ABBIAMO DECISO DI APRIRE QUESTO SPAZIO PER POTER DISCUTERE DEI PROBLEMI E DELL'ORGANIZZAZIONE DEI TECNICI TELECOM CHE OPERANO IN OPEN ACCESS, QUESTO VUOLE ESSERE UN LUOGO DI DISCUSSIONE E CONDIVISIONE DELLA NOSTRA ATTIVITA'.
"Avere un problema e cercare di risolverlo da soli è avarizia, accorgersi che il mio problema è anche di altri e cercare di risolverlo insieme, questo è politica" DON MILANI
22 aprile, 2009
06 aprile, 2009
05 aprile, 2009
ANCORA CAMILLERI
Camilleri, e diciamoglielo a Brunetta: tiè! Ci sente Brunetta? La linea è disturbata? Come? Ah, non le piace il presepe... Eccoli i fannulloni e le impiegate che fanno shopping… L’Italia che rema contro. L’Italia cattocomunista, i “signorno” agli ordini di Guglielmo Epifani. Brunetta, si tenga su. Son tanti, eh?… Povero Berlusconi. Poveri Sacconi, Quagliariello, Bricolo, Maroni, Cota, La Russa, Bocchino, Lupi, Gasparri, Bonaiuti, Dell’Utri, Bondi. E povero Capezzone. L’Italia si è rispecchiata in tv. E ha capito quanto è forte.
Sentendo le reazioni alla manifestazione Cgil di alcuni personaggi da Lei citati, caro Lodato, cascano le braccia. Dimostrano nel migliore dei casi, una totale, sferica, incapacità di capire la situazione italiana. Nel peggiore, un atteggiamento volgare e sprezzante vero milioni di lavoratori e pensionati. Le dico con tutta sincerità che ho provato sgomento di fronte alla dichiarazione di Gasparri che ha definito una «carnevalata» la manifestazione e di Brunetta che l’ha definita una «piacevole scampagnata». Quest’ultimo, in particolare, non deve avere solo la linea telefonica disturbata ma anche qualche altra cosa di più personale. Poi ci sono quelli che hanno voluto vedere nella partecipazione di Dario Franceschini, e di molti esponenti Pd, una deriva a sinistra e di ciò si sono scandalizzati. Proprio loro che stanno mandando il Paese, non in deriva, verso lo sfascio, ma governandovi dritto il timone. Sa che penso? Che la riuscita di una manifestazione sia da misurarsi più che sul numero dei presenti dalla rabbiosità degli insulti degli avversari. Stavolta hanno avuto la bava alla bocca e questo è buon segno. Una domanda: quanti saranno stati gli iscritti Cisl e Uil che hanno rimpianto di non essere stati accanto ai loro compagni al Circo Massimo.
03 aprile, 2009
CAMILLERI SULLA MANIFESTAZIONE CGIL
Camilleri, domani, in centinaia di migliaia andranno al Circo Massimo, su invito di Guglielmo Epifani e della Cgil. Saranno un milione o di più? Lo capiranno solo i fortunati presenti. I Tg faranno riprese raso terra, non superando il ginocchio dei manifestanti. Vedute aeree e dirette tv, per questo governo, sono un lusso. La Questura, con il bilancino d’ordinanza, ridurrà le cifre di tre quarti. Seguiranno Sacconi, Brunetta, Quagliarello: ecco i «fannulloni». Consiglio agli italiani? Andate al Circo Massimo a 4 a 4, se volete che almeno uno di voi sia registrato dal pallottoliere di Palazzo Chigi.
