04 aprile, 2007



IL PRODE PADRONE HA FATTO FUORI IL SUO SERVITORE PIU' FEDELE, EVIDENTEMENTE I SERVIGI ASSOLTI IN FEDERCALCIO NON ERANO BASTATI AL CAPO DELLA "RAZZA PADRONA" A GARANTIRE UN MINIMO DI AUTONOMIA AL PROFESSORE. DI QUESTO DEFENESTRAMENTO SARANNO CONTENTI I TIFOSI DI JUVENTUS E FIORENTINA

DICHIARAZIONE DI GENTILONI ESTRAPOLATA

Link DA ASSODIGITALE

“Non vorrei che in Italia si tornasse a parlare di scorporo come strumento per risolvere il problema del controllo societario. Invece che, come dovrebbe essere, per assicurare equivalenza di accesso alla rete. La separazione cui lavora l’Autorità insieme ai vertici di Telecom Italia è un provvedimento di tipo regolamentare, che tra l’altro ha tempi molto più lunghi. Le questioni vanno tenute su piani separati”.

03 aprile, 2007

TELECOM: FASSINO, INTERESSE NAZIONALE RETE RESTI PUBBLICA


(AGI) - Roma, 3 apr. - "E' interesse strategico del Paese che la rete Telecom resti italiana". Lo dice il segretario dei Ds, Piero Fassino, sottolineando che "il governo ha il diritto e il dovere di preservare questa rete". Intervenendo ad una trasmissione di Sky Tg24, il segretario della Quercia sottolinea che nella vicenda Telecom "non e' in discussione il diritto dell'azionista di vendere azioni ad un prezzo congruo, ne' il fatto che intervengano nel mercato italiano delle telecomunicazioni degli operatori stranieri, visto che questi ci sono gia'. La questione - aggiunge - e' che Telecom dispone anche della rete su cui corrono tutte le telefonate, mentre in altri Paesi questa distinzione tra chi gestisce la rete e chi fa l'operatore esiste, da noi no". Dunque, e' la conclusione di Fassino, "e' interesse nazionale che la rete resti pubblica".

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03/04/2007 - 20:36

STRANO, Un SUO OSPITE FABIANO FABIANI giusto questa estate, mi disse che il problema di Telecom era esclusivamente dell'azienda..........da apprezzare la coerenza di questi giorni..................

COMMENTO PERSONALE

Questo commento è da intendersi come uno sfogo di un LAVORATORE di una GRANDE AZIENDA, di un azienda che garantiva un servizio essenziale quale la Telefonia in modo serio, puntuale, professionale. Un AZIENDA con la quale spesso eravamo anche in conflitto, e comunque questo veniva risolto in modo serio e responsabile dalle parti. Un AZIENDA dove i ruoli erano definiti e certi.

Gradualmente tutto questo si è dissolto, ci siamo trovati a vivere e lavorare quotidianamente in un "azienda" dove l'approssimazione da EVENTO è divenuta REGOLA,abbiamo visto migliaia di colleghi abbandonare l'attivita' e gravare sulle spalle della colettivita', a causa di una mobilita' che avrebbe dovuto aiutare l'azienda ad uscire da una crisi finanziaria (causata dal sistema finanziario), abbiamo visto che il recupero di produttivita' ed i risparmi anziche' andare a finanziare l'azienda,venivano utilizzati per pagare le cedole e gli innumerevoli bond fatti per aquistarci.

Abbiamo sentito i politici dire che la privatizzazione era per il bene del sistema paese, ed oggi sentiamo gli stessi dirci che bisogna garantire l'italianita' dell' AZIENDA per garantire lo sviluppo al sistema paese. Ma dove AZZ eravate quando accadeva tutto cio' su VENERE?
Abbiamo sentito altri campioni del "libero mercato" dire che è un bene, che il mercato deve fare da solo, ma tutti i soldi che avete fatto gravare sulla collettivita' anche voi, per finanziare i soliti noti, erano nel pacchetto? E non ci venite a parlare di libero mercato per favore, il VS è libero mercato salvo che per un solo settore, dove siete talmente monopolisti che i BOLSCEVICI russi a VS confronto erano degli SMITHiani(Mercantilisti).

