10 novembre, 2007

NOTIZIA SULL'INCHIESTA INTERCETTAZIONI


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Nell'inchiesta sulle intercettazioni un'incursione contro i nuovi padroni

Gli spioni informatici di Pirelli-Telecom sono riusciti a violare anche i computer di Telefonica, il colosso spagnolo delle telecomunicazioni, e delle principali società di telefonia e Internet, come Telmex e la brasiliana Embratel, controllate dal magnate messicano Carlos Slim, considerato l'uomo più ricco del mondo. È una scoperta giudiziaria di forte impatto economico.

Proprio Telefonica, infatti, è il primo socio della cordata di azionisti, riuniti nella Telco con Mediobanca, Intesa, Generali e Benetton, che ha appena perfezionato l'acquisto del pacchetto di controllo di Telecom Italia. Marco Tronchetti Provera ha chiuso l'affare con Telefonica, primo azionista di Telco con il 42,3 per cento, dopo una delicatissima trattativa che aveva portato il manager della Pirelli a un passo dall'accordo con il concorrente messicano.

Questa e altre sorprese sono documentate negli atti che accompagnano l'ordinanza d'arresto eseguita lunedì 5 novembre contro tre presunti responsabili degli attacchi informatici che, tra il 2004 e il 2005, consentirono alla divisione sicurezza del gruppo italiano di stravincere la 'guerra di spie' contro la Kroll, la più grande agenzia investigativa del mondo, che lavorava per i soci-rivali di Telecom in Brasile. Ai magistrati interessano i segreti tuttora custoditi dai tre arrestati: Roberto Rangoni Preatoni, figlio del finanziere creatore di Sharm el-Sheik; Alfredo Melloni, cervello tecnico del Tiger team, cioè della squadra di hacker di Telecom; Angelo Jannone, ex tenente colonnello dei carabinieri, diventato capo della security del gruppo italiano in Brasile, l'unico che ha ottenuto i domiciliari.

Le accuse ormai formalizzate riguardano questa prolungata operazione di spionaggio industriale: oltre un anno di intrusioni nei computer e di controllo abusivo delle email di Carla Cico, l'amministratrice italiana di Telecom Brasil, del banchiere Daniel Dantas, gestore del fondo Opportunity, e di una ventina di loro alleati o consulenti, fino a quattro investigatori della Kroll, tra cui l'allora responsabile per l'Italia Charles Carr. Le intercettazioni telematiche illegali, secondo l'accusa iniziate tra il 2003 e il 2004, sono continuate fino alla primavera del 2005, quando la prima perquisizione mise in allarme il numero uno della security del gruppo italiano, l'ex carabiniere Giuliano Tavaroli.



La missione di spionaggio in Brasile è stata documentata solo quando ne sono stati recuperati i risultati, con qualche difficoltà, negli archivi informatici sequestrati agli accusati. I dossier più delicati erano custoditi in una chiavetta (una pen-drive di marca Apacer) sequestrata a Roma, nell'ufficio di Tavaroli, il giorno del suo arresto, il 20 settembre 2006, ma che l'ex responsabile della sicurezza nega di aver mai posseduto.

Tavaroli ha però confermato di aver ordinato l'attacco, così come Fabio Ghioni, il capo del Tiger Team, che era stato arrestato per il raid informatico del 2004 contro una decina di manager della Rcs-Corriere della Sera.

I pm Fabio Napoleone, Stefano Civardi e Nicola Piacente considerano questi attacchi ormai pienamente comprovati, tanto da aver convocato le stesse vittime per riconoscere i loro file ed email.

Ma negli archivi illegali di Pirelli-Telecom c'è molto di più. E l'inchiesta va avanti. Nelle relazioni che analizzano la 'magnitudine' delle intercettazioni telematiche, gli inquirenti scrivono di avere già 'accertato' altri casi di spionaggio. E tra gli 'obiettivi' ancora inediti, i pm inseriscono, appunto, tutti i principali concorrenti di Telecom tra Europa e Sudamerica. Si va dal colosso britannico Vodafone alla Telmex di Carlos Slim, con Embratel (servizi Internet) e Telemar (telefonia fissa), fino a Telefonica e a Vivo, la compagnia di cellulari controllata dal gruppo spagnolo proprio in Brasile.

Il saccheggio dei dati riservati dei colossi stranieri, ora confermato dal ritrovamento dei primi file negli archivi degli spioni, risale allo stesso periodo dello scontro con la Kroll. Alla chiusura dell'affare con Tronchetti, dunque, mancavano più di due anni. Già nel 2005, però, gli spagnoli di Telefonica avevano avviato i primi contatti per possibili acquisizioni o alleanze con il concorrente italiano.

L'interesse di Slim è invece una sorpresa del 2007. I nuovi tronconi d'inchiesta sono ancora agli inizi. Solo quando avranno terminato l'analisi della chiavetta e degli altri serbatoi di email e file rubati, i magistrati convocheranno le vittime e chiederanno a manager e società di costituirsi come parti danneggiate. I precedenti non sono incoraggianti. Nei casi finora chiusi (Rcs e Kroll-Brasile), lo spionaggio informatico è risultato 'massiccio' sia per la durata che per l'estensione a tutti i soggetti ritenuti 'ostili' a Telecom. Compresa la Deminor, la società che assisteva i soci di minoranza, e perfino l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. Ora resta da capire fino a che punto gli spioni fossero riusciti a carpire i segreti aziendali dei nuovi padroni spagnoli.
(08 novembre 2007)

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