Non ho alcun dubbio che questa volta questure e Tg opereranno non la solita diminuzione del numero dei partecipanti, ma passeranno direttamente alla decimazione. Bisognerà dimostrare, a tutti i costi, che solo pochi pazzi possono dichiararsi scontenti di tutto quello che il governo Berlusconi sta facendo contro la crisi. Tremonti, infastidito, replica dicendo: «Abbiamo già dato». Ma chi ricorda più le elemosine prenatalizie e di pochi spiccioli? E mentre i soldi per le banche si trovano, non si trovano per i disoccupati che crescono esponenzialmente, per gli ammortizzatori sociali, per intervenire sulle famiglie in povertà. Il nostro paese rischia una catastrofe, e lorsignori fan finta di niente e insultano chi non accetta il loro demenziale ottimismo. Per il comico Brunetta i manifestanti, naturalmente, non saranno che mascalzoni venuti a Roma per una gitarella. E Sacconi è troppo occupato a pensare a come farli morire cattolicamente, piuttosto che a come farli sopravvivere. Ci sono i benpensanti che dicono che una manifestazione così ora non è opportuna. E se non ora, quando? Mi associo con tutto il cuore al suo invito, caro Lodato: domani tutti al circo Massimo.
27 marzo, 2009
17 marzo, 2009
SCIOPERO TELECOM RIUSCITO: ORA AZIENDA TORNI INDIETRO
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ringraziano tutte le lavoratrici e lavoratori di Telecom Italia, di Sparkle, delle aziende esternalizzate ex Telecom per la loro partecipazione alla giornata di sciopero e alle iniziative locali del 13 marzo.
Lo sciopero è pienamente riuscito con un’adesione nazionale media intorno al 60% e con punte del 70% e 80% in numerose aree e settori.
Il successo dello sciopero deve ora spingere l’azienda a cambiare radicalmente impostazione. Non si possono infatti scaricare sui lavoratori le incertezze e le difficoltà di un piano industriale conservativo.
Del resto l’azienda ha tutti i numeri per potersi sviluppare senza danneggiare i propri dipendenti: dall’aumento recente del canone al prestito della BEI, fino all’ultima trimestrale e all’emissione con successo di nuove obbligazioni per più di 1,5 miliardi di euro (che mettono in sicurezza finanziaria l’azienda fino al 2012), tutto nelle ultime settimane indica che Telecom può tornare ad essere un grande player di TLC.
Purché investa sulla sua funzione industriale, non svenda ma anzi si rafforzi sul piano internazionale, faccia del presidio sul territorio un proprio punto di forza e ripristini i livelli di investimento sulla rete e su nuovi servizi, garantendo prezzi e volumi per i dipendenti delle aziende esternalizzate ex Telecom.
Insomma che muti radicalmente strategia, rinunciando alle mobilità territoriali come nello spirito dell’accordo del 19 Settembre, scommetta sulla formazione e lo sviluppo delle professionalità, investa su tutti i servizi a contatto con il cliente, inverta la tendenza ad esternalizzare attività tanto sulla rete che sul customer.
Ora l’azienda e il suo management devono dimostrare il “loro” senso di responsabilità. I lavoratori lo hanno già fatto.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL
12 marzo, 2009
Telecom, nel rapporto di Caio anche la separazione della rete
DA IL SOLE 24 ORE ONLINE
Alla fine il tanto atteso rapporto sullo sviluppo della banda larga in Italia, a firma del super consulente del governo Francesco Caio, è arrivato. E, secondo quanto riferisce Radiocor, ricomprende tra le tre ipotesi anche quella della separazione della rete di telecom Italia.
La polemica.
Com è noto, proprio sulla possibilità dello scorporo del network di trasmissione sì è innescata qualche tempo fa una polemica tra Franco Bernabè e Forza Italia. L'ammistratore delegato del gruppo telefonico si è detto contrario alla possibilità di percorrere la strada della divisione dell'attività di servizi da quella di trasmissione: Telecom Italia non diventerà una meda company. Lo spin off, invece, è stato apertamente caldeggiato da Pierluigi Borghini, coordinatore del Dipartimento Attività produttive di Forza Italia, che durante un convegno nel febbraio scorso aveva presentato un piano ben definito: una società separata, «Telecom Larga Banda» (dove l'ex monopolista avrebbe la maggioranza mentre il 40% sarebbe ceduto a nuovi azionisti a partire da Cassa depositi e prestiti e il fondo F2i) che gestisce la rete.
