrebbero solo recuperare un debito che Telecom Italia rischia di non poter coprire; e quindi è reale il rischio che forse (forse?) continueranno a pagarlo i lavoratori con altri esuberi. E ancora, vogliamo negare l’acquisto ad At&t ed America Movil solo perché “non italiani”? O non sarebbe più giusta una riflessione adeguata e almeno un po’ intelligente sul fatto che in un periodo storico come questo, tra guerre e terrorismo, il controllo delle telecomunicazioni si lascerebbe ai Nordamericani ed ai Messicani piuttosto che al Governo Italiano?
Ecco, appunto, siamo arrivati al dunque: chiediamo subito, come bene ha già chiesto il PRC, un dibattito in Parlamento sul futuro del settore e dell’Azienda più importante del nostro paese, ieri avanguardia e vanto tecnologico, oggi salvadanaio per i potentati finanziari, che preveda: 1) controllo pubblico dello Stato Repubblicano sulla rete e su tutto il settore; 2) eliminazione delle leggi sulle cessioni/esternalizzazioni, veri licenziamenti mascherati; 3) salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori e reintegro di quelli ceduti, in primis dei Radiomarittimi, esperienza esemplare di resistenza per la difesa del posto di lavoro, sulla quale il Ministro Gentiloni dovrebbe dire qualcosa. E soprattutto noi chiediamo, convinti di rappresentare così la volontà di un popolo onesto, la requisizione di tutti i beni alla classe dirigente che non ha saputo sostenere l’Azienda, restituendoli ed investendoli per la sua difesa ed il suo sviluppo, applicando per loro la legislazione antimafia: si restituirebbe così all’Italia anche lo spazio per una nuova classe dirigente degna di tale nome.

11 aprile, 2007

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
________________________________________________________________________________________


Roma, 11 aprile 2007




COMUNICATO


ASSEMBLEA NAZIONALE DEI QUADRI E DELEGATI TELECOM

LUNEDI 16 A ROMA ORE 12,00
TEATRO NAZIONALE
VIA DEL VIMINALE 51





Le Segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL dopo aver proclamato lo stato di agitazione in tutto il gruppo Telecom hanno convocato a Roma per lunedì 16 Aprile l’Assemblea Nazionale dei quadri e dei delegati per valutare le necessarie iniziative sindacali.

Per difendere la Telecom, un’impresa strategica per l’oggi e per il domani dell’Italia e non può essere ceduta ad operatori stranieri.

Per garantire l’unitarietà dell’azienda contro ogni possibile spezzatino.

Per difendere l’occupazione e le professionalità di più di 80 mila lavoratrici e lavoratori, garantendo ulteriore crescita e sviluppo a tutte le attività del gruppo Telecom.

Per un piano industriale che garantisca la competitività dell’azienda e la crescita di un sistema più avanzato di telecomunicazioni fatto di maggiore innovazione e di nuove tecnologie.

All’assemblea saranno presenti le Segreterie confederali nazionali di Cgil, Cisl e Uil



LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

TELECOM, UE: SI' ALLA SEPARAZIONE RETE, MA RESTI IN MANI PRIVATE

Roma, 11 apr. (Apcom) - La Commissione europea considera la separazione funzionale delle reti dagli operatori dei servizi di telecomunicazione come un "rimedio" che i regolatori nazionali indipendenti del settore devono poter imporre, ma solo per "seri motivi di concorrenza", e senza che questo comporti la rinazionalizzazione delle stesse reti, con il ritorno delle infrastrutture in mano pubblica. Lo ha detto, oggi a Bruxelles, il portavoce del commissario Ue alla Società dell'informazione, Viviane Reding, parlando con alcuni cronisti della vicenda Telecom in Italia.

Ma se riguardo alla separazione delle reti l'Ue dà il via libera, seppure condizionaro al rispetto delle regole sulla concorrenza, riguardo all'ipotesi di una successiva nazionalizzazione mette i paletti. Spiega il portavoce della commissione Martin Selmayr: "Le regole Ue dovranno progressivamente condurre ad avere più mercato, più privatizzazioni e più concorrenza. E anche se il Trattato Cee giuridicamente non fa nessuna differenza fra proprietà pubblica e privata delle aziende (e la Commissione su questo punto dovrebbe essere 'neutrale',ndr), politicamente noi non siamo a favore di un ritorno, parziale o totale, delle società di Tlc in mano pubblica, ma incoraggiamo piuttosto gli Stati membri ad andare in direzione opposta", ha puntualizzato Selmayr.