A questo punto non sappiamo come evolveranno le cose , ma di certo c'è solo che se arriveranno le compagnie (dello schermo, DANTE N.D.R.)estere, molti manager di questa azienda che negli anni si sono distinti nella loro principale occupazione di YES MAN, dovranno certamente trovarsi un altra occupazione. A noi tocchera' la consueta perenne conflittualita' e le solite perigrazioni al MIN. DEL WELFARE con buona pace di tutti.

E il sistema Paese? Pazienza sara' per un altra volta

02 aprile, 2007

FACCIAMO IL PUNTO DEI COMMENTI DELLA “POLITICA”

Link ARTICOLO

Silvio Sircana :"Non ci sarà alcuna presa di posizione ufficiale sulla vicenda da parte del presidente del Consiglio"

Fausto Bertinotti : "sulle grandi scelte che riguardano il Paese, governo e Parlamento dovrebbero essere messi nella condizione di poter esprimere una linea di indirizzo se ciò non avviene,si è di fronte ad una lesione della sovranità nazionale”

Pierluigi Bersani: "l'esecutivo avrà la massima attenzione sulle proposte che prefigurino un piano industriale credibile e gli assetti industriali futuri di queste nostre grandi aziende''

Olivero Di liberto: "Il governo deve intervenire per scoraggiare la vendita di Telecom a gruppi stranieri"

Antonio Di Pietro: "Le decisioni del Cda sarebbero sacre se esso rappresentasse la maggioranza degli azionisti. Olimpia, che detiene il 17-18% di Telecom, elegge membri nel Cda per oltre due terzi. Dire che la voce del Cda è sacra dice tutto e dice niente".

Luigi Nicolais:"E' una cosa su cui meditare con calma una grande impresa di telecomunicazioni dovrebbe avere un controllo nazionale"

Vincenzo Visco: "la golden share, in questo caso, "non è applicabile"

Piero Fassino: "E' una situazione molto delicata, che va guardata con preoccupazione, ma il governo ha tutti gli strumenti e l'attenzione necessaria"

Gennaro Migliore: "Non solo penso che si debba fare molta attenzione, ma penso che si debba impedire"

Paolo Cento: "Sono convinto della necessità che il governo svolga una funzione di costante e permanente monitoraggio di quanto sta accadendo, pur nell'approccio del libero mercato"

Daniele Capezzone: "Sono anch'io preoccupato, ma non per le trattative avviate da Olimpia, bensì per la deriva dirigista e interventista della politica e del governo: giù le mani dal mercato, e lasciamo che le sue forze possano agire e interagire senza interferenze politiche"

Maurizio Gasparri: "E' patetico lo sconcerto di alcuni esponenti del governo di fronte alle vicende della Telecom. Oggi che c'è un'offerta straniera, e c'è solo un modo per far sì che la proprietà di Telecom resti italiana: che qualcuno in Italia faccia un'offerta migliore"

Gianfranco Fini: "Non mi spaventa l'ipotesi che Telecom venga acquistata da capitali stranieri. E' il mercato. La cosa che colpisce è che il governo è del tutto incapace di prendere atto di una situazione che per certi aspetti lo stesso governo ha contribuito a determinare"

Silvio Berlusconi: "E' il mercato"



Link BELL'ARTICOLO SU ZEUS NEWS

Telecom/ Miceli (Cgil): "Tronchetti deve essere più responsabile"

Sindacati allarmati dopo il mandato del Cda della Pirelli a Marco Tronchetti Provera per trattare con At&t e Amèrica Movil perla cessione del 66% di Olimpia. Per Emilio Miceli, segretario nazionale della Slc-Cgil, intervistato da Affari, "Tronchetti deve sapere che ha in mano un'azienda che non è come tutte le altre. Deve anche lui far valere la logica della responsabilità nazionale nel destino di Telecom. Non si tratta di affari e solo affari, ma di meccanismi delicati e complicati della vita di un Paese. Quindi, deve essere più responsabile". E Prodi? "Deve intervenire".