Il rapporto.
Adesso, però arriva il rapporto di Caio. Tre sono le opzioni. Con la prima si punta alla conquista della «leadership europea». Per questo viene proposta la creazione di una azienda di rete che permetterebbe la copertura di cento città arrivando nel 50% delle case grazie ad un piano nazionale. Caratteristiche della rete: Ftth (fibre-to-the-home) point to point, integrata di fibre e rame. La prima opzione, che dunque include la possibilità di scorporare la rete fissa da Telecom, è motivata con la considerazione che, se non viene attivata una soluzione del genere, «il rischio è di accorgersi troppo tardi che l'infrastruttura non è sufficiente a fronteggiare la domanda». La seconda opzione è «per stare al passo con l'Europa» come sistema Paese. Il focus è su una rete in fibra di nuova generazione che permetta la copertura del 25% delle case. La terza soluzione offerta da Caio, infine, è la flessibilità sul territorio con un investimento pubblico limitato e la copertura di 10-15 città. Lo strumento, nel terzo caso, sarebbe la nascita di reti locali in fibre tramite partnership con privati. Il rapporto è fondato su una corposa analisi di politica industriale e si pone il tema strategico di dove il Paese vuol essere tra 5-6 anni in termini di copertura e penetrazione della fibra per le comunicazioni. Le opzioni sono poste sul medesimo piano, la scelta toccherà al Governo.
12 MARZO 2009
03 marzo, 2009
A PENSARE MALE SI FA PECCATO MA ............
che fine ha fatto l'accordo con SKY?
Offerta più ricca sulla web-tv
Telecom Italia e Mediaset hanno concluso un accordo sulla web-tv. Alice Home Tv darà infatti la possibilità di accedere ai contenuti dell'offerta Mediaset Premium. La programmazione proposta attraverso la piattaforma Iptv di Telecom si arricchisce dunque di film, seral, cartoni animati, anteprime, e tanto calcio.
"Questa iniziativa conferma l'impegno di Telecom Italia" si legge in una nota della società telefonica "nel voler ampliare ulteriormente la propria offerta, rendendo disponibili titoli e nuovi canali rivolti alle famiglie e ad un pubblico differenziato per età e per gradimento di generi televisivi e cinematografici". Gli abbonati di Alice home Tv potranno scegliere tra i canali del pacchetto Premium Bouquet e Premium Calcio. Nel primo sono compresi i canali Joi, dedicato ai grandi film classici e ai successi tv da non perdere, Mya, la tv dedicata alle donne, Steel, con i suoi programmi tra avventura e mistero, Cartoon Network e Hiro per i più piccoli e gli adolescenti, e per gli appassionati dei reality la diretta dell'attuale edizione del Grande Fratello 24 ore su 24. Premium Calcio e offre il meglio delle partite di serie A, tra cui quelle di Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli e Lazio.
Vocazione "multipiattaforma"
Con questa iniziativa, che scatta a partire dal 4 marzo, Mediaset Premium conferma "la propria vocazione da editore multipiattaforma", come si legge su una nota diffusa da Mediaset che sottolinea come "dopo l'offerta in digitale terrestre e in Dvbh, la tv sui telefonini, Mediaset Premium è ora visibile anche attraverso l'Iptv, la tecnologia che grazie al doppino telefonico e attraverso le prestazioni offerte dall'Adsl, consente di trasportare il segnale televisivo in casa dei clienti. A tal proposito, Mediaset Premium ha scelto di partire con il principale operatore di telecomunicazioni in Italia".
Dalla stagione 2009-2010 l'offerta si allargherà a Premium Calcio 24, canale 24 ore su 24 di news e approfondimenti, e a tutte le partite della Uefa Champions League. Inoltre, incluso nell'offerta Alice home Tv, il nuovo catalogo "ultimi 7 giorni Mediaset" che permette a tutti i clienti Alice home TV di rivedere in modalità on-demand una selezione dei migliori programmi di Canale 5, Italia 1 e Retequattro.