Intanto il ministro delle Telecomunicazioni, Paolo Gentiloni, ha parlato al telefono proprio con il commissario europeo Viviane Reding delle misure che il governo italiano intende prendere riguardo al rafforzamento dei poteri dell'Agcom e alla 'separazione funzionale' della rete nazionale Tlc dalle compagnie di telecomunicazioni. Il portavoce della Reding, Martin Selmayr ha riferito che "c'è un'intesa di massima (common understanding) sul fatto che è possibile rafforzare i poteri del regolatore nazionale (Agcom, ndr) in modo che possa imporre la separazione funzionale ma questo deve avvenire "in stretta cooperazione con la Commissione europea e con gli altri regolatori nazionali dell'Ue".

Il portavoce ha puntualizzato che la 'separazione funzionale' non deve comunque essere decisa o applicata come "misura protezionistica" per impedire l'ingresso di operatori stranieri sul mercato nazionale. Al contrario, ha sottolineato, dovrà servire a garantire l'accesso non discriminatorio di tutti gli operatori ("anche non europei") alla rete.

E sulle future mosse del governo arriva anche una dichiarazione del vicepremier Francesco Rutelli, che ad una domanda in merito alle voci circolate sulla presentazione domani in Consiglio dei ministri di un decreto legge su Telecom, risponde: "Non mi pare sia questo l'intendimento del presidente del Consiglio". Anche se "ognuno è libero di presentarlo se lo ritiene e se ne discuterà". Il vicepremier ha poi ribadito che "dobbiamo intervenire con una misura legislativa per rafforzare i poteri di vigilanza e controllo, soprattutto in capo all'Autorità. Ma un conto è questo, un conto è parlare di decreto legge o di interventismo di Stato".

E se il ministro Gentiloni riferirà sulla vicenda Telecom in Parlamento mercoledì prossimo, il ministro per lo Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, non esclude che il disegno di legge sulle liberalizzazioni possa affrontare anche la vicenda Telecom. Bersani ha aggiunto che comunque sulla questione "deve solo parlare il mercato".

08 aprile, 2007

Telecom,

Consob chiede a soci aggiornamento partecipazione



MILANO (Reuters) - La Consob ha chiesto agli azionisti di Telecom Italia che abbiano quote superiori al 2% di aggiornare la loro partecipazione nella società entro martedì, hanno riferito oggi diversi quotidiani.

Il titolo Telecom Italia è stato al centro di scambi consistenti la scorsa settimana, dopo che AT&T e America Movil hanno detto di avere iniziato una trattativa con Pirelli per comprare la maggioranza di Olimpia, che controlla il 18% della compagnia telefonica.

L'Ente di regolazione della borsa non può essere raggiunta per un commento.

Il premier Romano Prodi, in una conversazione con il Sole 24 Ore, riportata ieri dal quotidiano, ha detto di non volere uno "spezzatino" per Telecom, dichiarandosi contrario allo spin-off delle attività brasiliane del gruppo.

Le azioni Telecom sono state scambiate giovedì scorso a circa 2,42 euro, prima della pausa pasquale, con una capitalizzazione di mercato di circa 44 miliardi di euro. Martedì Piazza Affari riaprirà.

La scadenza di martedì fissata dalla Consob coincide con quella dell'iscrizione all'assemblea degli azionisti di Telecom Italia, convocata per il 16 aprile, in cui si discuterà la nomina di un nuovo cda e di un nuovo presidente, dopo che Pirelli si è mossa per dare il benservito a Guido Rossi.


© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuter

DOMANI SCAMPAGNATA NELLA ZONA DELLA FOTO, A CHIUNQUE MI CONOSCA ED E' IN ZONA SE VIENE A TROVARCI UN BUON BICCHIERE DI VIGNAMURATA E ROSTINCIANA PER BENVENUTO.