Link AFFARI ITALIANI

L'intervista

Come giudica le offerte di At&t e Amèrica Movil per Telecom Italia?
"Siamo assolutamente contrari che il gruppo sia acquisito da due grandi partner stranieri".

Perché?
"Telecom è un'azienda che deve partecipare al processo di innovazione del Paese".

E cioè?
"Deve portare la rete telefonica dove ancora non c'è e costruirne una di nuova generazione. Per far questo deve fare nuovi investimenti. Ha una funzione pubblica, è al servizio del Paese, gli investimenti di Telecom sono un presupposto iniziale per la modernizzazione di tutta l'Italia".

Con At&t, in Telecom entrerebbe la compagnia più grande del mondo. Non crede che sia proprio quello a cui miravano le banche che dovevano, appunto, traghettare Telecom verso il suo rilancio industriale?
"Il gruppo americano e quello messicano sono grandi aziende che vogliono acquisire operatori all'estero. Un'azienda come TI è fondamentale per il nostro Paese e per il controllo della rete. Ha fatto bene il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni a dirsi preoccupato di un eventuale ingresso degli americani. C'è un grande rischio".

E qual è?
"Che la nuova Telecom s'impegni solo nel suo business più remunerativo e trascuri il processo di innovazione della rete. Del resto in Europa non c'è un solo operatore di tlc che sia in mano straniera. Le tlc sono visssute come un asset strategico nazionale e, come tali, bisogna trattarle in maniera equilibrata".

Inoltre si dice che gli americani, non occupandosene, non siano interessati al business delle televisioni. Quindi, si prefigura anche una cessione di asset che potrebbero mettere a rischio alcuni posti di lavoro...
"Sono aspetti che vanno ad aggiungersi all'intera questione dell'ingresso straniero in Telecom, che potrebbe essere ulteriormente impoverita. Gli americani sarebbero interessati concretamente allo sviluppo delle sinergie in Sud America, al grande potere del gruppo sull'80% del mercato del fisso in Italia e alla possibilità di introdurre nel nostro Paese i propri prodotti e il frutto della loro ricerca".

Quale appello fa al Governo?
"L'esecutivo deve assumere una posizione unitaria al suo interno. Non mi è sfuggito che qualche giorno fa Prodi ha affermato di non avere alcuna preclusione nei confronti dei player stranieri. Deve essere più sensibile".

Verso cosa?
"Non si può guardare solo alle vicende del mercato. I settori strategici vanno regolamentati, ci si deve fermare e discutere. E' riduttivo parlare sempre di libertà dei mercati".

Quindi, deve intervenire...
"Esatto".

E a Tronchetti, cosa vorrebbe dire?
"Tronchetti deve sapere che ha in mano un'azinda che non è come tutte le altre. Deve anche lui far valere una logica della responsabilità nazionale nel destino di Telecom. Non si tratta di affari e solo affari, ma di meccanismi delicati e complicati della vita di un Paese. Quindi, deve essere più responsabile".