Promozioni di primavera
Per chi sottoscriverà entro il 5 aprile 2009 l'offerta Mediaset Premium direttamente su Alice home tv sarà possibile usufruire per i primi sei mesi della promozione che consente di acquistare il pacchetto Premium Bouquet a 6 euro al mese anzichè 12 e il pacchetto Premium Calcio a 7 euro anzichè 14. Chi sceglie di abbonarsi a entrambi i pacchetti pagherà 11 euro al mese, con lo sconto del 50%. Inoltre, il costo di attivazione è gratuito fino alla scadenza della promozione. Poi ci vorranno 9 euro.
Alice home Tv, la Tv via cavo di Telecom Italia, consente di accedere grazie al suo decoder anche ai canali nazionali e locali in chiaro del Digitale Terrestre, compresi i programmi che saranno trasmessi in alta definizione. "Con il prossimo switch-off del Piemonte, del Lazio, della Campania e delle altre principali regioni italiane" sottoinea Telecom "il decoder di Alice home Tv si caratterizza quindi come la soluzione pià completa per il passaggio alla televisione digitale", sottolinea al riguardo la società tlc.
LINK ARTICOLO LA VOCE DEL PADRONE
27 febbraio, 2009
23 febbraio, 2009
Il reddito delle famiglie fa un balzo all'indietro di 10 anni
«Non torniamo al Medioevo, al massimo torniamo al 2005 -2006», ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a proposito della marcia indietro del Pil prevista per quest'anno. Il che è tecnicamente vero, anche se forse, con la continua revisione al ribasso delle stime (c'è chi vede il -3%, ma si tratta di congetture), stiamo più verso il 2004-2005 che il 2005-2006.
Tuttavia, quello che conta per la "sensazione" di ricchezza o di povertà delle famiglie italiane è il Pil pro-capite, e qui il confronto si fa più pesante. Il livello del 2009 torna a quello di dieci anni fa. L'italiano medio, insomma, fa un indesiderato "bagno di gioventù": si ritrova con i livelli di reddito del 1999, i quali, anche se superiori (grazie al cielo!) a quelli del Medioevo, non sono quelli che si aspettava quando, due lustri or sono, guardava al futuro.
Aspettative deluse
In effetti, quel che ha caratterizzato l'economia del dopoguerra - un "pianeta diverso" rispetto al passato - è quella che è stata chiamata la "rivoluzione delle aspettative crescenti". Ci siamo talmente abituati a questa rivoluzione che non la consideriamo nemmeno più tale.
Ma non era così nel passato. Traguardando l'andamento dell'economia e del benessere dei popoli nella tela dei secoli, vediamo una linea essenzialmente piatta per millenni, che comincia a innalzarsi con la rivoluzione industriale del tardo Settecento, va avanti a scatti, strappi e ritirate fino alla Seconda guerra mondiale, e finalmente s'invola, dritta e sicura, a partire dalla seconda metà del Novecento, un periodo felicemente unico nella storia dell'umanità. Ed è in quest'ultimo periodo che è iniziata quella rivoluzione, per cui consideriamo normale e quasi dovuto il fatto che ogni anno dobbiamo star meglio dell'anno prima, e se non stiamo meglio stiamo male, protestiamo, cambiamo Governo ed esigiamo che la crescita riprenda.
21 febbraio, 2009
17 febbraio, 2009
14 febbraio, 2009
MOBILITAZIONE
Abbiamo ricevuto una mail che ci segnalava la nascita di un blog di discussione relativo alla riorganizzazione TELECOM ITALIA sul piano industriale, accogliamo volentieri e con attenzione questa iniziativa spontanea, segno di una vitalita' inaspettata e francamente insperata. L'augurio che facciamo è quello di mantenere la massima autonomia sulle questioni di merito, senza cedere ad inutili tentazioni di richieste di aiuto alla politica e valutando in perfetta autonomia gli atti del sindacato tutto, La situazione attuale si presta benissimo a facili sostegni "interessati" da parte del politico di turno o del sindacato in cerca di deleghe, l'unica strada attualmente praticabile è quella del MERITO, senza se e senza ma. Solo così potremo valutare ed ottenere dei risultati apprezzabili in questa difficile vertenza.