07 aprile, 2007

2007.04.06 Borsa e Finanza - Telecom Italia, a fil di rete


OGGI POTATURE, ho trovato il seguente articolo in rete e merita di essere letto.

Yankee go home! Anzi no, viva gli americani e (in questo caso) anche i messicani. La mossa di At&T e American Moviles su Telecom Italia ha dato il via, oltre che al duro scontro tra i soci di Olimpia, anche alle polemiche tra due eserciti. Da una parte compatti, i pasdaran (spesso solo a parole e non nei fatti) del mercato che festeggiano al possibile arrivo dell’ex «Baby bell»; dall’altro, gli ultrà del nazionalismo d’impresa, della telefonia che-non-deve-cadere-in-mani-straniere. A ben vedere, però, la disputa è fuorviante e non coglie il cuore del problema. Che non è, o almeno non completamente, quello della nazionalità sugli asset proprietari della compagnia telefonica e, soprattutto, della sua rete. Bensì, quello della separazione del network dalla società che offre i servizi di telefonia. «Spesso - sottolinea Stefano Quintarelli, uno dei fondatori di I.Net e pioniere del web italiano - si è parlato di questa divisione senza, tuttavia, coglierne le motivazioni profonde». In che senso? «La domanda che dobbiamo porci è una sola: è strategico per il nostro Paese avere una nuova rete ultraveloce che arrivi nelle case degli italiani? La risposta può anche essere no e, in questo caso, il discorso si esaurisce subito. Se invece, come io credo, lo sviluppo del network è fondamentale; se si pensa alla rete come un "ambiente" essenziale per la crescita di un’economia allora il discorso cambia. E, visto che un’azienda privata (che ha obiettivi di breve-medio periodo e deve soddisfare esigenze immediate dei suoi clienti, ndr) non potrà mai remunerare gli investimenti della Next generation network, la soluzione non può che essere la separazione della rete». Insomma, non è una questione (o non solamente) di identikit del gestore del network ma di modelli di business. Anche perché il network è uno solo, e la sua evoluzione non può prescindere dalle migliaia di kilometri di rame già presenti in Italia. Di questo se ne ha una riprova guardando, per esempio, al fatturato di Fastweb, il secondo carrier di telefonia fissa in Italia. Ebbene, qui si dimentica che gran parte dei ricavi non arrivano dalla rete proprietaria in fibra, bensì dalla banda larga (total access in unbundling) che si appoggia alla struttura di Telecom. Se così stanno le cose, è chiaro che il peso dell’ammodernamento è tutto sulle spalle del’ex incumbent. Il quale, al di là dal fatto che dal 1999 al 2006 su 12,3 miliardi di utili realizzati ne ha distribuiti ben 15,6 in dividendi, non ha «oggettiva» convenienza ad investire miliardi di euro per un progetto di lungo periodo. In tal senso non deve stupire che, a fronte di investimenti «promessi» attorno 6,5 miliardi, nella recente presentazione alla comunità finanziaria Riccardo Ruggero abbia indicato (per la Ngn2 wireless e wireline) un Capex di 20 milioni nel 2007, di 175 nel 2008 e 305 milioni per il 2009. Come dire, insomma che la realtà (dei numeri) spesso è diversa da quella dei desiderata. La via, quindi, è la separazione. Già, ma secondo quale criterio: semplice divisione funzionale, oppure separazione societaria? Com’è noto, la soluzione che sembra prendere piede è quella della separazione funzionale: cioè, la creazione di un soggetto giuridico diviso dalla corporate, cui sia affidata la gestione del network. Il cda di questo soggetto dovrebbe vedere la nomina, subordinata al gradimento dell’Agcom, di alcuni consiglieri indipendenti. Inoltre, dovrebbe essere previsto un meccanismo d’incentivi a favore dei manager che gestiranno le rivendita all’ingrosso del traffico (dati, voce, video), in modo che le telecom alternative non siano penalizzate nel wholesales. Senza dubbio un passo in avanti ma insufficiente. Infatti, se la proprietà resta in capo all’ex incumbent si ripropone il problema del Roi (Return on investment). «La separazione, invece, - spiega Francesco Sacco, docente di strategie aziendali alla Bocconi - da un lato creerebbe molto valore (utile allo stesso azionista di controllo di Telecom, ndr) e, dall’altro, eviterebbe dei costi di governance interni oltre che di rafforzamento dei poteri dell’Authority». Non è, ovviamente, una strada facile ma il one-network, la rete unica (magari gestita da una pubblic company), su cui i fornitori di servizi si possano fare concorrenza è l’unica seria soluzione percorribile. Al di là dei pasdaran del mercato o dei nazionalisti.

