13 settembre, 2011

CGIL, articolo 8 vendetta verso lavoro e suoi diritti

“Nella manovra vi sono delle vere e proprie vendette verso il lavoro, la sua dignità, i suoi diritti e la sua memoria”. E' questo in sintesi il giudizio della CGIL all'articolo 8 contenuto nella manovra bis del Governo, un punto molto controverso, contro il quale il sindacato ha promesso battaglia sia attraverso azioni sindacali, che giudiziarie, con l'eventuale ricorso alla Corte costituzionale.

L'articolo 8 introduce nella disciplina del lavoro pericolose novità. Il 'sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità', come previsto dal provvedimento, introduce la possibilità di siglare accordi aziendali e territoriali in deroga ai contratti collettivi nazionali, estende retroattivamente ed erga omnes, gli accordi siglati prima del 28 giugno 2011, rendendo quindi operativi gli accordi separati alla FIAT di Pomigliano e Mirafiori. Inoltre, i contratti di prossimità potranno disciplinare “la trasformazione e conversione dei contratti di lavoro” e “le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro”, mettendo in discussione l'efficacia dell'articolo 18. Per la CGIL tutto ciò oltre a rappresentare una “violazione dell'autonomia contrattuale delle parti”, rappresenta “una pesante e inaccettabile violazione dello Statuto dei Lavoratori”.

La CGIL chiede quindi la cancellazione della norma dalla manovra. “Un provvedimento che va subito stralciato” ha dichiarato il Segretario Confederale CGIL, Vincenzo Scudiere , “contro il quale - ha proseguito - abbiamo già avviato azioni sindacali, ma nel caso dovesse essere confermato si aprirà la strada ai ricorsi giudiziari, per rendere esplicita la caratteristica dell'anticostituzionalità dell'articolo 8”. Il Governo, secondo Scudiere, ha approfittato della manovra per colpire i diritti dei lavoratori, poiché spiega il dirigente sindacale “sono tutte misure che non hanno ricadute economiche”, estranee quindi al risanamento dei conti pubblici. A Confindustria, a CISL e UIL, Scudiere ha chiesto “un'azione di responsabilità”, ossia “'schierarsi' con l'accordo del 28 giugno scorso”, di cui sono firmatari, altrimenti “dicano che sono a favore dell'articolo 8”.

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