12 febbraio, 2009
09 febbraio, 2009
06 febbraio, 2009
TELECOM: GENOVESI (SLC/CGIL), SCIOPERO CONTRO ULTERIORI TAGLI
Al termine dell’incontro con Telecom, Alessandro Genovesi, segretario nazionale SLC/CGIL, dichiara in una nota “che l’azienda fa carta straccia dell’accordo del 19 settembre dopo pochi mesi”.
“Non è possibile alcuna altra deduzione dalle scelte che l’azienda ci ha comunicato: sono infatti confermati 4000 esuberi , cui si aggiungono ulteriori 450 esuberi sul 1254 entro marzo; 3000 mobilità professionali nel settore network; 22 sedi chiuse con relativa mobilità territoriale di centinaia di lavoratori; 900 mobilità professionali dello staff verso settori operativi con forti rischi di demansionamento e infine la conferma della vendita di Sparkle e di ulteriori tagli di commesse verso le aziende esternalizzate ex Telecom.”
“Non si ravvisa una idea industriale in questi tagli – prosegue Genovesi – e si vendono i gioielli di famiglia scaricando ancora una volta il peso della gestione sul costo del lavoro. Si mette sottosopra l’azienda per più di un anno, peggiorando di fatto la vita di tutti i lavoratori dell’azienda.”
“Tutto ciò è indice dell’inaffidabilità di chi gestisce la più grande azienda privata del paese – conclude il sindacalista. Pertanto i sindacati SLC/CGIL, UILCOM/UIL e FISTEL/CISL dichiarano lo sciopero nazionale di 8 ore per l’intero turno ed inviteranno ad aderirvi, nei prossimi giorni, anche i lavoratori di Sparkle e delle esternalizzate. Il coordinamento delle Rsu ha dato mandato alle segreterie nazionali, qualora l’azienda non tornasse indietro, di indire un secondo sciopero con manifestazione nazionale dei lavoratori.”
Roma, 5 febbraio 2009
05 febbraio, 2009
Telecom, otto ore di sciopero per dire no a quattromila esuberi
Otto ore di sciopero, come risposta alla riconferma da parte di Telecom Italia del piano di quattromila tagli da attuare in parte entro il 2010 e in parte entro il 2011. Lo riferisce l'agenzia Radiocor, sulla base di fonti sindacali.
L'azienda mette sul piatto esodi incentivati per duemila esuberi entro il 2010 e altre forme di mobilità per ulteriori duemila esuberi entro il 2011, già annunciati dall'amministratore delegato Franco Bernabè, in occasione della presentazione del piano industriale. Inoltre, Telecom Italia vorrebbe ricollocare 700 dipendenti dell'area staff (acquisti, finanza e controllo, risorse umane e security) nell'ambito di un processo di riorganizzazione. L'azienda, sempre secondo Radiocor, avrebbe poi in programma il trasferimento di 700 dipendenti del «customer care», visto che il piano di riorganizzazione prevede la chiusura di 22 sedi territoriali con conseguenti accorpamenti. Per quanto riguarda i lavoratori del servizio di ricerca sugli abbonati di Telecom Italia «1254», che perde 30 milioni all'anno secondo quanto riferito dai sindacati, l'azienda vorrebbe attuare una cassa integrazione ordinaria per turni. Sindacati critici sull'operazione anche perchè gli esodi incentivati - sostengono - andrebbero a sommarsi alla mobilità volontaria per cinquemila dipendenti, su cui era già stato raggiunto un accordo, rendendone difficile l'attuazione.
domani nel pomeriggio i comunicati dell'incontro odierno




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