06 aprile, 2007

DAL NAZIONALE

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
________________________________________________________________________________________

Roma, 6 aprile 2007


COMUNICATO

TELECOM: IL FUTURO DEL PAESE NON E’ IN VENDITA




Le Segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL proclamano lo stato di agitazione in tutto il gruppo Telecom e annunciano per i primi giorni dopo la pausa pasquale un’Assemblea Nazionale dei quadri e dei delegati.

Per noi Telecom è un impresa “paese”, strategica per l’oggi e per il domani dell’Italia e non può essere ceduta ad operatori stranieri.

Prioritario è garantire l’unitarietà dell’azienda contro ogni possibile spezzatino.

Occorre difendere l’occupazione e le professionalità di più di 80 mila lavoratrici e lavoratori, garantendo ulteriore crescita e sviluppo a tutte le attività del gruppo Telecom.

La rete è un “asset” strategico per i cittadini, le imprese, l’intero sistema nazionale, elemento fondamentale per ulteriori sviluppi dell’intero settore dell’Information Communication Technology .

E’ necessario un piano industriale che garantisca la competitività dell’azienda e la crescita di un sistema più avanzato di telecomunicazioni fatto di maggiore innovazione e di nuove tecnologie.

Tutti sono chiamati a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità: governo, istituzioni, azienda.

Per questo chiamiamo alla mobilitazione le lavoratrici ed i lavoratori di Telecom per assicurare un futuro al nostro paese.




LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

05 aprile, 2007

MANIFESTO SULL’ASSETTO DEL MERCATO TLC

IL SEGUENTE POST E' DI UNA PERSONA STIMATA DALLA SEGR.GEN.DI SLC, e personalmente da chi aggiorna quotidianamente questo blog .Il post in questione è un contributo per aprire un dibattito sul futuro delle TLC.

Stefano Quintarelli
www.equiliber.org
4 aprile 2007


Per mesi e mesi abbiamo seguito sui media questioni sulla proprietà di Telecom Italia: chi se la compra, chi non se la compra, quale prezzo per azione, cosa fanno le banche. Solo finanza: si sono avvicendati i nomi di Hinduya, Telefonica, Murdoch, Sistema e adesso AT&T e América Móvil, France Telecom ,Deutsche Telekom e nuovamente Telefonica. Due volte, pare, si è andati vicini a concludere: con Murdoch e ora. Dopo la prima occasione, Marco Tronchetti Provera mi disse che l'accordo non è avvenuto per questioni politiche. Di certo, quando sembrava che si fosse vicini all'accordo, e solo allora, si è iniziato a parlare di regole di mercato, di separazione della rete di accesso, di strategicità della rete nel sistema per lo sviluppo economico e per la sicurezza dello Stato. Solo quando pare si arrivi vicino a una cessione si affrontano temi industriali, quando la cessione si allontana si parla di finanza.

Tra agosto (Murdoch) e aprile (AT&T e América Móvil) per sette lunghi mesi, non si è parlato della questione industriale, se non da parte del Sindacato Lavoratori della Comunicazione della Cgil. Il resto è stato solo finanza o intercettazioni telefoniche. Ma anche Dico, Vallettopoli, il Grande Centro, la missione in Afghanistan, tre italiani sequestrati, il processo di Cogne, poi di nuovo Vallettopoli. Tutti temi importantissimi e di attualità, per carità, ma non rilevanti per lo sviluppo economico del Paese. Ora, possiamo dedicarci anche a questo? Per la verità, Franco Morganti, Alfonso Fuggetta, Vittorio Carlini, Luca De Biase sono intervenuti spesso, ma non si è mai riusciti a entrare nel mainstream della comunicazione. Se però arriva un compratore, tutti a dare giudizi sul «libero mercato» o sulla «strategicità della rete» senza aver fatto i compiti a casa e sapere che il mercato si basa sulle regole e sulla loro applicazione e senza sapere perché la rete è strategica (e se lo è). È possibile evitare di fermarci ai ritornelli del tipo «viva il mercato, la Rete non è strategica» e, finalmente, entrare nel merito?