COMUNICATO STAMPA


Nella serata di Domenica 1 aprile è stato deciso dal CdA di Pirelli di dare mandato al suo Presidente a trattare in esclusiva la cessione ad AT&T e American Movilas.
Si tratta della conferma di vendere già presa nelle scorse settimane da Pirelli. Con questo annuncio si apre tuttavia un problema nuovo rispetto al quale è necessario prendere una posizione chiara poichè la soluzione potrebbe essere conveniente per Tronchetti Provera ma in contrasto con gli interessi di sviluppo dell’azienda e del paese.
Le imprese americane comprerebbero con poca spesa Telecom Italia grazie alla struttura della catena di controllo più volte denunciata dal sindacato come il vero punto debole che ha impedito alla azienda di crescere e che ora la penalizza definitivamente.
Telecom,occorre dirlo,rischia una ulteriore fase di stallo e di incertezza con pericoli di spacchettamento,del resto già anticipati in relazione a Telecom Italia Media.
Continuiamo ritenere una debolezza l’attenzione che tutti i soggetti interessati,a partire dalle banche, continuano a rivolgere esclusivamente all’acquisizione di Olimpia e non al resto della platea azionaria.
Non va neanche sottovalutata la dimensione internazionale di questa trattativa rispetto alla quale c’è il rischio di uno svuotamento del patrimonio tecnico e professionale dell’azienda insieme all’incertezza che ancora permane sugli assetti regolatori della Rete.
Appare positivo ma in ritardo il giudizio critico che singoli ministri hanno espresso rispetto alle decisioni di Pirelli di trattare con AT&T e American Movilas. Sono mesi che il Governo ha deciso di non intervenire direttamente e quando lo ha fatto,come da ultimo ancora il Presidente del Consiglio, è sembrato dare un avallo preventivo alle decisioni poi assunte dall’azionista di riferimento.
Sono inevase le richieste di incontro che a più riprese il sindacato ha fatto nei confronti dell’esecutivo. Non resta quindi che la strada di una forte unità tra i lavoratori ed una iniziativa conseguente ad ottenere l’avvio di un confronto ormai ineludibile.
Punti di riferimento per il sindacato continuano a essere le scelte industriali,le ricadute occupazionali, le relazioni sindacali a cui dovranno rispondere proprietà e management.



Segreteria Nazionale CGIL Nazionale
Segreteria Nazionale SLC-CGIL Nazionale

DAL BLOG DI QUINTARELLI

Se c'e' un premio rispetto a quotazioni di mercato, é perché si acquista il controllo

Se si acquista il controllo, deve scattare l'opa totalitaria.

O meglio, diciamo che secondo le regole, la Consob dovrebbe fare scattare l'opa totalitaria. Oppure potrebbe decidere di applicare lascamente le regole; storia già vista.

A naso, dubito che "qualcuno" possa "suggerire" a Consob di chiudere due occhi. A meno che non venga scorporata la rete fissa e quotata a parte, magari sotto il controllo di una fondazione.

In queste condizioni, il mercato potrebbe essere tutelato, gli investimenti potrebbero ripartire, e con essi l'innovazione e l'occupazione. IMHO

Nicolais: dovrebbe avere controllo nazionale

NAPOLI - Il ministro per l' Innovazione, Luigi Nicolais, si dice preoccupato per il possibile passaggio in mani straniere di Telecom Italia ed invita a riflettere su una cessione dell'azienda. "Una grande impresa nazionale di telecomunicazioni dovrebbe avere un controllo nazionale - ha detto Nicolais a margine di un convegno - sono preoccupato, è una vicenda sulla quale dobbiamo meditare e credo che su una cessione di Telecom agli stranieri si debba procedere con i piedi di piombo". (ANSA)

Telecom I.: da Tronchetti mossa per stanare le banche

ROMA (MF-DJ)--Con il via libera a trattative esclusive con At&t e America Movil, Marco Tronchetti Provera mette tutti i contendenti di fronte alle loro responsabilita', senza chiedere la porta a Mediobanca e Generali Ass. Se, tuttavia, il sistema Italia non vuole vedere entrare messicani ed americani in Telecom I., a questo punto deve mettere i soldi sul piatto.

Questo lo scenario delineato da Repubblica sulla vicenda Telecom Italia. Serviranno molti soldi al sistema Italia, perche' per rilevare il 66% di Olimpia oggetto del desiderio occorrono circa 2,7 mld di euro cui si aggiungono 1,9 mld di debiti. Ora, prosegue il quotidiano, le banche potrebbero andare sul mercato e acquistare a prezzi piu' convenienti un 15-20% di Telecom Italia per neutralizzare il 18-20% di Olimpia.

Ma non sara' facile: in primo luogo perche' Mediobanca e Generali sono legate a un patto che impedisce loro di comprare azioni oltre la soglia del 25% praticamente gia' raggiunta. Secondo, perche' probabilmente il titolo Telecom tendera' a salire nei prossimi giorni. Resta poi, conclude la Repubblica, l'incognita della posizione che assumera' nella vicenda il presidente di Telecom I., Guido Rossi. red/ren

01 aprile, 2007

Gentiloni: grandissima preoccupazione governo

ROMA - "Grandissima preoccupazione": questa la prima reazione del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni alla notizia dell'offerta avanzata da AT&T e da American Movil per un terzo ciascuna di Olimpia, holding di controllo di Telecom Italia. "Il ministro Gentiloni, così come il vertice del Governo - si legge in una nota - sono stati informati solo oggi pomeriggio della riunione straordinaria del Cda di Pirelli, convocata per valutare le offerte di acquisto di Olimpia. Il Governo seguirà con grande attenzione l'evolversi della situazione".

