04 dicembre, 2008

Nota di Emilio Miceli Segretario generale SLC-CGIL

TELECOM: FALLITI GLI OBIETTIVI DI RILANCIO DELL'AZIENDA.
DECISO NO DEL SINDACATO IL 10 DICEMBRE. L'IMPROVVISAZIONE REGNA.


La scelta di tagliare ancora 4.000 posti di lavoro dimostra come l’attuale management abbia fin qui fallito l’obiettivo di rilancio dell’insieme del gruppo.
9.000 esuberi denunciati nel corso di 4 mesi, il 20% della forza occupata in Italia; 3 miliardi di dismissioni, il disimpegno dallo scenario europeo e la marginalizzazione del La7 ci dicono che la scelta è quella di restringere il perimetro e le potenzialità aziendali.
Questo è il senso del Piano.
Il nuovo Piano è già stato bocciato dai mercati ed ha riscosso riserve importanti da parte di esponenti del governo e della opposizione.
Con questo Piano si sceglie di rompere in modo eclatante con il Sindacato.
L’Azienda, di fronte a questa scelta, è largamente isolata. Sarebbe utile un ripensamento del management e della proprietà.
La verità è che regna sovrana l’improvvisazione.
Ci hanno raccontato della strategicità della presenza in Germania e adesso dismettono; ci hanno fatto vedere fondi sovrani libici pronti ad entrare nel capitale azionario che non si sono mai visti; si riteneva centrale la presenza in Brasile ma in questi ultimi due anni Tim Brasil ha incontrato serie difficoltà mentre oggi, solo per far passare in secondo piano il disimpegni in Europa, se ne afferma la centralità.
Questo è il primo, vero piano industriale di Telefonica. Probabilmente la crisi che investe il sistema bancario ha fatto venire meno quell’importante funzione di cerniera che nel patto di sindacato hanno le banche.
Imbrigliati in Brasile, dove Telefonica compete con Telecom; fuori dalla scena europea, che è il principale terreno di impegno di Telefonica, Telecom Italia si avvia verso un declino inesorabile.
La presenza di Telefonica in Telecom appare così assolutamente debole sul piano dell’investimento e assolutamente sovradimensionata sul piano della decisione.
Noi siamo fortemente contrari, dunque, all’insieme del Piano e al tentativo irresponsabile di scaricare 4.000 lavoratori in un momento di allarme nazionale per l’occupazione, cosa che denota anche scarso senso di responsabilità nazionale.
La risposta sarà all’altezza della sfida e il 10 dicembre espliciteremo con chiarezza il nostro no all’attuale Piano ed ai licenziamenti.


Roma, 4 dicembre 2008

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