Iniziamo da qui: la larga banda è prioritaria per il Paese. Perché? Esiste una correlazione provata tra diffusione della larga banda e aumento della competitività o della produttività o del reddito procapite o di qualunque altro indicatore economico? Se esiste una correlazione, in quale misura è riferibile alla diffusione tra i consumatori, piuttosto che tra le imprese? Io non ho una risposta certa. Dell'always on sono certo: cambia i paradigmi comunicativi e consente di accelerare le interazioni aumentando l'efficienza; della banda larga non sono sicuro. Che l’Information and Communication Technology sia fondamentale, appare invece provato. Da pochi giorni è uscita la notizia che l'Ict contribuisce in Europa per il 50% della crescita della produttività. Allora uno si dovrebbe chiedere: è possibile fare delle politiche che favoriscano lo sviluppo dell'Ict in Italia ? E se sì, in quale misura passano dalla rete? In questa materia degli indicatori esistono: telecomunicazioni, finanza e pubblica amministrazione sono i tre maggiori driver dello sviluppo dell'Ict.

Fin a questo punto abbiamo stabilito soltanto che le telecomunicazioni sono importanti. Andiamo oltre: la rete a banda larga, la rete di nuova generazione, è essenziale per lo sviluppo del Paese? Io non ne sono sicuro. Intuisco, ma è solo una sensazione, che lo sia. Se guardo i numeri, la diffusione del broadband tra i consumatori negli Stati Uniti è modesta, ma la crescita di produttività recente è stata record. Se invece osservo quello che accade in Corea o in Giappone, raccolgo indicazioni diverse. Dunque io tendo a ritenere che sia meglio avere una rete di nuova generazione piuttosto che non averla, e che convenga che la paghiamo (noi consumatori la dobbiamo pagare, avvenga attraverso una tassazione o attraverso le tariffe dell'operatore). Che la rete di nuova generazione sia una sola, che non vi sia spazio per due reti, ormai è ampiamente acquisito. Lo dicono Analisti, società di consulenza, ma anche persone che in Telecom si occupano della rete. Se avessimo fatto un referendum o un sondaggio, un secolo fa, chiedendo agli utenti se volevano il telefono, che cosa avrebbero risposto alla Sip di allora (Società Idroelettrica Piemontese, il nome viene da lì)? Avrebbero detto che non serviva per parlare da un lato all'altro dell'aia. Se oggi chiedessimo alla totalità degli utenti cosa vogliono, ci risponderebbero: tariffe di telefonia mobile più basse, non rete in fibra ottica fino a casa.

Come possiamo conciliare l'utilità a lungo termine di uno sviluppo infrastrutturale del Paese con le esigenze a breve termine delle aziende, che guardano al trimestre nel soddisfare i bisogni immediati degli utenti? Questo mi sembra sia il nocciolo della questione.

Mi sorge allora un'altra domanda, legittima: è possibile costruire una rete alternativa integralmente nuova, a prescindere dal possesso della rete fissa in rame? Risposta: no. È necessario usare in varie fasi di un eventuale upgrade vari pezzi di rame esistente e soprattutto i dotti, le centrali e così via. Non lo dico io: lo dicono tutti gli ingegneri tecnici e impiantisti con cui ho parlato. Però, a mano a mano che la tecnologia evolve, la necessità di intervento umano diminuisce; la fibra ha guasti che sono di due ordini di grandezza in meno del rame. Questo indubbiamente genera una questione di occupazione.