AT&T e American Movil offerte per Telecom


ROMA - Pirelli ha ricevuto da AT&T (Usa) e American Movil (Messico) due distinte offerte, ciascuna per un terzo delle azioni di Olimpia, la holding che controlla Telecom Italia. Il gruppo statunitense e quello messicano (che fa capo al magnate Carlo Slim) dovrebbero spartirsi il 66% della società. A Pirelli resterebbe il 33%.

Le offerte sono state valutate "favorevolmente" oggi da un Cda straordinario di Pirelli che ha dato mandato al presidente Marco Tronchetti Provera di procedere nelle negoziazioni.

Le azioni Telecom Italia detenute da Olimpia sono state valutate 2,82 euro per azione. Venerdì avevano chiuso a 2,135. La trattativa durerà fino al 30 aprile. La Consob è stata informata e i titoli del gruppo, domani mattina, non saranno sospesi in quanto è stata assicurata la parità informativa e i risparmiatori potranno fare scelte di investimento avendo a disposizione tutti gli elementi.

A Mediobanca e Generali è riconosciuto - spiega una nota di Pirelli - il diritto di prelazione sull'acquisto di quote in Olimpia. Dopo le offerte ricevute da AT&T e Telecom Movil, l'eventuale cessione è quindi subordinata al mancato esercizio di tale diritto. Nel caso in cui Mediobanca e Generali volessero invece esercitare il diritto di prelazione "sarà riconosciuto a AT&T e America Movil un indennizzo pari a 16 milioni di euro ciascuna".


A conclusione dell'operazione il capitale sociale di Olimpia sarebbe equamente suddiviso in tre quote (AT & T, America Movil e gli attuali soci cioè Pirelli e Sintonia. Per Pirelli e Sintonia verrebbe risconosciuta da AT & T e America Movil una opzione "put" sulla restante partecipazione. La trattativa è vincolata all'esclusiva a favore di AT & T e America Movili e la durata è entro il prossimo 30 aprile.

Link DA La Repubblica

31 marzo, 2007


Roma, 30 Marzo 2007





Ai Segretari Generali SLC territoriali
Ai responsabili TLC Territoriali
LORO SEDI


Oggetto: incontro su biennio economico CCNL TLC


Care compagne e cari compagni, in attesa di inviarvi la convocazione unitaria formale con l’indicazione precisa della sede, vi preavvisiamo che la mattina del giorno 12 Aprile si terrà a Roma il primo incontro tra le OO.SS, il coordinamento di settore e l’AssTel per confrontarsi sulle richieste economiche relative al biennio 2007/2008.
Fraterni saluti.

p. la Segreteria Nazionale
Alessandro Genovesi

26 marzo, 2007

Linea interrotta per Telecom




Dimenticate il 2000, quando il settore delle Tlc era di gran lunga il più rovente dei listini. Allora le azioni dei colossi, e non solo, delle telecomunicazioni erano concupite da tutti. Per mettere un piede in Telecom, ed anche in Tiscali o Fastweb, gli investitori erano pronti a mettere sul tavolo qualsiasi cifra, o quasi.

Altri tempi, soprattutto pensando al girotondo che si sta sviluppando attorno a Telecom da quando Pirelli ha deciso di mettere sul mercato la sua quota di Olimpia (la holding che sta a monte del colosso dei telefoni).

Una mossa decisa dopo che è tramontata l'ipotesi di un ingresso della spagnola Telefonica. Solo poche settimane fa sembrava possibile che dai contatti con Telefonica potesse nascere qualche cosa di più di una semplice alleanza commerciale, ma ora pare che quella pista sia diventa molto fredda.

