14 giugno, 2007

Tlc. Separazione rete: le diverse visioni di Telecom e Aiip

Sulla separazione della rete, è intervenuto l'amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero, che ha dichiarato che il modello britannico Openreach non è un dogma ma "una base, un punto di partenza. Noi possiamo fare meglio del modello Openreach. Non c'è un dogma Inghilterra. Da noi il mercato dell'accesso si è parzialmente liberalizzato con l'attuale sistema di regole e ci sono 2,5 milioni di linee in unbundling. Si può trovare una formula virtuosa".
Replica l'Aiip, l'Associazione italiana internet provider. Concordiamo con l'Amministratore delegato di Telecom Italia Riccardo Ruggiero, quando afferma che Open Reach, la societa' inglese che gestisce la rete in Inghilterra, "e' un punto di partenza, una base, ma non e' un dogma". Infatti, ad avviso di AIIP, la separazione funzionale attuata da Open Reach fu pensata per incentivare la infrastrutturazione attraverso l'unbundling ma, con il passaggio alle reti di nuova generazione (c.d. NGN), non è più idonea a garantire un sufficiente livello di competizione sul mercato. Infatti la NGN richiede una ottimizzazione delle risorse attuata attraverso la condivisione dell'infrastruttura di accesso da parte di tutti i fornitori di servizi. Al fine di assicurare una effettiva parità di trattamento tra tutti gli operatori, occorre quindi che la separazione della rete sia di tipo societario e non più solo funzionale come nel modello Open Reach. Incrementare la flessibilità del modello inglese, così come auspica Ruggiero, va viceversa nella direzione opposta e permetterebbe a Telecom Italia di consolidare ed espandere ulteriormente una quota di mercato talmente alta da non trovare riscontro in nessuno dei maggiori Paesi europei.

LA COSA CHE CI INTERESSA PRINCIPALMENTE E QUELLA DI MANTENERE E MAGARI INCREMENTARE OCCUPAZIONE NELLA RETE, QUINDI DELLA DISCUSSIONE IN ATTO CI INTERESSA ESSENZIALMENTE QUELLA CHE GARANTIRA' INNOVAZIONE ED INVESTIMENTI TALI DA SODDISFARE LA NS VISIONE.

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