È possibile gestire la questione occupazionale determinata dalle innovazioni tecnologiche ? Risposta: secondo me è difficile, ma va fatto. Le principali variabili a mio avviso sono quattro: il costo dei servizi all'ingrosso, la qualità degli stessi, l'estensione della nuova rete e i tempi della sua realizzazione.

Se anche ritenessimo poco importante fare una rete nuova, espandere i servizi sulla rete attuale e piuttosto continuassimo a usare il telefonino – ovvero quello che vogliono gli utenti – e non ritenessimo vantaggioso (in termini di rapporto costi/prestazioni) fare rete fissa e tanto meno di nuova generazione, dobbiamo porci il problema di chi dei servizi di rete fissa non ne può fare a meno.

I servizi che garantiscono l’ordine dello Stato, per esempio, possono fare a meno della rete fissa? Esercito, Guardia di Finanza, Carabinieri, Ministeri passano tutti, salvo rare eccezioni, su questa stessa rete. E no, non esistono alternative, anche perché il wireless non è sufficiente.

Allora che cosa vogliamo fare? Quali sono le conseguenze delle domande che ci siamo fatti finora? La mia risposta, nell’interesse a medio-lungo periodo del Paese, si chiama One Network:
• una rete moderna,
• con un indirizzo politico che garantisca la remunerabilità dell'investimento (la regolamentazione è in grado di determinarlo),
• con un piano di servizio universale di accesso alla rete,
• di evoluzione verso Ftth (fibra fino a casa),
• in un arco temporale lungo per accompagnare la riduzione dell'occupazione,
• con la possibile partecipazione degli altri operatori,
• con un board tecnico comune,
• con una governance chiara,
• con un management indipendente, eventualmente nominato da una fondazione che non abbia fini di lucro,
• che venda servizi soltanto all'ingrosso, per favorire la concorrenza al dettaglio,
• con un price cap dei servizi forniti, gestito da una autorità, per costringerla all'efficienza,
• con un rendimento garantito per chi la finanzia, eventualmente attraverso dei bond.


Di recente ho parlato con Peter Scott, Head of Unit alla Direzione Generale Information Society and Media della Commissione Europea, che ho incontrato a Bruxelles insieme a metà del suo staff. Gli ho chiesto se lui vedesse degli ostacoli in un progetto industriale di questo genere, derivanti dalla regolamentazione europea di Infso. La sua risposta è stata che no, secondo lui questa soluzione non trova ostacoli nella regolamentazione europea di settore.

Un’alternativa che parte dal capo e non dalla coda: di questo mi piacerebbe sentir discutere. Di piano industriale e non di finanza, argomento di cui credo molti, io per primo, abbiamo le tasche piene.

Alcuni diritti riservati: rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non Commerciale, Rev. 2.5

04 aprile, 2007

Telecom: Olimpia non candida Rossi, Mediobanca contesta

(ANSA) - MILANO, 4 APR - Sui candidati per il cda di Telecom Mediobanca e Generali vanno allo scontro con Marco Tronchetti Provera. Piazzetta Cuccia e il Leone contestano la lista presentata da Olimpia, in cui non e' stato ricandidato il presidente Guido Rossi, in quanto ''non e' stata preventivamente condivisa'' dai componenti del patto su Telecom siglato nell'ottobre scorso e chiedono ''l'immediata convocazione della direzione del patto di sindacato di blocco azioni Pirelli''. All'accordo sulla Bicocca, a monte della catena che controlla Telecom, aderiscono, tra gli altri soci, Intesa Sanpaolo (1,56% del capitale) e Capitalia (1,56%) mentre Mediobanca ha conferito il 4,45% e Generali il 4,26%. Edizione Holding partecipa con il 4,45 per cento. Tronchetti con la Camfin ha il 19,63%.