Tuttavia a partire dalla prossima settimana Guido Rossi, il presidente di Telecom, potrebbe rivedere Alierta. Il numero uno del gruppo spagnolo aveva già fatto visita al presidente di Telecom a Milano, nell'ambito dei contatti in corso fra le due aziende per "individuare le aree dove c'é una potenziale collaborazione" e "per valutare i benefici quantitativi per i due gruppi" con l'obiettivo di stringere alleanze non in esclusiva, in alcuni Paesi, come previsto dal piano industriale.

Insomma, pare che non si vada al di là di una alleanza e allora si torna al punto di partenza: chi ha l'ambizione e i mezzi per prendere il posto di Pirelli alla guida del colosso telefonico?

Le maggiori banche tricolori, che alcuni esponenti del mondo politico hanno chiamato in causa nemmeno troppo velatamente, non sono troppo convinte a mettere sul piatto i soldi, circa tre miliardi, che Tronchetti Provera vorrebbe per cedere la quota di Olimpia che fa capo a Pirelli.

Anzi, ieri la scorsa settimana l'Ad di Unicredit, Alessandro Profumo, ha sottolineato proprio questo aspetto: "non capisco come potrei spiegare ai miei azionisti di aver pagato un prezzo superiore a quello di mercato", ha detto Profumo. A Piazza Affari venerdì il titolo ha chiuso a quota 2,12 euro, con un rialzo dell’1,12% nell’arco dell’intera settimana, però con un saldo che resta negativo (-12,5%) rispetto a dodici mesi or sono.

Da qualche giorno circola anche la voce di un possibile piano alternativo che punterebbe a scorporare la rete di Telecom Italia sul modello Terna. Il controllo della nuova struttura dovrebbe essere assunto da investitori istituzionali, in primo luogo dalle fondazioni.

Di certo nessuno ha più tanta fretta, nonostante la prima scadenza sia fissata al 4 aprile per la presentazione dei candidati al nuovo cda, che sarà nominato dall'assemblea del 16 aprile.

Tuttavia l'obiettivo, perseguito inizialmente da alcune banche di chiudere entro il 4 aprile e di presentare una lista con un nuovo management, sarebbe tramontato, visto in particolare l'impasse sul nodo del prezzo.

Per questo motivo la soluzione 'di sistema', con l’intervento delle banche e l'eventuale appoggio delle fondazioni resta allora la più gettonata. E in attesa che si concretizzi, l'orientamento in primo luogo di Olimpia e di Mediobanca e Generali, soci del patto di consultazione di Telecom, è di confermare, accanto a Rossi, entrambi gli amministratori delegati, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero.

21 marzo, 2007

FILM SU GUIDO ROSSA, IL REGISTA: LO BOICOTTANO


“Stanno boicottando il mio film”. Lo afferma il regista Giuseppe Ferrara che scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiedendo aiuto per “Guido che sfidò le Brigate rosse”, il film dedicato al sindacalista dell’Italsider di Genova ucciso nel 1979 dalle Br e realizzato col patrocinio dell’associazione per il Centenario della Cgil. Spiega Ferrara: “Ho fatto appello al Presidente perché nessuno vuole distribuire il mio film. Eppure la pellicola è pronta da giugno. La Rai, nonostante abbia preacquistato i diritti tv non mi ha dato nessuna risposta. L’Istituto Luce neanche e pure le distribuzioni indipendenti non hanno dimostrato alcun interesse”. Secondo il regista, insomma, “siamo di fronte ad uno scandalo. Il film è un monumento ad un martire del terrorismo. E uno strumento conoscitivo e persino didattico sui delitti e gli orrori del brigatismo rosso, tanto da essere di una puntuale quanto necessaria attualità”. ‘Guido che sfidò le Brigate rosse’ è stato presentato nei mesi scorsi in anteprima a Genova durante una proiezione ufficiale con istituzioni ed operai. “Un film importante - dice Giuseppe Casadio presidente dell’Associazione per il Centenario della Cgil - per questo noi abbiamo dato il nostro patrocinio. Anche noi, infatti, ci chiediamo perché non riesca ad uscire. Certo, abbiamo apprezzato che la Rai ne abbia acquistato i diritti tv, ma non vorremmo che per questo resti nel cassetto”.

