05 aprile, 2008

IL MANIFESTO E LA NGN NETWORK 3 ARTICOLI


LINK: COSA E'NGN NETWORK IMPATTI SOCIALI

La fibra ottica direttamente dentro casa. È così che dovrebbe essere la rete del futuro, le autostrade digitali o più semplicemente la Next generation network (Ngn). Sui media se ne parla poco e in modo non troppo chiaro. In campagna elettorale, invece, vige il silenzio più assoluto. Eppure si tratta di un'infrastruttura cruciale per il futuro del Paese: una rete ad alta velocità che garantisca a tutti (ma proprio a tutti) i cittadini una connessione a internet che abiliti servizi evoluti. Video ad alta definizione bidirezionali in tempo reale, come la telepresenza, che consente realmente il lavoro da remoto, permettendo la riduzione degli spostamenti, ma anche la telemedicina o il controllo capillare dei dispositivi domestici di qualunque tipo. In poche parole, una piattaforma per lo sviluppo e l'erogazione di servizi da parte di imprese e pubblica amministrazione paragonabile a quello che sono state le autostrade nell'Italia del dopoguerra. Tutto questo può essere ottenuto solo a una condizione: fare in modo che la fibra ottica, il più potente materiale di trasmissione a disposizione, arrivi dentro ad ogni abitazione. A differenza di quanto accade oggi che si ferma, in media, a circa un chilometri e mezzo dalle case degli utenti raggiunte invece dal buon vecchio doppino in rame.
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Quale ruolo dovrebbe avere Telecom Italia?
Innanzitutto deve separare la rete dai servizi commerciali, e la separazione è tale solo se la nuova società avrà un board indipendente. Perché questo avvenga deve poi esserci una contabilità regolatoria, che attribuisca un costo ai vari prodotti tale che investire nell'impresa sia conveniente. Si dovrebbe dare la garanzia a chi spende i soldi che per i prossimi dieci anni potrà affittare la rete a un prezzo stabilito e tale da rassicurare chi mette mano al portafogli.
Cosa può fare lo Stato e cosa i privati?
Lo Stato dovrebbe innanzitutto centralizzare la gestione della cosa, sottraendola al potere decisionale delle autonomie locali. Poi la politica deve creare le condizioni perché un consorzio di privati - gli operatori telefonici, con in testa l'ex monopolista, venture capital e qualsiasi azienda creda nel progetto - possa investire soldi senza troppi rischi di non rientrare.
Visti i vantaggi per il Paese perché non si fa un'infrastruttura simile?
C'è poca sensibilità politica, e poi gli operatori telefonici che hanno speso molto per affittare da Telecom l'ultimo miglio in rame verrebbero scavalcati da una Ngn in fibra e vedrebbero svanire i loro investimenti.
Cioè ad avversare la Ngn in fibra sarebbero Fastweb, Vodafone, Bt, Wind e gli altri?
Sono loro che hanno da perderci più di tutti. E le azioni di lobby esercitate sono sufficienti a impedire che un progetto di ampio respiro e allo stesso tempo di vitale importanza venga realizzato. D'altronde viviamo in un Paese in cui le imprese che sbagliano a investire non pagano mai i propri errori.

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