Lo strappo formale arriva al termine della riunione del comitato esecutivo di Mediobanca che si e' svolto a Piazzetta Cuccia dove, si e' recato in visita, per quasi tre ore, proprio il presidente di Telecom, Guido Rossi. Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari, potrebbe essere proprio il professore l'uomo chiave per realizzare il piano che le banche stanno studiando come contro mossa dell'offerta a sorpresa fatta da At&T, America Movil e Telmex a Pirelli per entrare in Telecom attraverso la holding di via Negri. Intanto a Piazza Affari su Telecom e' continuata la corsa all'acquisto dei titoli. Le azioni sono salite dell' 1,47% a quota 2,408 euro tra scambi intensi pari al 4,77% del capitale che porta i volumi intermediati negli ultimi giorni sopra il 15%. Volumi che rafforzano le ipotesi di chi vede gia' in atto da alcuni giorni un rastrellamento sul mercato da parte dei soggetti interessati alla partita. Tra le molte ipotesi torna anche il nome di Franco Bernabe' ma, secondo fonti finanziarie, il vice presidente di Rotschild sarebbe interessato alla partita nella sua veste di banchiere e non per rivendicare un posto per se' in cda. Gli occhi sono anche su Romain Zaleski, altro socio in grado di presentare una candidatura con la sua quota di poco sotto il 2 per cento. In ambienti vicini all'imprenditori, attualmente a Londra, nessuno ha registrato un suo interesse che vada oltre quello finanziario.

TELECOM, EPIFANI: È FALLIMENTO IMPRENDITORIA



'La vicenda Telecom e' un esempio di fallimento dell'imprenditoria italiana'. Lo ha detto Guglielmo Epifani dichiarandosi d'accordo con il presidente della Confindustria. 'Ha ragione Montezemolo quando e' critico con gli imprenditori italiani - ha detto oggi il segretario generale della Cgil. Perche' questo e' un caso di fallimento della nostra imprenditoria'. 'A noi- aggiunge- non piace l'idea che si possa spezzettare il gruppo. A suo tempo dicemmo che le banche potevano svolgere un ruolo attivo: non abbiamo cambiato opinione'. Il segretario della Cgil sottolinea che il sindacato 'prova a ragionare nell'ottica dell'impresa'. Osservando che il sindacato sostiene che le grandi reti debbano essere 'pubbliche o terze rispetto ai competitori', Epifani spiega che 'l'assetto di Telecom non e' ininfluente rispetto alla soluzione per la rete. Il tempo dira' se abbiamo ragione'. Il segretario della Cgil sottolinea che 'l'interesse dell'azionista e quello di Telecom sono diversi e spesso non coincidono. In ogni caso e' in campo l'offerta da parte di privati importanti, il cda ha dato via libera alla trattativa, ci sono poi i diritti di prelazione che si possono far valere. Vediamo cosa succede'.

04/04/2007 18.39

Link VALENTINO PARLATO SUL MANIFESTO

Sono, siamo, contro la vendita di Telecom perché Telecom è il fondamento di una infrastruttura di primaria importanza come le autostrade, le ferrovie, la rete elettrica, quella degli acquedotti e quella delle comunicazioni, che non possono essere il regno di un privato, italiano o, peggio ancora, straniero.
Si tratta delle infrastrutture fondamentali di tutto: del mercato e anche del lavoro, della possibilità di viaggiare, bere acqua, comunicare etc.
A questo punto, proprio questo della vendita a un privato estero della Telecom, la posizione del governo italiano (direi dell'attuale governo italiano) non può essere solo «di grandissima preoccupazione». Un governo, se è tale, deve decidere e fare: deve dire sì o no e dare sostanza al suo no, tanto più che il capitale pubblico della Telecom è ancora non di scarso peso. Questo governo abbia il coraggio e la forza di passare dalla grande preoccupazione a un più semplice fare.
La questione Telecom (qualcuno mi ha chiesto: «e adesso chi farà le intercettazioni?») è troppo seria per lasciarla alla «grande preoccupazione» del ministro Gentiloni. La posta in gioco è troppo alta e deve essere il presidente del consiglio a dire che cosa vuole fare.
Romano Prodi, questa volta non può sgattaiolare, tra un sorriso e una smorfia come gli piace fare, e ormai, sempre a suo danno. Deve essere chiaro e netto e dire che vuole. E anche i neo fondatori del partito democratico dovrebbero dirci se vendere la Telecom agli americani è democratico o no. Ma se ritengono che sia democratico lo dicano, forte e chiaro anche al loro prossimo congresso.