Telecom: trattative prendono tempo, possibile accordo cda -fonti

MILANO (Reuters) - Dopo settimane di trattative appare improbabile che Pirelli esca dall'azionariato di Telecom Italia prima dell'assemblea di metà aprile. Nel frattempo però è possibile un accordo sulla governance del gruppo telefonico che eviti lo scontro.

Lo dicono diverse fonti, aggiungendo che sarà più facile chiudere la trattativa con più tempo e una dice di sperare in "un rialzo delle azioni dai valori attuali".

Il tempo consentirà al governo di avere un "progetto chiaro sulle reti, che potrebbe coinvolgere anche Telecom Italia", dice una fonte vicina alla vicenda.

"Un segno distensivo sarebbe la conferma dell'attuale management da parte di Pirelli o, in ogni caso, una decisione concordata con gli altri azionisti", dice una terza fonte.

Con il passare dei giorni un accordo pare sempre meno probabile, ma esiste ancora la possibilità di una vendita della quota di Pirelli in Olimpia a un gruppo di banche.

"L'ipotesi di fare tutto prima dell'assemblea è tramontata", dice una fonte finanziaria.

"La realtà è che il titolo non vale quello che chiedono", aggiunge. "Qui tutti lavorano alle ciliegine, ma manca la torta [...], al deal manca sostanza".

Secondo alcuni analisti il titolo Telecom potrebbe scendere fino a 1,7/1,8 contro gli attuali valori di circa 2,1 euro. Ma sul mercato "c'è paura ad andare corti perché potrebbe all'ultimo momento emergere un piano con una soluzione".

Secondo altri, il titolo rimane su questi livelli a causa dell'incertezza, alla quale si è aggiunta ieri una profonda spaccatura nel cda. Una soluzione sarebbe in grado di dare maggiore stabilità e sostenere la quotazione.

"In una situazione di maggiore calma, soprattutto dopo i dati della semesterale che potrebbero evidenziare un andamento migliore rispetto ai target conservativi fissati da [presidente Guido] Rossi, il titolo potrebbe apprezzarsi, facilitando la trattativa", dice una fonte vicina alla vicenda.

Con un'azione intorno a 2,5-2,6 sarebbe molto più facile avvicinarsi ai 3 euro richiesti da Pirelli.

ATTESA SOLUZIONE DI COMPROMESSO SU CDA

Ieri è emerso che il fronte dei consiglieri indipendenti (12 su 21) non risparmia le critiche al presidente di Telecom Guido Rossi, come è apparso chiaro da una lettera di Guido Ferrarini.

La situazione è in movimento, un accordo sull'argomento sarebbe il primo passo per dare stabilità alla gestione del gruppo e continuare tranquilli con le trattative.

"Molto dipenderà da come andranno i colloqui tra le parti. Se il clima è teso, temo che Pirelli non si sottrarrà allo scontro", dice una quarta fonte.

Le banche sono considerate più a favore di quanto non lo sia Pirelli all'attuale management. Pirelli è in contrasto dopo le trattative con Telefonica bloccate dall'indisponibilità del management Telecom a una partnership esclusiva con l'operatore spagnolo.

L'assemblea Telecom Italia per il rinnovo del cda si riunisce il 16 aprile; le liste devono essere presentate entro il 5 aprile.

Olimpia, controllata all'80% da Pirelli ed al 20% dalla famiglia Benetton, detiene il 18% di Telecom Italia.

Hopa, non certo vicina a Pirelli dopo gli strascichi della vicenda giudiziaria che ha investito l'ex-presidente Emilio Gnutti, controlla il 3,67%.

Romain Zaleski, vicino al presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, ha una quota di poco inferiore al 2%, secondo le ultime comunicazioni disponibili.

Il gruppo Generali detiene il 3,67%, Mediobanca l'1,54%. Si tratta delle quote sulle quali esiste un patto di consultazione con Olimpia.

Il fondo Brandes Investment ha il 3,6%.

Secondo una fonte finanziaria, "esistono poi piccoli pacchetti inferiori al 2% che, se uniti, in assemblea potrebbero rappresentare una discreta quota del capitale". Molti fondi hanno in portafoglio azioni Telecom Italia.


© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.

20 marzo, 2007

Telecom/ Intesa conferma il dossier. Modiano: ci stiamo lavorando

Intesa-Sanpaolo scopre le carte su Telecom. TelecomIl gruppo sta lavorando sul dossier Telecom Italia. Lo ha confermato, infatti, il direttore generale vicario Pietro Modiano giungendo a un convegno a Milano per la presentazione del libro ''Storia del mediocredito lombardo''.

"Credo di sì" è stata la risposta del manager torinese a chi gli ha chiesto novità sulla vicenda TI. Modiano, però, ha detto di non sapere quali saranno i tempi necessari per esaminare la situazione. Confermando il sentiment degli addetti ai lavori e quanto aveva affermato la scorsa settimana il presidente di Capitalia Cesare Geronzi. Ovvero che "la situazione è molto complessa".

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, che giungendo allo stesso convegno, ha reso noto che il principale azionista di Intesa-Sanpaolo "non è ancora stato interpellata" ma, "appena avremo i dati, li esamineremo".

Guzzetti, poi, rispondendo all'appello lanciato pochi giorni fa dal ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, si è detto d'accordo sul mantenimento dell'italianità di Telecom. Per il numero uno della Cariplo, infatti, ''bisogna che i grandi complessi italiani restino italiani e siano messi in condizione di lavorare al meglio''.
Intanto per il Wall Street Journal, si sono levate voci di malcontento all'interno del consiglio di amministrazione di Telecom. Per il giornale a stelle e strisce, in particolare, i consiglieri indipendenti hanno lamentato la poca trasparenza sulle nuove strategie e sulle ipotesi di partnership industriali.

Guido Ferrarini, a nome degli altri consiglieri, ha prenso carta e penna e ha scritto una lettera al presidente della società Guido Rossi: in primis, riporta l'autorevole quotidiano, Ferrarini ha criticato il piano industriale che non fermerebbe il restringimento dei margini né riuscirebbe a tagliare abbastanza i costi.

Non solo, ma il consigliere ha contestato anche il fatto che il management non avrebbe avuto adeguate informazioni sulle ipotesi di alleanze internazionali. Ad esempio, i consiglieri non sarebbero stati adeguatamente informati dei due mesi di trattativa tra la Telecom e la Telefonica spagnola per un'ipotetica alleanza.
La replica di Rossi non s'è fatta attendere: nella sua risposta, il presidente di Telecom avrebbe precisato che con Telefonica non ci sarebbe stata alcuna trattativa ma che si trattava solo di discutere una possibile collaborazione. Ad ogni modo, secondo il Wall Street Journal, le lamentele di Ferrarini stanno testimoniando il giudizio che Telecom sta affrontando "un periodo difficile".

Secondo alcuni analisti, invece, la lettera è stata vista come una allontanamento degli indipendenti dalla presidenza Telecom in vista dell'assemblea del 16 aprile che dovrà rinnovare le cariche sociali. Il sentore è che la riconferma della tolda di comando formata da Guido Rossi, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero, non sia certa, visto il probaile ingresso delle banche che, secondo gli addetti ai lavori, vorrebbero completare la svolta dando anche una nuova impronta alla strategia industriale del gruppo telefonico.

19 marzo, 2007

TELECOM: SLITTA VERTICE AZIENDA-SINDACATI

Roma, 19 mar. - E' saltato l'incontro inizialmente programmato per giovedi' prossimo tra i vertici di Telecom Italia e i sindacati. A quanto si apprende, il confronto si svolgera' solo dopo che l'operazione sul riassetto della proprieta' avra' preso corpo e la sua complessita' richiede ancora alcuni giorni. In ogni caso, entro il quattro aprile dovranno essere presentate le liste dei candidati da proporre all'assemblea del 16 aprile di Telecom per il rinnovo del consiglio di amministrazione.

17 marzo, 2007